Il programma "Varcare la Soglia" raggiunge Napoli

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Andrea – referente territoriale FADV Napoli

Fondazione l’Albero della Vita, fondata nel 1997, ha come obiettivo di proteggere la vita dei bambini in difficoltà e di trasformare il disagio in una nuova opportunità

Il Programma Nazionale di contrasto alla povertà della nostra Fondazione è attivo dal 2014 e ha permesso di sostenere migliaia di famiglie in tutta Italia, grazie ad attività quotidiane svolte nelle 6 sedi italiane de l’Albero della Vita (Catanzaro, Genova, Milano, Napoli, Palermo e Perugia). 

I destinatari delle attività sono tutti quei nuclei familiari, con minorenni a carico, sia italiani sia stranieri, che vivono una condizione di esclusione sociale ed economica

Attraverso una sinergia efficace tra le organizzazioni del territorio e il contributo di vari enti finanziatori, il programma è articolato su quattro pilastri fondamentali: assistenza pratica/economica, supporto educativo e sociale, costruzione di relazioni di prossimità e servizi di orientamento al lavoro e alla formazione.  

Nel 2024 particolare rilevanza ha avuto la povertà educativa e culturale, in enorme crescita e con un forte impatto anche sulla capacità dei minori di immaginare il proprio futuro.  

È insopportabile pensare che ancora oggi ci siano bambini che non possono praticare uno sport, invitare un amico a casa o vivere esperienze che alimentino sogni e fiducia nel futuro. La povertà minorile è un’emergenza invisibile, che colpisce la crescita e le aspirazioni dei più piccoli. Per questo servono risposte concrete, unendo forze pubbliche e private per garantire pari opportunità a tutti.

L’Albero della Vita a Napoli: contrastare la povertà educativa nel quartiere di Ponticelli

Nel quartiere Ponticelli di Napoli, il progetto propone laboratori di potenziamento scolastico e attività educative su soft skill e competenze trasversali, rivolti a bambini, ragazzi e adolescenti. Sono inoltre previsti momenti dedicati agli adulti e lo Spazio 0-6, con laboratori creativi e incontri di confronto tra genitori ed educatori. L’équipe affianca queste iniziative con colloqui socio-pedagogici individuali o di gruppo, favorendo la riflessione personale, il rafforzamento delle competenze relazionali e il sostegno nei percorsi di crescita e inclusione sociale – orientamento al lavoro e alla formazione e attività in rete con scuole ed enti locali. 

Il lavoro educativo e sociale si svolge attraverso un centro dedicato alla comunità, aperto ogni giorno a bambini, ragazzi e famiglie del quartiere. L’obiettivo è quello di costruire uno spazio sicuro e stimolante in cui ogni minore possa sentirsi accolto, valorizzato e incoraggiato a immaginare un futuro diverso. La presenza costante degli educatori, unita a un approccio integrato e multidisciplinare, consente di rispondere in modo concreto ai bisogni individuali e collettivi, rafforzando il legame tra la scuola, le famiglie e il territorio; laboratori, percorsi educativi e momenti di confronto con bambini, famiglie e comunità locali. Un impegno costante, reso possibile anche grazie al consolidamento delle collaborazioni con scuole, enti e realtà del territorio, e aperto a nuove sinergie per rafforzare il sostegno alle persone in situazione di fragilità. 

Dati sulla povertà minorile in Campania

  • 13,8% Percentuale di minori che vive in condizioni di povertà assoluta in Calabria
  • 34,5% Minori che leggono libri
  • 41,9% Minori che praticano sport

Dati ISTAT 2024

Povertà minorile al 36,5%: la Campania tra le regioni più fragili d’Italia

In Campania, l’incidenza della povertà assoluta tra i minori raggiunge circa il 13,8%, mentre quella della povertà relativa è pari a circa 36,5%, risultando tra le più alte d’Italia. Le famiglie con minori affrontano situazioni di fragilità complesse: il sovraffollamento abitativo riguarda circa il 34,5% dei bambini, mentre l’accesso a opportunità educative è fortemente limitato. Solo il 35,4% dei ragazzi legge libri nel tempo libero (17 punti sotto la media nazionale) e appena il 41,9% pratica sport, la percentuale più bassa tra le regioni italiane. Anche la povertà educativa digitale pesa: circa il 14% dei minori non ha un PC/tablet con connessione internet

Questi dati confermano che le difficoltà economiche delle famiglie italiane non diminuiscono, al contrario, i redditi si riducono, l’inflazione incide sulla qualità della vita e cresce il numero di persone in difficoltà. Oggi tanti bambini non possono accedere ad attività di svago, sportive o culturali e alcuni vivono confinati nei loro quartieri senza possibilità di fare esperienze altrove. Questo genera isolamento, perdita di fiducia e mancanza di stimoli fondamentali per la crescita. Per i minori, la povertà non si misura solo in termini economici. È mancanza di opportunità, di relazioni, di esperienze positive che portano ad una mancanza di desideri, sogni e ambizioni. È un’emergenza invisibile che impedisce loro di immaginare un futuro diverso. 

