In Yemen, oltre 10 anni di conflitto hanno lasciato il sistema sanitario fragile e la copertura vaccinale insufficiente, aprendo la strada a epidemie di morbillo, polio e difterite. Ma una risposta sanitaria coordinata sta dando risultati concreti: al marzo 2026 la trasmissione della polio è stata interrotta nel sud del Paese. INTERSOS è in prima linea in questo intervento con oltre 40.000 bambini sotto i 5 anni vaccinati.
World Immunization Week 2026 — “Per ogni generazione, i vaccini funzionano”
In Yemen, il conflitto che dura da oltre un decennio ha profondamente indebolito il sistema sanitario. La conseguente riduzione della copertura vaccinale ha aperto la strada a epidemie di morbillo, polio e difterite che colpiscono soprattutto i più vulnerabili: bambini e donne incinte. Per molti di loro, un vaccino rappresenta la differenza tra la vita e una malattia prevenibile. Ma qualcosa sta cambiando.
Un programma vaccinale che resiste
Lanciato nel 1974, il Programma Nazionale di Vaccinazione (EPI) continua a operare nonostante le enormi difficoltà. Con il sostegno di partner internazionali, offre vaccini gratuiti contro più di undici malattie potenzialmente letali, tra cui difterite, pertosse, tetano, poliomielite, morbillo ed epatite B, e si affida al lavoro quotidiano di strutture sanitarie locali, equipe mobili e campagne di sensibilizzazione porta a porta per raggiungere anche le comunità più isolate.
Polio: i numeri di un cambiamento
Uno dei risultati più significativi degli ultimi anni riguarda la poliomelite (cVDPV2), contro cui lo Yemen combatte dal 2021. Nel 2024 erano stati registrati 187 casi in 15 governatorati. Nel 2025 i casi confermati sono scesi a 29, concentrati prevalentemente nel nord del Paese. Al 16 marzo 2026, la trasmissione del virus è stata interrotta nel sud dello Yemen — un risultato straordinario, ottenuto grazie a un massiccio rafforzamento del sistema sanitario.
Inoltre, tra il 2024 e il 2025, oltre 18.800 operatori sanitari sono stati formati per migliorare i servizi di vaccinazione di routine e 800 specialisti hanno ricevuto formazione avanzata sulla sorveglianza epidemiologica e gestione dei campioni. I laboratori di Aden, Sana’a e Taiz sono stati potenziati con nuove forniture e percorsi di formazione continua. Sul campo, sono state impegnate più di 7.000 equipe di vaccinazione e grazie a quattro campagne nazionali di vaccinazione è stata raggiunta una copertura del 100%.
INTERSOS in prima linea
In questo contesto, INTERSOS opera come parte integrante della risposta sanitaria nazionale, con interventi sia il livello comunitario che nelle strutture sanitarie primarie.
Nelle comunità, i volontari sanitari formati da INTERSOS lavorano ogni giorno per promuovere comportamenti positivi di ricerca delle cure, contrastare la disinformazione sui vaccini e garantire che i bambini completino i loro calendari vaccinali attraverso attività di tracciamento dei casi di abbandono. Spesso si tratta di bambini sfollati, nati in contesti di emergenza, che senza questo lavoro capillare rischiano di rimanere invisibili al sistema sanitario.
Nelle strutture sanitarie, INTERSOS garantisce servizi integrati attraverso cliniche mobili e strutture fisse, con un’attenzione particolare alle popolazioni sfollate e a quelle difficili da raggiungere. Grazie a questi interventi, INTERSOS ha vaccinato complessivamente 40.200 bambini al di sotto dei cinque anni — 20.564 bambini e 19.635 bambine — assicurando protezione a chi ne aveva più bisogno.
In questa Settimana Mondiale della Vaccinazione, i progressi dello Yemen ricordano che anche nei contesti più complessi i vaccini funzionano e che l’impegno congiunto di operatori sanitari, volontari e organizzazioni può davvero fare la differenza. Per ogni generazione.