La copertina del TIME che nessuno si aspettava
Perché la scelta di TIME per il Personaggio dell’Anno 2025 ha sorpreso tutti
Ce l’aspettavamo? No, sinceramente la maggioranza delle persone non aveva previsto a chi fosse dedicata la copertina del TIME come personaggio dell’anno 2025.
L’anno che ha visto la resilienza di Zelensky, un nuovo “giovane” Papa, la guerra in Palestina con giornalisti, associazioni, flottiglia in prima linea, politici di tutto il mondo sgomitare per attribuirsi il merito di presunte e spesso bislacche, trattative di pace, morti eccellenti, da Armani a Robert Redford… premi Nobel dati, ma soprattutto negati, nessuno si sarebbe aspettato che finisse “lei” sulla copertina del Time come personaggio dell’anno!
L’Intelligenza Artificiale come protagonista del nostro tempo
TIME e AI: un riconoscimento che racconta il nostro presente
Di chi stiamo parlando? Ma naturalmente dell’intelligenza artificiale e i suoi “architetti,” ancora una volta prepotentemente protagonista della nostra vita, colpevole di averci sottratto anche la tanto attesa notizia di gossip da commentare. Ogni anno, infatti, la divisiva copertina della famosa rivista, è musa ispiratrice per discussioni, fazioni, tifoseria sul personaggio meritevole o meno di fare mostra di sé sul prestigioso settimanale, meritevole di essere una spanna più su degli altri come presenza nel mondo.
Nell’anno in cui l’intelligenza artificiale è entrata in modo stabile nelle nostre routine, dai servizi digitali alle scelte aziendali, dalla creatività alla politica, Time ha scelto di riconoscerle un ruolo che va oltre la tecnologia. L’ha nominata, insieme ai suoi “architetti”, la Persona dell’anno. Una scelta che mette a fuoco un cambiamento profondo: la sensazione che l’IA non sia più un settore, ma un contesto.
TIME: storia e significato del Personaggio dell’Anno
Da “uomo dell’anno” a “personaggio dell’anno”
Il Time è stato fondato nel mese di marzo del 1923. È considerato uno dei più autorevoli e prestigiosi settimanali del mondo, in particolare per quanto riguarda la politica e l’economia internazionale. Il nome TIME significa “Today Information Means Everything“.
Time è la rivista settimanale di notizie più diffusa nel mondo con 26 milioni di lettori, 20 milioni dei quali negli Stati Uniti.
Dal 1927 la copertina del primo numero del mese di dicembre viene dedicata a quello che prima era “L’uomo dell’anno” poi dal 1999 è divenuto giustamente “Il personaggio dell’anno”.
Perché il TIME sceglie l’AI (nel bene e nel male)
L’AI non è solo uno strumento, ma un contesto globale con cui conviviamo ogni giorno
La scelta annuale per la persona (o concetto) che ha avuto la maggiore influenza sull’anno, positiva o negativa, è stata sempre attesa con molta curiosità in tutto il mondo, forse proprio perché questa scelta è trasversale: ci si aspetterebbe che fosse evidenziato dalla rivista un personaggio che si è distinto per meriti, intesi come apporti positivi alla comunità mondiale; invece, il Time dedica la copertina nel bene o nel male a chi ritiene sia stato più significativo in quel momento storico.
Così negli anni il personaggio dell’anno è stato Hitler, Stalin, ma anche Mandela o Michael Jackson o la nazionale di calcio italiana.
Copertine sono state dedicate a Balotelli, come a Marilyn Monroe, a Pavarotti come al personaggio di Darth Vader, non si può dire insomma che non accontenti tutti i gusti!
L’immagine simbolo: gli architetti dell’Intelligenza Artificiale
Da Zuckerberg a Fei-Fei Li, gli innovatori dietro l’AI
Quanto ci deve preoccupare che il personaggio dell’anno 2025 sia l’AI e i suoi architetti? Qual è il significato di questa scelta?
La copertina ha un impatto molto forte, chi non ricorda il celebre scatto in bianco e nero che immortalava gli operai sospesi nel vuoto nel 1932 intitolato “Lunch atop a Skyscraper”? Nello scatto sono rappresentati undici operai edili mentre consumano il loro pranzo, seduti su una trave d’acciaio a circa 260 metri d’altezza durante la costruzione dell’RCA Building, una parte del Rockefeller Center, a New York; ebbene il Time ha riproposto la medesima celeberrima immagine con seduti sulla trave personaggi come Mark Zuckerberg, Lisa Su, Elon Musk, Jensen Huang, Sam Altman, Demis Hassabis, Dario Amodei e Fei-Fei Li.
Un cantiere aperto chiamato AI
L’AI è sempre in divenire
In una successiva immagine, altrettanto significativa, le stesse figure compaiono all’interno di una struttura metallica che forma le lettere “A” e “I”. È come se l’intelligenza artificiale venisse presentata non come un prodotto finito, ma come un cantiere aperto, sostenuto da impalcature, pontili e mani che lavorano ancora alla sua forma definitiva.
