Dal 1° gennaio diventano operative le tutele previste dalla legge 106/2025: congedo fino a 24 mesi, 10 ore aggiuntive di permessi e priorità al lavoro agile
L’entrata in vigore delle misure operative della legge 106/2025 segna un passaggio atteso da anni dalle associazioni e dai lavoratori con patologie oncologiche, croniche e invalidanti. Con l’attivazione delle procedure INPS e la possibilità di accedere concretamente ai nuovi permessi e al congedo fino a 24 mesi, la riforma approvata nel 2025 esce dalla dimensione normativa e diventa uno strumento reale di tutela per migliaia di persone che devono conciliare cura e lavoro.
Il voto definitivo dell’Assemblea del Senato dell'8 luglio scorso ha trasformato il disegno di legge n. 1430 in legge dello Stato, completando un percorso legislativo che oggi trova piena attuazione con l’avvio delle misure operative.
Si conclude così un iter parlamentare seguito con attenzione da molte realtà associative e istituzionali impegnate nel riconoscimento dei diritti lavorativi per le persone con patologie gravi.
UNA PROPOSTA CHE È PARTITA NEL 2022
Il percorso legislativo del disegno di legge n. 1430, volto a tutelare i lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti, ha avuto inizio nel 2022 con una prima proposta a firma dell’Onorevole Debora Serracchiani. La misura si inserisce in un quadro di iniziative già avviate nella legislatura precedente, tra cui quelle promosse in Commissione Lavoro da deputati come l’Onorevole Comaroli, sostenute anche dalla Senatrice Elena Murelli. La caduta del Governo del 2022 ha interrotto quel primo impulso, lasciando sul tavolo proposte condivise che hanno trovato nuovo slancio nella legislatura attuale.
Nel 2024, il testo è stato esaminato dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che ha dato il via libera al provvedimento. Successivamente, la proposta è stata approvata dall’Aula della Camera.
Il provvedimento è quindi passato al Senato, dove la Commissione Lavoro ha svolto l’esame del testo in vista dell’approvazione definitiva. Durante l’iter parlamentare sono state affrontate questioni fondamentali riguardanti la definizione delle tutele, in particolare il riconoscimento della conservazione del posto di lavoro, i permessi retribuiti per cure ed esami, e la priorità nell’accesso al lavoro agile.
L’approvazione della Commissione di Palazzo Madama è stata accolta come un importante passo avanti, pur accompagnata da critiche relative alle limitazioni contenute nel testo, come l’assenza di copertura contributiva durante il congedo non retribuito, la disparità di trattamento tra settore pubblico e privato e la necessità di misure più ampie e strutturali per garantire effettive tutele ai lavoratori con gravi patologie.
Questo percorso trova ora compimento nella fase applicativa avviata dal 1° gennaio 2026.
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE
Con l’avvio del 2026, le misure previste dagli articoli 1 e 2 della legge sono pienamente fruibili da lavoratori e famiglie, secondo le modalità definite dalle prime indicazioni operative dell’INPS.
La legge approvata si compone di cinque articoli. Come spiegato dalla relatrice in Aula, la Senatrice Elena Murelli (Lega – Salvini Premier), l’obiettivo del provvedimento è rafforzare in modo strutturato la tutela dei lavoratori colpiti da patologie gravi e durature, con particolare attenzione all’equilibrio tra esigenze di cura e mantenimento della posizione lavorativa.
L’articolo 1 introduce la possibilità, per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche, di richiedere un periodo di congedo non retribuito, durante il quale viene garantita la conservazione del posto di lavoro. Durante questo periodo, che potrà avere durata massima di due anni, i lavoratori hanno inoltre diritto di priorità nell’accesso al lavoro agile, ove previsto. Il riconoscimento dei benefici è subordinato all’accertamento della condizione patologica da parte dell’INPS, sulla base di documentazione clinica specialistica. Il beneficio è rivolto specificamente a chi necessita di una gestione sanitaria continuativa e certificata, per permettere la conciliazione tra cura e lavoro.
