Ascolta la versione Podcast dell’articolo
Avete già sentito parlare del team building “a tappe”?
Si tratta di una nuova tendenza che evolve il concetto stesso di team building, trasformandolo da attività una tantum, ad esperienza strutturata, continuativa e strategica, progettata per accompagnare i team lungo tutti i 12 mesi.
Non più quindi un singolo evento isolato (spesso concentrato in un’unica giornata e scollegato dal resto dell’anno lavorativo), ma un percorso composto da più momenti esperienziali, anche di dimensioni ridotte, distribuiti strategicamente nel tempo.
In questo nuovo modello, ogni tappa assume un ruolo preciso e viene pianificata in funzione delle reali esigenze dell’Azienda e dei team coinvolti, ma anche delle diverse fasi dell’anno, dei carichi di lavoro e di eventuali cambiamenti organizzativi.
Lo scopo? Rafforzare ciò che è stato costruito in precedenza e preparare il terreno per il passo successivo.
Il vero valore è rappresentato dalla continuità, che consente di trasformare l’esperienza in apprendimento duraturo, favorendo cambiamenti concreti nei comportamenti quotidiani e generando un impatto reale sulle performance.
Nel 2026 il team building a tappe sveste quindi i panni di evento isolato per diventare parte integrante della strategia aziendale, allineato alla visione, ai valori e alle sfide reali dell’organizzazione.
Una tendenza che punta a rispondere in maniera concreta ad una domanda sempre più centrale per le Aziende moderne: come sviluppare team coesi, resilienti e orientati ai risultati in modo sostenibile, costruendo un vero e proprio percorso di crescita condivisa e misurabile.
Dal team building episodico al team building progressivo
Prima di proseguire è importante fare una dovuta precisazione: questa nuova tendenza non smonta né annulla i benefici dei team building tradizionali.
Il modello classico continua a funzionare e, quando l’esperienza è ben progettata, è in grado di generare entusiasmo, rafforzare le relazioni e creare un momento di forte coinvolgimento emotivo all’interno dei team.
In molti casi rappresenta un passaggio utile, soprattutto quando lo scopo è dare energia, celebrare risultati o creare maggiore connessione tra colleghi.
Tuttavia, un singolo evento non può sostenere da solo un processo di cambiamento continuo. Le organizzazioni moderne sono infatti sistemi complessi, in cui cultura, relazioni e performance si costruiscono e si consolidano attraverso la continuità, la coerenza e il lavoro nel tempo.
Proprio da questa consapevolezza nasce il team building a tappe: un’evoluzione del modello tradizionale che non lo sostituisce ma lo potenzia, rendendolo decisamente più efficace.
Un approccio che mantiene il valore dell’esperienza, ma lo inserisce in un percorso strutturato, capace di produrre risultati più profondi, misurabili e duraturi per l’Azienda e per le persone.
Si tratta infatti di un vero e proprio viaggio composto da più interventi esperienziali, distribuiti strategicamente nel corso dell’anno e progettati come parti di un unico disegno coerente.
Ogni evento nasce da un’analisi dei bisogni reali e ha un obiettivo preciso e complementare agli altri, con una logica di continuità e progressione che punta a:
- rispondere alle specifiche esigenze del team in quel determinato momento, come migliorare la comunicazione, potenziare collaborazione e fiducia, ottimizzare la leadership, ecc.;
- allinearsi agli obiettivi annuali dell’Azienda, supportando in modo concreto le priorità strategiche e non rimanendo un’attività fine a sé stessa;
- dialogare con le tappe precedenti e preparare le successive, creando un filo conduttore che permette di consolidare gli apprendimenti e di costruire competenze nel tempo;
- lasciare un ricordo indelebile da portare in ufficio e creare attesa per l’appuntamento successivo.
Anche il format scelto cambia di tappa in tappa, legandosi allo stato di maturità del team e diventando un tassello di un percorso più ampio.
Le esperienze possono quindi essere attività outdoor ad alto coinvolgimento emotivo, format tecnologici e immersivi, esperienze indoor brevi ma mirate, oppure interventi più strutturati e formativi.
Una varietà che stimola le persone da punti di vista differenti e produce soft skills più variegate, mantenendo alto il livello di attenzione, partecipazione ed efficacia.
Il risultato è un processo di crescita graduale, misurabile e sostenibile.
Perché il cambiamento avviene passo dopo passo, perché ogni tappa può essere osservata e valutata nei suoi effetti e perché rispetta i tempi delle persone e dell’organizzazione, generando un impatto reale e duraturo nel tempo.
Team building “a tappe”: i benefici concreti
Il primo beneficio dei nuovi team building “a tappe” è la totale coerenza con gli obiettivi aziendali annuali.
In un mercato sempre più accelerato e competitivo, le Imprese moderne sono ormai obbligate a pianificare i traguardi da raggiungere nel corso dei 12 mesi (crescita, innovazione, miglioramento della collaborazione, change management, produttività, ecc.).
Un percorso di team building distribuito consente di accompagnare il team lungo tutto il ciclo dell’anno, intervenendo nei momenti chiave della vita aziendale: kick-off strategici, fasi di cambiamento, momenti di calo e stress, consolidamento dei risultati, ecc.
Il suo impatto ha poi vantaggi importanti anche nell’apprendimento del team. Ripetere esperienze, riflettere, applicare e poi tornare a lavorarci consente infatti a tutti i dipendenti che partecipano di:
- potenziare comportamenti virtuosi;
- sviluppare nuove abilità e competenze;
- migliorare i punti deboli;
- consolidare i punti di forza;
- correggere dinamiche disfunzionali;
- creare un linguaggio comune.
