Salgono a 58 i territori coinvolti nella sperimentazione prevista dal d.lgs. 62/2024, come anticipato dalla ministra Locatelli in una nota sul nuovo decreto-legge PNRR
Con una nota diffusa dal Ministero per le Disabilità, la ministra Alessandra Locatelli ha anticipato alcuni contenuti del nuovo decreto-legge PNRR - non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale - che interviene anche sulla riforma della disabilità. Il provvedimento prevede un ampliamento significativo della sperimentazione introdotta dal d.lgs. 62/2024: dal 1° marzo 2026 entreranno nel percorso altre 40 province, portando a 58 il totale dei territori coinvolti nel nuovo sistema di accertamento dell’invalidità civile e nella valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di vita.
DA DOVE SIAMO PARTITI: LE PRIME 9 PROVINCE E L’ESTENSIONE DEL 30 SETTEMBRE 2025
La sperimentazione è iniziata all’inizio del 2025 in 9 province pilota, individuate per testare la nuova procedura di valutazione multidimensionale. Un primo ampliamento è arrivato il 30 settembre 2025, con l’ingresso di altre 9 province, portando il totale a 18.
L’estensione prevista dal nuovo decreto-legge rappresenta quindi un salto di scala significativo, con l’ingresso di 40 ulteriori territori che consentiranno di testare il modello su una platea molto più ampia e diversificata.
LE 40 NUOVE PROVINCE COINVOLTE DAL 1° MARZO 2026
Con questo ampliamento, le province coinvolte nella sperimentazione diventano 58:
· Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste, previste dalla prima sperimentazione;
· Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, i territori della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Trento, previste dall’allargamento di settembre 2025;
· Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia e Verona, integrate con quest’ultima estensione di sperimentazione.
COSA PREVEDE LA NUOVA PROCEDURA DI ACCERTAMENTO
La sperimentazione riguarda il nuovo modello di valutazione che sostituisce l’attuale sistema basato sulle percentuali e sulle diverse commissioni. Il cambiamento più rilevante è l’introduzione della valutazione multidimensionale, che analizza non solo la condizione clinica, ma anche autonomia, partecipazione, barriere e facilitatori presenti nel contesto di vita.
Su questa base viene redatto il Profilo di funzionamento, un documento strutturato che descrive in modo puntuale capacità, limitazioni e bisogni della persona e che diventa il riferimento per definire il Progetto di vita, con interventi e sostegni personalizzati. Il nuovo percorso prevede inoltre una maggiore integrazione tra servizi sanitari, sociali e territoriali, con l’obiettivo di evitare duplicazioni, ridurre i tempi e garantire una presa in carico più coerente.
IL PERCORSO VERSO L’ATTUAZIONE NAZIONALE
La riforma dà attuazione alla legge 227/2021, approvata all’unanimità dal Parlamento, e rappresenta una delle milestone previste per la sesta rata del PNRR.
L’obiettivo della sperimentazione è verificare come questo modello - dalla domanda alla valutazione, fino alla costruzione del progetto - si traduca operativamente nei diversi territori. Su questo punto, Locatelli ha ricordato che il lavoro in corso “sta offrendo ai territori e agli operatori dei servizi l’opportunità di arrivare preparati al 1° gennaio 2027”, data in cui la riforma dovrà essere operativa su tutto il territorio nazionale.
LE PROVINCE NON INCLUSE E IL RUOLO DELLA FORMAZIONE
Le province che non rientrano nel nuovo gruppo potranno comunque partecipare al percorso di formazione predisposto dal Ministero, così da garantire un accompagnamento uniforme anche ai territori che entreranno nella riforma in una fase successiva.
La ministra ha infine rivolto un ringraziamento “al gruppo dei formatori nazionali, a tutte le regioni e agli enti di riferimento territoriale per il grande impegno e la serietà con la quale stanno affrontando questo percorso fondamentale per le persone con disabilità e le loro famiglie”.