Terminata la fase transitoria, CBAM, il tributo ambientale previsto dalla UE entra nel vivo.
Facciamo insieme un veloce recap anche alla luce delle semplificazioni previste dal Reg., UE 2025/2083 e dei chiarimenti contenuti nella circolare ADM n°36/2025
Cosa è il CBAM
Il CBAM nasce principalmente per combattere il c.d. dumping ambientale: impedire cioè che le merci importate da Paesi extra-UE godano di un indebito vantaggio competitivo legato all’assenza di costi legati alla carbonizzazione nei rispettivi Paesi d’origine, contrariamente a quanto avviene nell’Unione Europea,
Che prodotti riguarda
- I settori coinvolti sono: Cemento, Ferro e Acciaio, Alluminio, Fertilizzanti, Energia Elettrica e Idrogeno. Per capire concretamente se il prodotto importato rientra nelle categorie CBAM è necessario avere particolare attenzione alla Nomenclatura Tariffaria e all’origine della Merce.
- Per un elenco delle Nomenclature tariffarie coinvolte, consultare agli Allegati I e II del Regolamento 2023/956
- Prodotti importati diversi da quelli indicati nell’Allegato I e II ma contenenti materiale assoggettato alla normativa CBAM non sono soggetti a dichiarazione.
Passaggio fondamentale: diventare Dichiarante CBAM Autorizzato
E’ necessario che questi operatori provvedano ad inoltrare la richiesta per diventare Dichiarante e avere un Conto CBAM seguendo la procedura pubblicata sul sito del Ministero dell’Ambiente (https://www.ets.minambiente.it/CBAM/Status):
- Importatore
- Rappresentante doganale indiretto, nel caso l’importatore sia extra UE
- Rappresentante doganale indiretto che abbia accettato gli obblighi derivanti dalla normativa (ex art.32, Reg.2033/956)
Quindi, da ora?
Gli importatori che durante il 2026 prevedono di superare le 50 ton. di importazione (soglia modificabile dalla UE ogni anno entro il 30 aprile) devono presentare domanda per la richiesta dello status di dichiarante CBAM tassativamente entro il 31 marzo 2026, pena il blocco delle importazioni coinvolte da quella data.
Sarà indispensabile quindi ottenere dai fornitori extra UE i dati sulle emissioni dirette e indirette generate nei loro impianti (verificate da un Ente certificatore accreditato) oppure utilizzare i valori di default pubblicati dalla Commissione Europea.
Gli importatori dovranno infine considerare queste scadenze:
- entro 30 settembre 2027: presentazione della prima dichiarazione CBAM per il 2026
- dal 1 febbraio 2027: saranno messe in vendita agli importatori i Certificati CBAM caricati sul Conto CBAM che incorporano le emissioni di CO2 per le merci importate nel 2026