In questo modo, il team building diventa un vero processo di formazione esperienziale, con effetti concreti e crescenti sul modo di lavorare insieme.
Un percorso annuale di team building genera poi aspettativa, curiosità e senso di appartenenza. Le persone non vivono più l’esperienza come evento sporadico, ma come un viaggio condiviso, in cui ciascuno è parte attiva del processo.
Questo aumenta la partecipazione, il legame con l’Azienda, la responsabilità individuale e collettiva, il benessere e l’engagement.
Infine, un altro grande vantaggio del team building a tappe è la sua modularità, flessibilità e possibilità di personalizzazione.
Ogni evento può infatti essere customizzato sulla base di molteplici aspetti, rivisto a seconda dell’evoluzione del contesto, adattato ai nuovi obiettivi e calibrato sul team.
Possiamo quindi dire che, se è vero che il team building tradizionale resta un pilastro fondamentale per la crescita di un’Azienda, è altrettanto vero che il nuovo modello rappresenta oggi un’evoluzione naturale e necessaria.
Per le aziende che desiderano costruire team coesi, resilienti e orientati ai risultati, investire in un percorso annuale di team building non è più solo un’opzione, ma una scelta strategica consapevole.
Come strutturare un team building a tappe nel 2026
Ovviamente, essendo ogni Azienda diversa, la struttura di un team building a tappe deve essere progettata interamente su misura.
Tuttavia, per comprendere meglio il funzionamento e le potenzialità di questo modello, proviamo a fare un esempio per far capire come è possibile costruire, lungo i 12 mesi, una strategia che abbia continuità e reale impatto.
Il primo team building va generalmente organizzato all’inizio del nuovo anno, momento chiave per creare allineamento e dare una direzione chiara.
La finalità? Allineare le persone sugli obiettivi, rafforzare la visione comune e instaurare da subito fiducia e motivazione per la nuova annualità.
In questa prima tappa sono particolarmente indicati format esperienziali ad alto coinvolgimento, utili a rinnovare coinvolgimento e motivazione, costruire nuova energia collettiva e ritrovare lo spirito di squadra.
Il secondo momento strategico è rappresentato dalla primavera, periodo dell’anno in cui i team sono super operativi e si può quindi lavorare in modo più mirato sulle competenze trasversali.
I team building perfetti in questo caso sono quelli che vanno a stimolare attivamente comunicazione efficace, collaborazione e coordinamento, leadership, responsabilità e problem solving.
Un esempio? Format esperienziali strutturati, come gli Escape Game, che alternano azione, riflessione, confronto e divertimento, permettendo ai partecipanti di collegare quanto vissuto alle dinamiche quotidiane di lavoro.
Terza possibile tappa è l’estate, subito dopo le vacanze.
Perché questo momento è molto indicato per fare team building? Perché i dipendenti tornano al lavoro dopo un periodo di pausa e devono ritrovare immediatamente il focus, riattivare l’energia e la connessione, ricaricarsi e immergersi in un clima positivo.
Dall’altra parte, l’Azienda si è fermata per le ferie, quindi è opportuno puntare su attività brevi e leggere, con format creativi, ludici o competitivi facilmente integrabili nella routine lavorativa.
Anche l’autunno è una delle tappe del percorso annuale di team building. Si tratta infatti di una fase spesso intensa, caratterizzata da scadenze, riorganizzazioni o cambiamenti strategici.
In questo periodo sono ideali format più sfidanti, che simulano situazioni complesse, richiedono collaborazione sotto pressione e stimolano riflessioni profonde su come il team affronta le difficoltà e prende decisioni.
In ultimo, c’è la chiusura dell’anno e il Natale. Qui il focus deve necessariamente spostarsi su valorizzazione, riconoscimento e riflessione, con esperienze finalizzate a riconoscere i risultati raggiunti, riflettere sui progressi compiuti e rafforzare il senso di appartenenza prima della sosta.
In questa ultima tappa funzionano bene format collaborativi e relazionali, che favoriscono condivisione, storytelling e costruzione di una memoria positiva dell’anno trascorso. Altrettanto validi sono i team building solidali, che uniscono il lavoro di squadra ad un impatto positivo verso l’esterno.
Teambuilding Experience: il partner ideale per team building “a tappe”
Il futuro del team building è chiaro: meno eventi isolati, più percorsi strategici.
Le aziende che investono in esperienze distribuite durante l’anno scelgono di lavorare in profondità sulle persone, costruendo relazioni solide e risultati duraturi.
Per farlo, è però necessario affidarsi ad un partner esperto, in grado di progettare un percorso su misura e di accompagnare l’Azienda con:
- visione strategica;
- capacità di analisi;
- esperienza sul campo;
- profonda comprensione delle dinamiche aziendali.
Teambuilding Experience si propone come partner ideale per le Aziende che desiderano trasformare il team building in uno strumento di sviluppo continuo.
Grazie a un approccio consulenziale, affianchiamo HR e management nella definizione di percorsi personalizzati, costruiti a partire dagli obiettivi annuali e adattati nel tempo in base all’evoluzione del contesto organizzativo.
La varietà dei format, la flessibilità progettuale, l’App proprietaria a disposizione e l’attenzione alla qualità dell’esperienza, ci permettono di garantire percorsi efficaci, coinvolgenti e sostenibili eun ritorno reale sull’investimento.
Vuoi trasformare il 2026 in un percorso di crescita costante, continua e duratura per la tua Azienda?
Contattaci per progettare un team building “a tappe” su misura, allineato ai tuoi obiettivi e capace di generare valore concreto.