Storyboard: cos’è, a cosa serve e come crearne uno | Accademia09

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Lo storyboard è uno strumento fondamentale nella progettazione di opere visive e performative, ma spesso viene sottovalutato o ridotto a una semplice sequenza di disegni. In realtà, rappresenta una vera e propria fase di pensiero visivo, in cui l’idea prende forma prima ancora di essere realizzata.

Utilizzato nel cinema, nell’animazione, nella pubblicità e anche nel teatro, lo storyboard permette di tradurre una storia in immagini, organizzando spazio, tempo e azione in modo chiaro e condivisibile. È uno strumento che aiuta a vedere il progetto prima che esista, prevenendo errori, chiarendo le intenzioni narrative e facilitando il lavoro di squadra.

Comprendere cos’è davvero uno storyboard, a cosa serve e come si costruisce significa acquisire una competenza chiave per chiunque lavori con immagini, scena e racconto visivo.

Origini e sviluppo dello storyboard

Lo storyboard nasce nel mondo del cinema e dell’animazione come risposta a un’esigenza pratica e creativa: visualizzare in anticipo una storia complessa prima di affrontare i costi e le difficoltà della produzione. Le sue origini moderne vengono spesso fatte risalire agli studi di animazione del Novecento, dove la necessità di pianificare con precisione ogni movimento portò allo sviluppo di sequenze disegnate scena per scena.

Nel tempo, lo storyboard si è evoluto insieme ai linguaggi audiovisivi. Da semplice supporto tecnico è diventato uno strumento creativo a tutti gli effetti, utilizzato non solo per organizzare le riprese ma anche per esplorare soluzioni narrative, sperimentare inquadrature e definire il ritmo visivo di un’opera.

Oggi lo storyboard viene impiegato in ambiti molto diversi tra loro, dal cinema d’autore alle grandi produzioni commerciali, dall’animazione al teatro, adattandosi a contesti e linguaggi differenti senza perdere la sua funzione originaria di guida visiva.

A cosa serve lo storyboard

La funzione principale dello storyboard è quella di trasformare un’idea astratta in una sequenza visiva concreta. Permette di vedere come una storia si sviluppa nel tempo e nello spazio, rendendo immediatamente comprensibile la struttura narrativa del progetto.

Lo storyboard serve anche a individuare problemi prima che diventino costosi o difficili da risolvere. Attraverso la pre-visualizzazione, è possibile correggere incoerenze, migliorare il ritmo, chiarire passaggi poco efficaci e verificare la continuità tra le scene.

Un altro aspetto fondamentale è la comunicazione. Lo storyboard diventa un linguaggio comune tra regista, attori, tecnici e creativi, riducendo incomprensioni e allineando il team su una visione condivisa.

Cosa contiene uno storyboard

Uno storyboard è composto da una sequenza di vignette o immagini che rappresentano i momenti chiave di una storia. Ogni vignetta corrisponde a una scena, a un’inquadratura o a un’azione significativa.

Accanto alle immagini, lo storyboard include spesso annotazioni testuali che specificano ciò che non può essere comunicato solo visivamente. Queste note possono riguardare il movimento della macchina da presa, le azioni dei personaggi, i dialoghi, il suono, l’illuminazione o il cambio di scena.

La combinazione di immagini e testo rende lo storyboard uno strumento flessibile. Può essere molto dettagliato o essenziale, a seconda del tipo di progetto e delle esigenze della produzione, ma deve sempre risultare chiaro e leggibile per chi lo utilizza.

A cosa serve lo storyboard nel mondo dell’intrattenimento

Nel cinema e nell’audiovisivo, lo storyboard è uno strumento centrale per la regia. Permette di pianificare inquadrature, movimenti di camera, posizioni degli attori ed effetti visivi, offrendo una visione complessiva del film prima delle riprese. Questo aiuta a ottimizzare tempi e risorse, riducendo l’improvvisazione sul set.

Nel teatro, pur in assenza di riprese, lo storyboard può svolgere una funzione altrettanto importante. Aiuta a visualizzare la disposizione dello spazio scenico, i movimenti degli attori, i cambi di scena e le dinamiche tra luce, corpo e ambiente. In questo contesto diventa uno strumento di composizione visiva e drammaturgica.

Anche nella pubblicità e nei contenuti digitali, lo storyboard è essenziale per definire con precisione il messaggio, il ritmo e l’impatto visivo, soprattutto quando il tempo a disposizione è limitato e ogni secondo conta.

Come creare uno storyboard

Creare uno storyboard efficace richiede prima di tutto una comprensione profonda della storia che si vuole raccontare. È necessario conoscere la struttura narrativa, gli obiettivi di ogni scena e il messaggio complessivo del progetto. Solo partendo da questa chiarezza è possibile costruire una sequenza visiva coerente e funzionale.

Il processo di creazione di uno storyboard può essere articolato in alcuni passaggi fondamentali:

  • analizzare la storia o il copione, individuando il filo narrativo, i momenti di svolta e le informazioni essenziali da comunicare visivamente
  • identificare le scene chiave, ovvero quelle che portano avanti l’azione o segnano un cambiamento significativo nella narrazione
  • tradurre questi momenti in immagini, attraverso disegni anche molto semplici, purché chiari e funzionali, che rappresentino inquadrature, azioni e relazioni spaziali
  • affiancare alle immagini note esplicative che chiariscano movimenti di camera, azioni dei personaggi, dialoghi, suoni o cambi di scena
  • rivedere lo storyboard insieme al team, raccogliendo feedback e apportando modifiche per migliorare coerenza, ritmo ed efficacia narrativa

Uno storyboard ben costruito non è un semplice supporto tecnico, ma uno strumento creativo che accompagna l’intero processo di realizzazione, dalla prima idea fino alla messa in scena finale.

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