I dati Istat che fissano l’inflazione media del 2025 all’1,5% confermano un’emergenza prezzi ormai strutturale: a preoccupare maggiormente è l’impennata del cosiddetto “carrello della spesa”, che a dicembre accelera drasticamente fino al +2,2%. I beni di prima necessità continuano a correre più velocemente dell’indice generale, gravando pesantemente sul potere d’acquisto delle famiglie italiane.

I rincari più critici si registrano proprio al supermercato, con aumenti record per la carne bovina (+127% rispetto al 2024), mentre riso, caffè e cioccolato segnano rialzi costanti che erodono i bilanci domestici. A questa situazione si aggiunge un’intollerabile disparità territoriale: al Sud e nelle Isole l’aumento dei prezzi è ancora più marcato, rendendo la vita quotidiana più onerosa rispetto al resto del Paese. Non va meglio sul fronte dei trasporti, dove abbiamo denunciato tariffe aeree proibitive e rincari speculativi, soprattutto in prossimità delle festività, che colpiscono duramente il diritto alla mobilità.

Non resteremo a guardare mentre la qualità della vita e la salute dei cittadini vengono compromesse da scelte di risparmio forzate su cibo e cure,” dichiara Anna Rea, Presidente Nazionale di Adoc. I rincari su alimentari e prodotti per la cura della persona sono segnali di una speculazione che non accenna a fermarsi. Ribadiamo la necessità di interventi urgenti e riforme strutturali, dal controllo rigoroso delle filiere alla revisione della tassazione sui beni primari – questioni che non sono state minimamente prese in considerazione dalla Legge di Bilancio. Se non arriveranno risposte coraggiose contro il carovita, la mobilitazione sarà inevitabile. Senza risposte concrete, conclude Rea, siamo pronti a promuovere forme di protesta collettiva, incluso lo “Sciopero del Carrello”. Le famiglie hanno il diritto di vivere dignitosamente senza subire aumenti ingiustificati.