Inps: nel 2026 per commercianti contribuzione minima di 4.611 euro - Confesercenti Nazionale

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Reddito minimo di riferimento sale a 18.808 euro

Le aliquote contributive degli artigiani e dei commercianti nel 2026 restano pari rispettivamente al 24% e al 24,48% ma sale, grazie alla crescita dei prezzi, dell’1,4% il reddito minimo di riferimento per il calcolo dei contributi dovuti.

Nell’anno il reddito minimo considerato sale a 18.808 euro e l’importo minimo di contributi previdenziali da versare all’Inps per gli esercenti di attività commerciali raggiunge i 4.611,64 euro (4.604,20 per il finanziamento Invalidità, vecchiaia e superstiti e finanziamento
indennizzo per cessazione attività commerciale e 7,44 euro per la maternità).

Per gli artigiani il contributo minimo sale a 4.521,36 euro (4.513,92 IVS oltre a 7,44 euro per la maternità).

Lo si legge in una circolare dell’Inps.

Per i periodi inferiori all’anno solare i contributi minimi dovuti raggiungono i 376,78 euro al mese per gli artigiani (376,16 IVS oltre a 0,62 per la maternità) e i 384,31 euro per i commercianti.

“Il contributo per l’anno 2026 – si legge – è dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2026 per la quota eccedente il predetto minimale di 18.808,00 euro annui in base alle citate aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il corrente anno, all’importo di 56.224,00 euro”.

“Per i redditi superiori a 56.224,00 euro annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale”.

Quindi oltre questa soglia l’aliquota arriva al 25% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti.

Per il 2026 il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi Ivs è pari a 93.707,00 euro.

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