Perché un dato è indiscusso: l’AI non sarà mai nella sua forma definitiva, ma sempre in divenire: un po’ come la mente umana di cui vuol essere una veloce proiezione, non può essere ingabbiata o recintata da regole definite.
Convivere con l’Intelligenza Artificiale
Dalla tecnologia alla cultura
La decisione di Time è un modo per dire che l’AI non è più qualcosa “che usiamo”, ma qualcosa con cui conviviamo. La sua presenza nei servizi pubblici, nelle scuole, nelle piattaforme di intrattenimento e nelle pratiche lavorative la rende una specie di corrente elettrica culturale: invisibile ma indispensabile. Questo non significa ignorarne le preoccupazioni. Nel 1982 la stessa rivista celebrò in copertina il Personal Computer, che fu incoronato come “macchina dell’anno” a indicare il cambiamento che ormai aveva inciso su intere generazioni e ci aveva visto giusto vien da dire a distanza di più di 40 conduttori anni!
Etica, responsabilità e domande aperte sull’AI
Possiamo dare un’anima all’AI? Quali sono i rischi e le opportunità per l’umanità?
Per il Time nominare l’AI Persona dell’Anno, significa riconoscerne anche le domande aperte tipo: come bilanciare progresso tecnologico e tutela dei diritti? Come gestire la velocità con cui queste tecnologie si espandono? Come inserire un linguaggio, anzi una vera identità, etica nel cervello dell’AI? Fornirla di un cuore, o di una coscienza sarà sfida possibile? Sono interrogativi che accompagneranno il prossimo decennio e che, per la prima volta, entrano a far parte della narrazione mainstream.
Chi sono i protagonisti dell’AI secondo TIME
La rivoluzione dell’AI passa per molte menti brillanti, unite nella sfida più importante del nostro tempo
Ma chi sono questi personaggi rappresentati come architetti o potremmo spingerci a dichiararli “genitori” di questa innovazione così importante? Alcuni non hanno bisogno di essere descritti, la loro fama li precede: mi riferisco a Mark Zuckerberg ed Elon Musk, il primo fondatore del più noto social network Facebook e il secondo uomo visionario con un piede su Marte, uno sui social e gli altri millepiedi su svariati business, uno su tutti il mercato delle auto elettriche. Poi ci sono Jensen Huang, fondatore e attuale CEO di Nvidia, è uno dei nomi più importanti nel panorama tecnologico moderno. Egli, famoso anche per il suo look iconico, non abbandona mai infatti la giacca di pelle da rock star, ha alimentato la corsa alle GPU, le unità di calcolo fondamentali per addestrare i modelli, una sorta di superpapà delle schede grafiche. Ci sono figure accademiche come Fei-Fei Li, che hanno portato la ricerca dall’università al mondo applicato. La scienziata, di origine cinese ma naturalizzata negli Usa, rappresenta una delle voci più autorevoli della Silicon Valley nel promuovere un’AI ispirata alla compassione, che sia inclusiva, rispettosa della dignità umana ed attenta agli impatti sociali.
E poi chi ha guidato la rivoluzione del software generativo, come Demis Hassabis, e Sam Altman, il primo è un neuroscienziato, imprenditore, scacchista, ricercatore di intelligenza artificiale e designer di videogiochi britannico, cofondatore di DeepMind, startup di AI con sede a Londra e anche, come se non bastasse, premio Nobel per la chimica.
Sam Altman, bambino prodigio che a 7 anni maneggiava così bene i personal computer da insegnarne l’uso alle sue maestre, fondatore di openAI.
Dario Amodei e Lisa Su, il primo, orgoglio italiano, in verità solo di origini, ha fondato insieme alla sorella Daniela, Anthropic, azienda di ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale caratterizzata dall’ attenzione alla sicurezza e all’etica nell’IA. Infine, Lisa Su, è una dirigente d’azienda e ingegnere elettrico taiwanese. È l’amministratore delegato e presidente di Advanced Micro Devices (AMD). Lei è la mente geniale che comprese, quando lavorava in IBM, che il rame utilizzato nei chip, al posto dell’alluminio, avrebbe velocizzato i semiconduttori del 20% in più. In AMD è riuscita a sollevare l’azienda da una profonda crisi, trattando materie innovative come la realtà virtuale, il gaming e il data center.
Genio individuale e intelligenza collettiva
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia emergente, ma una forza culturale globale
Forse aver accumunato queste geniali personalità vuole anche significare che non è un processo, quello dello sviluppo di AI, che si può portare avanti o costruire in solitudine, sarà un percorso, come tutti i cambiamenti storici, fatto da tante menti illuminate e da tanti passi. Con l’auspicio di non inciampare; ci conforta l’attenzione che figure come Fei-Fei
Li e i fratelli Amodei riservano all’aspetto morale che orbita intorno all’intelligenza artificiale. Figure che si pongono a garanzia per sviluppare intelligenze artificiali sicure, affidabili e allineate ai valori umani.
Chiuderei con le parole dei giornalisti dell’autorevole testata: “Qualunque fosse la domanda, AI era la risposta”.
Nelide Quarato