La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate conferma la continuità dei benefici, mentre la riforma accelera e la sperimentazione si amplia
Con l’inizio del 2026 molti cittadini si stanno chiedendo se la riforma della disabilità abbia già modificato le agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilità e per i loro familiari. La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata a febbraio 2026, sembrava poter introdurre qualche novità. Il confronto con la versione precedente, pubblicata a dicembre 2025, restituisce invece un quadro molto chiaro: la disciplina fiscale resta immutata, mentre il contesto in cui si applica sta cambiando rapidamente.
UNA RIFORMA IN MOVIMENTO: LA SPERIMENTAZIONE SI ALLARGA
Il nuovo sistema di valutazione della disabilità previsto dal Decreto legislativo 62/2024 è entrato in sperimentazione il 1° gennaio 2025 in nove province pilota. Un primo ampliamento è arrivato il 30 settembre 2025, portando il totale a diciotto territori. Con una nota diffusa dal Ministero per le Disabilità, la ministra Alessandra Locatelli ha poi anticipato che il nuovo decreto-legge PNRR estenderà ulteriormente la sperimentazione: dal 1° marzo 2026 entreranno nel percorso altre quaranta province, per un totale di cinquantotto territori coinvolti. Questa progressione - 9, poi 18, poi 58 - segna l’avanzamento concreto della riforma verso l’obiettivo fissato dalla legge 227/2021: la piena operatività nazionale dal 1° gennaio 2027.
LE DUE GUIDE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE: COSA DICONO DAVVERO
La Guida dell’Agenzia delle Entrate pubblicata a dicembre 2025 è stato il primo documento fiscale a recepire la nuova terminologia della riforma: la definizione aggiornata di “persona con disabilità”, la distinzione tra sostegno lieve, medio, elevato e molto elevato, e il calendario della sperimentazione.
La versione aggiornata a febbraio 2026 conferma integralmente questo impianto. E soprattutto conferma che le agevolazioni fiscali non cambiano. I requisiti, infatti, restano ancorati alle norme storiche: articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992; articolo 30, comma 7, della Legge 388/2000; articolo 8 della Legge 449/1997; articolo 50 della Legge 342/2000.
Le categorie che determinano l’accesso ai benefici - grave limitazione della capacità di deambulazione, disabilità psichica o mentale con indennità di accompagnamento, ridotte o impedite capacità motorie - restano le stesse.
La guida 2026 non introduce chiarimenti né aggiornamenti: mantiene allineato il linguaggio alla riforma, ma non può intervenire sui requisiti finché il legislatore non aggiorna le norme fiscali.
UN ANNO DI TRANSIZIONE: DUE PIANI CHE AVANZANO A VELOCITÀ DIVERSE
Il 2026 è un anno in cui il sistema si muove su due binari che non coincidono ancora. Da una parte, la riforma della disabilità sta già producendo effetti concreti: i verbali rilasciati da INPS e ASL utilizzano la nuova architettura concettuale, parlano di “necessità di sostegno” e adottano il lessico introdotto dal Decreto legislativo 62/2024. Dall’altra, l’intero impianto delle agevolazioni fiscali continua a poggiare su categorie giuridiche costruite negli anni Novanta e Duemila, che rimandano alla “gravità” dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992 o a condizioni come la “grave limitazione della capacità di deambulazione”.
La guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2026 fotografa esattamente questo scarto: il linguaggio si è già allineato alla riforma, ma la disciplina fiscale resta ancorata ai riferimenti normativi precedenti. È una convivenza che non crea contraddizioni formali - perché i requisiti fiscali non sono stati modificati - ma che introduce un elemento di complessità per cittadini, operatori e CAF, chiamati a muoversi tra verbali redatti con criteri nuovi e agevolazioni che continuano a richiedere definizioni e documentazioni basate sul sistema precedente.
In questo senso, il 2026 non è un anno “di attesa”, ma un anno in cui i due piani - quello valutativo e quello fiscale - procedono con tempi diversi. La guida dell’Agenzia non tenta di colmare questo divario: lo registra, lo rende visibile e, di fatto, prepara il terreno al passaggio successivo, quando l’aggiornamento delle norme fiscali diventerà inevitabile per rendere coerente l’intero sistema.
IL LINGUAGGIO COME PRIMO SEGNALE DEL CAMBIAMENTO
Il fatto che la guida utilizzi la terminologia della riforma, pur mantenendo invariati i requisiti fiscali, è un segnale importante. Il cambiamento parte dalle parole, e il linguaggio istituzionale sta già recependo la nuova impostazione. È un passaggio formale, ma non marginale: mostra che la riforma non è solo un insieme di procedure, ma un’evoluzione culturale che riguarda il modo in cui le istituzioni descrivono la disabilità.
È proprio su questo terreno che si colloca la campagna “La riFORMA conta. Il rispetto passa anche dalle parole”, promossa da Osservatorio Malattie Rare insieme alle associazioni dell’Alleanza Malattie Rare. La campagna non interviene sulle scelte normative, ma valorizza la portata di un cambiamento che sta già emergendo nei documenti ufficiali: un linguaggio più preciso, più rispettoso e più aderente alla prospettiva introdotta dalla legge 227/2021 e dal Decreto legislativo 62/2024.
Ed è qui che si apre lo spazio dell’ingaggio. La campagna invita cittadini, associazioni e operatori a sostenere questo percorso, a riconoscere il valore delle parole e a contribuire a diffondere una cultura istituzionale più attenta e coerente. L’adozione del nuovo lessico da parte dell’Agenzia delle Entrate offre un esempio concreto di come questo cambiamento sia già in atto: un’occasione per rafforzare una trasformazione che riguarda tutti.
COSA ASPETTARSI NEI PROSSIMI ANNI
Per il 2026, dunque, le agevolazioni fiscali non cambiano. Ma il quadro normativo sì, e questo avrà inevitabilmente conseguenze: dal 2027 i nuovi verbali diventeranno lo standard e sarà necessario un aggiornamento delle norme fiscali per renderle coerenti con i nuovi criteri di valutazione. La guida 2026 non anticipa questi passaggi, ma li prepara: il linguaggio è già quello della riforma, anche se la fiscalità non lo è ancora.