[13.2.2026] IsICult pubblica un dossier sugli atti di sindacato ispettivo di Camera e Senato sui pignoramenti alla cultura da parte dell'Agenzia delle Entrate - ISICULT

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[13.2.2026] IsICult pubblica un dossier sugli atti di sindacato ispettivo di Camera e Senato sui pignoramenti alla cultura da parte dell’Agenzia delle Entrate

Venerdì 13 febbraio 2026, l’Istituto italiano per l’Industria Culturale ha pubblicato sul proprio sito web (www.isicult.it) un dossier che propone i testi integrali (ed alcuni commenti) in relazione ai 4 atti di sindacato ispettivo (tra interrogazioni a risposta orale e scritta e proposte di risoluzione) presentati da 12 parlamentari della Repubblica sulla controversa questione dei pignoramenti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) presso il Ministero della Cultura nei confronti dei beneficiari di contributi da parte del Mic – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e Direzione Generale Spettacolo).

Si sono finora espressi sulla necessità di superare la “tagliola” che l’Agenzia delle Entrate-Riscossioni (Ader) ha imposto al Ministero della Cultura (Direzione Generale Cinema e Audiovisivo,  Direzione Spettacolo) 12 parlamentari della Repubblica: 6 deputati e 6 senatori, appartenenti a 5 diversi partiti (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva, Forza Italia).

La “tagliola” Ader presso Mic è scattata a seguito di un improvviso (dal 19 marzo 2026) “orientamento” espresso dall’Ufficio Centrale di Bilancio presso il Mic (retto da Piera Marzo) ai Direttori Generali dello Spettacolo (Antonio Parente) e del Cinema e Audiovisivo (allora Nicola Borrelli, cui è succeduto Giorgio Carlo Brugnoni), in relazione all’art. 48-bis del D.P.R. n. 602 del 1973.

Si tratta dei seguenti parlamentari (in ordine alfabetico per cognome; l’asterisco indica il primo firmatario dell’iniziativa):

  • Antonio CASO                           (Movimento 5 Stelle)                   Camera
  • Marco CROATTI                        (Movimento 5 Stelle)                   Senato
  • Gaetano D’AMATO *                (Movimento 5 Stelle)                   Camera
  • Cecilia D’ELIA                            (Partito Democratico)                 Senato
  • Barbara FLORIDIA                   (Movimento 5 Stelle)                   Senato
  • Roberto GIACHETTI                 (Italia Viva)                                     Camera
  • Tino MAGNI                               (Alleanza Verdi Sinistra)              Senato
  • Matteo ORFINI                          (Partito Democratico)                 Camera
  • Elisabetta PICCOLOTTI           (Alleanza Verdi Sinistra)              Camera
  • Cristina TAJANI                         (Partito Democratico)                 Senato
  • Rosaria TASSINARI *                (Forza Italia)                                   Camera
  • Mario TURCO *                          (Movimento 5 Stelle)                   Senato

Alcune considerazioni sulla questione:

  • gli atti di sindacato ispettivo proposti nel dossier evidenziano la pluralità di partiti coinvolti (per lo più dell’opposizione, ma anche della maggioranza), la bicameralità delle iniziative (dapprima Senato e poi Camera, cronologicamente), la continuità temporale (dal settembre 2025 al febbraio 2026);
  • emerge come il tema affrontato sia una questione sistemica, un problema non ideologico, e come si registri una convergenza trasversale;
  • emerge una sequenza di sensibilità crescente: prima interrogazioni, poi interrogazioni più strutturate, poi risoluzioni, infine convergenza partitica in ottica bipartisan;
  • non si tratta di una rivendicazione corporativa, ma di una questione di coerenza ordinamentale, ferma restando la tesi dell’“eccezione culturale” ovvero l’opportunità di una prevalenza di uno “Stato culturale” su uno “Stato esattore”;
  • tratti comuni degli atti sono rappresentati dal vincolo di destinazione, dalla non libera disponibilità, dall’interesse pubblico prevalente, dal rischio di crisi e paralisi per molti operatore del settore; come ben precisato nel più recente atto di sindacato ispettivo ovvero la proposta di risoluzione in Senato del 10 febbraio 2026 (S. n. 7-00035) primo firmatario Mario Turco, la non pignorabilità dei contributi pubblici al settore è determinata dalle seguenti caratteristiche;
  • i contributi pubblici a favore della cultura sono:
    – vincolati a precisi obiettivi progettuali, ben distinti da pagamenti a fronte di prestazioni sinallagmatiche;
    non liberamente disponibili per il beneficiario;
    – erogati in base a normative settoriali;
    – sottoposti a precisi vincoli di destinazione;
    – liquidati a seguito di procedimento amministrativo unilaterale, con obbligo di rendicontazione e possibile revoca in caso di inadempimento;
  • un atto amministrativo secondario ha di fatto modificato una prassi consolidata senza norma primaria; una prassi consolidata di lungo periodo, fondata su un atto del Mef – Ragioneria Generale dello Stato del 2008 è stata superata da un semplice “orientamento” interno (ad opera dell’Ufficio Centrale di Bilancio della Rgs presso il Mic); l’atto fondante della deroga è la nota Mef Rgs del 12 dicembre 2008 prot. 128672 a firma dell’allora Ragioniere Generale Mario Canzio;
  • la questione investe quindi non soltanto il settore culturale, ma il rapporto tra continuità dell’azione amministrativa, gerarchia delle fonti e tutela costituzionale dell’interesse pubblico

Nota tecnica: i riferimenti numerici alla nota della Ragioneria Generale dello Stato (Rgs Mef) del 2008 presenti negli atti parlamentari non risultano uniformi: il documento originario (e quindi la citazione corretta) è la nota Mef–Rgs del 12 dicembre 2008, prot. n. 128672.

