Cultura e creatività sono tratti identitari radicati nella società e nell'economia italiana e grazie alla loro forte relazione con la manifattura hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del mondo, il "Made in Italy". Oggi le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici su cui puntare in quanto attivatori della crescita anche di altri settori, dal turismo a tutti i comparti che beneficiano del processo di culturalizzazione dell'economia grazie anche al contributo innovativo degli Embedded Creatives, ovvero i professionisti culturali e creativi che operano al di fuori dei settori che costituiscono il Core Cultura. Il rapporto "Io sono cultura" annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell'economia nazionale, dimostrando che la cultura resta uno dei motori della nostra economia.
Il rapporto, arrivato alla sedicesima edizione, è realizzato congiuntamente da Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Fondazione Symbola e Deloitte.
I dati riferiti al 2025 confermano la solidità del Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano come catalizzatore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. La filiera - tra professionisti, imprese, terzo settore e pubblica amministrazione - ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% dell'economia nazionale, con una crescita del +3,3% rispetto all'anno precedente. Un valore che si estende oltre la ricchezza direttamente prodotta: ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell'economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del PIL italiano.
Tra i domini del Core Cultura, Software e videogiochi si confermano il principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e da Architettura e design che, nel 2025, tornano entrambe a crescere. Performance positive interessano anche gli altri comparti, confermando come lo sviluppo del sistema culturale e creativo sia sostenuto tanto dalle attività più innovative quanto da quelle tradizionali.
L'analisi territoriale conferma la forte concentrazione delle attività culturali e creative nelle regioni del Centro-Nord e nelle principali aree metropolitane, ma mette in luce anche la crescente capacità di numerosi territori di valorizzare la cultura come elemento distintivo del proprio modello di sviluppo.
Per quanto riguarda il valore aggiunto, infatti, Milano guida la graduatoria nazionale con un'incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo pari al 10,1% dell'economia provinciale, seguita da Roma (9,0%) e Torino (8,4%). Accanto ai grandi centri metropolitani, nella top ten trovano spazio territori caratterizzati da una forte integrazione tra cultura, creatività e specializzazioni manifatturiere, come la provincia di Modena, che risulta al decimo posto sia nella graduatoria del valore aggiunto sia in quella dell'occupazione.
Nel dettaglio, a Modena il peso del valore aggiunto prodotto dal settore è del 5,9% di cui 2,5% per le attività definite "Core Cultura" e 3,4% per quelle "Embedded Creatives". Per quanto riguarda l'occupazione il peso percentuale è del 6,6%, equamente suddiviso tra le due componenti individuate.