La sede di Napoli: un presidio educativo tra laboratori, scuola e comunità

Qui gli operatori di Fondazione l’Albero della Vita lavorano ogni giorno per offrire occasioni concrete di riscatto e crescita a bambini e adolescenti che vivono in un contesto segnato da esclusione sociale e criminalità organizzata. Sempre a Napoli è attivo anche il progetto “Fatti Grande” che promuove le competenze, il lavoro sinergico e la capacità di azione in contrasto alla povertà educativa della Comunità Educante nel quartiere di Ponticelli attraverso percorsi di educativa a bassa soglia, supporto psico-sociale, laboratori sulle discipline STEM e percorsi ad alta densità educativa per allenare competenze musicali, culturali e di cittadinanza.  

Kit scolastici per garantire il diritto allo studio

Anche nel 2025, Fondazione l’Albero della Vita ha distribuito centinaia di kit scolastici completi a bambini e ragazzi in tutta Italia, compresi quelli di Napoli. Lo stipendio medio annuo in Italia è di circa 25.000 euro, ma la spesa per il corredo scolastico supera i 640 euro, garantire materiali adeguati diventa un gesto concreto di giustizia sociale per assicurare il diritto allo studio. 

Proprio nel Municipio 6 di Napoli e, in modo particolare, nel quartiere di Ponticelli, il tasso di dispersione scolastica è pari a circa il 39% (contro una media cittadina del 9,4%) e il tema dell’abbandono scolastico rappresenta una priorità nazionale, come spesso sottolineato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.  

Per tanti bambini, la mancanza di materiale scolastico si traduce in un disagio concreto e, in alcuni casi, tali carenze possono contribuire a forme di esclusione, isolamento o persino episodi di bullismo. Inoltre, zaini non adeguati possono comportare rischi per la salute fisica e problemi posturali ai bambini, mentre la mancanza di strumenti tecnici specifici, come goniometri o squadre, può influire negativamente sui risultati scolastici, impedendo un apprendimento adeguato. 

Per molti bambini, iniziare l’anno scolastico con il materiale necessario significa sentirsi alla pari con i propri compagni, affrontare la scuola con maggiore sicurezza e ridurre il rischio di esclusione.  

Una rete di alleanze per educare alla speranza

Fondazione l’Albero della Vita opera a Napoli in forte sinergia con scuole, associazioni e realtà del terzo settore, creando una rete di prossimità che rende l’intervento più efficace e radicato nel territorio per rispondere in modo tempestivo ai bisogni educativi e sociali dei bambini e delle famiglie

A Napoli la Fondazione collabora attivamente con diversi istituti scolastici, tra i quali l’ICS Aldo Moro, l’IC Moricino-Borsellino, l’IC Barbato-S.Rosa, l’IC De Filippo (Petrone) e l’IC Porchiano Bordiga. Diverse sono anche le realtà del mondo associativo con cui Fondazione collabora localmente per avanzare verso la propria mission: l’Ass. Gioventù Cattolica; “Il Grillo Parlante”; “Le Lazzarelle”; “L’Altra Napoli EF”; “Sanitansamble”. 

Molti dei bambini che incontriamo ogni giorno vivono in un vuoto relazionale. Non solo mancano beni materiali, ma anche spazi sicuri in cui crescere, adulti affidabili con cui confrontarsi, esperienze che facciano sentire di contare qualcosa. La povertà educativa è una ferita profonda, che mina l’autostima, la fiducia e la capacità di sognare.  

Per questo il nostro lavoro non si limita a fornire beni di prima necessità: vuole creare connessioni, possibilità, relazioni. Vogliamo che ogni bambino possa crescere in un ambiente dove sentirsi accolto, valorizzato e libero di costruire un domani diverso.  

È un’educazione che parte dalla relazione, dall’ascolto, dalla valorizzazione di ogni persona. In un contesto dove l’emarginazione sociale si trasmette di generazione in generazione. 

Tutto questo è possibile grazie al sostegno di donatori e partner, che scelgono di affiancare la Fondazione nella costruzione di un futuro migliore per i bambini più fragili. Il cambiamento passa dall’ascolto, dalla relazione e dalla creazione di spazi in cui ogni minore possa sentirsi accolto, rispettato e libero di sognare. Il progetto della sede di Napoli è un esempio concreto di come, anche in contesti difficili, sia possibile generare opportunità educative, sociali e culturali che trasformano la vita. 

Alcune storie dal quartiere

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Elena Pallavera