Qui di seguito i link ai 4 atti di sindacato ispettivo (viene indicato soltanto il primo firmatario): fonte siti web di Camera e Senato:

A.S. n. 7-00035
SENATO 10 febbraio 2026    Sen. Mario Turco (M5s)
A.C. n. 7-00359
CAMERA 5 febbraio 2026     On. Gaetano Amato (M5s)
A.C. n. 4/06632
CAMERA 18 dicembre 2025 On. Rosaria Tassinari (Forza Italia)
A.S. n. 3-02114
SENATO 10 settembre 2025 Sen. Mario Turco (M5s)

Link al Dossier IsICult (13.2.2026), file in formato Word:

Dossier IsICult del 13 febbraio 2026

Pignoramenti Agenzia delle Entrate
presso il Ministero della Cultura

IsICult_Dossier_Atti_sindacato_ispettivo_Camera_Senato_Pignoramenti_Ader_presso_Ministero_Cultura_13.2.2026

Roma, 13 febbraio 2026.

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Noterelle integrative

Si segnala che in occasione di una delle audizioni sulla novella legge cinema e audiovisivo, il 20 gennaio 2026, il Presidente della Commissione VII della Camera, Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), in risposta ad una segnalazione del commercialista e tributarista Gian Marco Committeri, ha dichiarato che si tratta di “un aspetto molto delicato… non ho inserito una domanda, ma che invece è importante vada chiarito, perché, da confronti con gli uffici, invece risulterebbe che c’è questo indirizzo, che riguarda tutti i settori… se dovesse essere operativo, capite bene che questa è un’ulteriore difficoltà che mette in crisi il sistema… quindi bene ha fatto il dottor Committeri a parlarne e a ricordarcelo… penso debba essere uno dei punti d’attenzione da parte del Parlamento...”.

Nel corso dell’audizione, Gian Marco Committeri ha sostenuto: “sul punto, in conclusione, sia concessa un’ultima considerazione. Mi riferisco alla applicabilità al settore dell’art. 48-bis del D.P.R. n. 602 del 1973. Si tratta di norma che stabilisce, in sintesi, che le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a cinquemila euro, verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all’agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo. Questa norma è stata sempre disapplicata nel settore in virtù di una posizione espressa con una nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ragioneria Generale dello Stato, trasmessa all’allora Mibac, oggi Mic, in data 12 dicembre 2008. Si premette che i contributi assegnati dal Ministero della Cultura sono vincolati alla realizzazione di specifiche attività culturali, con obbligo di rendicontazione e restituzione in caso di inadempimento, e vengono erogati a seguito di procedure selettive, attraverso bandi pubblici. Tale natura del supporto pubblico al settore culturale aveva (giustamente) indotto la Ragioneria Generale dello Stato a non ritenere applicabile l’art. 48-bis citato. Infatti, si legge nella ricordata circolare che “si è dell’opinione che in presenza di un chiaro interesse pubblico alla erogazione di provvidenze economiche, onde non compromettere il conseguimento degli obiettivi affidati alla Pubblica Amministrazione, non possa trovare applicazione l’articolo 48-bis, norma a carattere generale, dunque, cedevole di fronte a norme connotate da specialità”. Ora, se questa posizione, come sembra dalle informazioni che filtrano, dovesse essere rivisitata, nel senso di ritenere applicabile l’art. 48-bis, si avrebbe un effetto pesantemente negativo per gli operatori del comparto poiché le banche avrebbero una oggettiva difficoltà a finanziare le somme attese dai contribuenti visto che le stesse potrebbero essere ridotte, o azzerate, per effetto della presenza di cartelle di pagamento non pagate. Peraltro, la criticità è data dal fatto che l’insorgenza delle cartelle di pagamento potrebbe essere anche successiva all’erogazione del finanziamento ma anteriore al “pagamento” da parte del MIC. Se non si dovesse riuscire a mantenere la situazione che per anni è stata vigente nel settore, allora si dovrebbe almeno provare a limitarne l’applicazione alle cartelle esistenti alla data in cui il finanziatore assume tali somme come garanzia, diretta o indiretta, del finanziamento concesso. Diversamente, si genererà un blocco pressoché totale delle erogazioni private al settore che, è bene ricordarlo, servono per fronteggiare i ritardi, ormai significativi, con cui i benefici vengono erogati agli aventi diritto.”

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Luca Baldazzi