Dal 1° gennaio 2026 il congedo non retribuito fino a 24 mesi è richiedibile tramite procedura telematica INPS. La priorità nell’accesso al lavoro agile è applicabile nei limiti degli accordi aziendali e delle mansioni compatibili.
L’articolo 2 amplia il sistema dei permessi, prevedendo 10 ore annue di permesso retribuito aggiuntivo, fruibili da parte del lavoratore in unità minime di un’ora, per esami o terapie connesse alla propria patologia. Lo stesso diritto viene esteso ai genitori di minori affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche. I benefici sono riconosciuti anche in questo caso a seguito di certificazione medica e nei limiti delle risorse disponibili. L’agevolazione è destinata dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, oppure da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74%.
Le 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito sono ora operative e fruibili in modalità oraria. La misura si aggiunge ai permessi già previsti dalla normativa vigente, rafforzando la possibilità di gestire visite, esami e terapie ricorrenti.
L’articolo 3 istituisce presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un Fondo per l’erogazione di premi di laurea in memoria di pazienti oncologici deceduti, con una dotazione iniziale pari a 2 milioni di euro per l’anno 2024. I premi, destinati a studenti universitari, saranno assegnati sulla base di criteri da definire con apposito decreto attuativo, che dovrà anche stabilire le modalità di erogazione e i requisiti di partecipazione. Lo strumento vuole sostenere la ricerca e la formazione scientifica, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sulle malattie oncologiche e sulle condizioni di salute più complesse.
Il decreto attuativo per l’erogazione dei premi è atteso nel corso del 2026.
L’articolo 4 dispone l’adeguamento dei sistemi informativi dell’INPS per la gestione telematica delle domande e per l’acquisizione della documentazione sanitaria utile al riconoscimento dei benefici previsti. È prevista una spesa di 200.000 euro per l’anno 2024, destinata a coprire i costi di aggiornamento tecnologico e infrastrutturale. L’adeguamento punta a rendere più efficienti e trasparenti le procedure di richiesta e di concessione dei benefici, facilitando l’accesso per tutte le persone interessate, indipendentemente dalla specifica patologia.
Gli adeguamenti informatici sono stati completati nel dicembre 2025, consentendo l’avvio delle nuove procedure telematiche.
Infine, l’articolo 5 introduce una clausola di salvaguardia a tutela delle autonomie speciali e delle Regioni a statuto speciale, precisando che le disposizioni si applicano compatibilmente con i rispettivi ordinamenti e ambiti di competenza.
L’ANALISI DELLA SENATRICE MURELLI, RELATRICE AL SENATO
“L’entrata in vigore, prevista per il 2026, del provvedimento – ha commentato la Senatrice Murelli – segnerà un passo avanti per sostenere chi affronta una malattia oncologica, invalidante o rara: un provvedimento sia per i dipendenti, pubblici e privati, sia per i lavoratori autonomi, che tra le altre cose, potranno avvalersi del diritto al congedo o alla sospensione dell’attività”.
“Tra le molte misure a tutela dei lavoratori, una novità importante – sottolinea Murelli – è rappresentata dalla possibilità di permesso anche per i genitori dei piccoli pazienti affetti da malattie oncologiche”.
“Con questo provvedimento – conclude la Senatrice – restituiamo dignità e certezze a migliaia di lavoratrici e lavoratori che combattono ogni giorno contro la malattia. Il lavoro non deve diventare un ostacolo né un’ulteriore fonte di sofferenza. Lo Stato ha il dovere di garantire protezione e flessibilità a chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità”.
La legge 18 luglio 2025, n. 106, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25 luglio 2025, è ora pienamente operativa nelle sue misure principali. Restano tuttavia in attesa alcuni decreti attuativi, in particolare quelli relativi ai premi di laurea e alle modalità di monitoraggio delle nuove tutele.