L’ANALISI di Aldo Bonomi 22.4.2026
La necessità di salvare l’istituzione di comunità
Territorio è lo spazio del vivere innervato dagli enti locali. Il Comune come istituzione della comunità per dirla con il filosofo Roberto Esposito che la declina nella sua ambivalenza semantica dello stare e consolidarsi e del movimento e del divenire.
Vien da chiedersi, visti i numeri interroganti del Rapporto sul personale dei Comuni italiani caratterizzati dall’esodo, come reggerà sia lo stare che il divenire delle istituzioni locali. Che sono lo scheletro dell’urbano regionale che tiene assieme servizi e forme di convivenza nei piccoli comuni, nelle città distretto, nelle città medie e nelle aree metropolitani in divenire.
Non è solo una questione di mercato del lavoro, evidenziate dal rapporto, di retribuzioni, di tempo indeterminato o di tempo determinato con assunzioni spot in comuni che hanno solo gli occhi per piangere. Preoccupa quella previsione di uscita nei prossimi 7 anni del 46% del personale a tempo indeterminato, immagino lasciando operativa la macchina burocratica ma scarnificata la macchina dei servizi sociali e territoriali. Nessuna facile solita ironia tra lavorare nel pubblico e nel privato.
Credo sia questione interrogante il tessuto economico e sociale delle piattaforme territoriali innervate dalla rete dei comuni. Che sono lo scheletro delle economie fondamentali dell’abitare, ne sanno qualcosa le imprese, dello spostarsi, ne sa bene la logistica, del formarsi, ITS e Università, della salute con ospedali e medicina di territorio, dell’ambiente, dei turismi e della cultura…tutte questioni che vedono sindaci e imprese con il cerino in mano dei disagi nel tumultuoso divenire dei prossimi 7 anni.
Sullo sfondo da cui dipende l’ordito sociale per disegnare un welfare adeguato ai tempi, appare non solo una questione di personale, ma la crisi e i tagli agli enti locali. Non basterà né digitalizzazione né intelligenza artificiale per sostituire e mantenere relazioni di prossimità e il capitale semantico del vivere in comune.
Nei comuni polvere dell’abbandono, nei distretti in metamorfosi, nell’Italia delle 100 città e nelle aree metropolitane ove più che altrove atterrano i flussi globali, mai come oggi sarebbe necessaria la tenuta del Comune che, come ci insegna il filosofo è istituzione di comunità in divenire.
bonomi@aaster.it