Gaudí 2026: il Centenario del Genio che ha scolpito l’anima della Catalunya
«Non so se abbiamo dato il titolo a un pazzo o a un genio, il tempo lo dirà». Con queste parole il direttore della Scuola di Architettura consegnò il diploma di laurea nel 1878 ad Antoni Gaudí. E il tempo di certo ha detto la sua, quel giovane laureato si è rivelato il genio che ha saputo trasformare il volto di Barcellona e di tanti luoghi in Catalunya. A 100 anni dalla sua morte, nel 2026, la Catalunya celebra l’anno di Gaudí e il lascito di uno dei suoi figli più creativi e originali che ha saputo incantare con le sue forme uniche, l’uso di materiali particolari e quella creatività che solo i più grandi sanno maneggiare con cura.
L’architetto catalano, infatti, è stato uno dei più importanti esponenti del Modernismo e, grazie a lui, abbiamo ancora la possibilità di ammirare una lunga serie di capolavori.
La vita dell’architetto del Modernismo da Reus a Barcellona
Sala hipòstila del Park Güell © parkguell.barcelona.ca
Nato il 25 giugno 1852, Gaudí trascorse l’infanzia a Reus, in provincia di Tarragona, per poi trasferirsi a Barcellona con l’obiettivo di proseguire quegli studi di architettura che lo portarono, proprio nel 1878, alla laurea. Durante quegli anni Gaudí entrò in contatto con un’avanguardia che lo influenzò e lo portò a costruire quello stile innovativo e geniale che lo ha reso celebre in tutto il mondo.
Nel 1878 l’artista incontrò anche Eusebi Güell, promotore dell’industria nazionale con una spiccata passione per le arti. Da lì cominciò una delle relazioni di amicizia e mecenatismo più produttive della storia. Oltre alla relazione con Güell, Gaudí ricevette numerosi incarichi: molti sono diventati realtà (Casa Batlló, Casa Milà, Park Güell e Cripta della Colònia Güell), altri sono rimasti solo sulla carta. Nel 1894 rischiò di morire a causa delle conseguenze del digiuno quaresimale, dal quale si salvò quasi per miracolo.
La morte lo trovò invece il 10 giugno 1926 (quest’anno ricorre proprio il centenario) quando fu investito da un tram mentre si dirigeva, come ogni sera, verso la Sagrada Família dalla chiesa di Sant Felip Neri. Perse subito conoscenza e nessuno sospettò che quell’anziano trasandato potesse essere il famoso architetto. Il suo funerale ebbe luogo due giorni dopo alla Sagrada Família. Per l’occasione tantissimi barcellonesi scesero in strada per dare l’ultimo saluto all’architetto più universale che la città avesse mai visto.
I capolavori per le strade di Barcellona da Casa Batlló alla Sagrada Familia
Facciata de la Pedrera Barcellona © Agència Catalana de Turisme
Da dove partire per raccontare il genio? Da Barcellona, sicuramente. Su Passeig de Gràcia svettano due opere importanti: Casa Milà, meglio conosciuta come La Pedrera, e Casa Batlló, l’abitazione trasformata in opera d’arte. Entrambe si trovano su questa strada centrale perché nel 1860 venne firmato un piano urbanistico che vedeva il Passeig de Gràcia come fulcro e centro abitativo per le famiglie più ricche della città. Quest’anno il 23 aprile, per la festa di Sant Jordi dedicata ai libri e alle rose, Casa Batlló si vestirà a festa con le tradizionali rose sui balconi della facciata, lancerà il primo libro di Casa Batlló Contemporary e la riedizione di Casa Batlló: La casa di Barcellona, con contenuti ampliati che includono il recente restauro della facciata posteriore e del cortile.
Basta spostarsi di poco per raggiungere la Sagrada Família. Proprio qui, precisamente nella cappella della Vergine del Carmen, è conservata la tomba dell’artista. E il 10 giugno, in occasione del centenario della morte del genio, verrà inaugurata la Torre di Gesù Cristo con una Messa celebrativa a cui è atteso Papa Leone XIV.
Temple Expiatori de la Sagrada Família © Agència Catalana de Turisme
Una piccola curiosità? Proprio di fianco alla basilica, Gaudí ideò un piccolo edificio dalla geometria innovativa ma basato su tecniche tradizionali che doveva servire come scuola per permettere ai figli degli operai impegnati nella costruzione di continuare a studiare. Merita una visita perché qui è ancora possibile vedere i banchi e la lavagna. In più, dal 6 maggio al 26 luglio, i Giardini del Palau Robert (proprio all’incrocio tra Passeig de Gràcia e Diagonal) ospitano la mostra La Sagrada Família e Barcellona: 144 anni di cammino condiviso.
Come nella Sagrada Familia, in tutte le opere di Gaudí è evidente il forte legame tra natura e architettura. Un esempio su tutti è di sicuro Park Güell. Per scoprirlo davvero è necessario prendersi del tempo, magari cercare una panchina decorata con la famosa tecnica del trencadís e apprezzare tutti i dettagli di questo luogo unico al mondo. Un’altra tappa imprescindibile si trova su carrer Nou de la Rambla con Palau Güell, il maestoso palazzo urbano progettato proprio per Eusebi Güell. Chi vuole vedere altri capolavori firmati dal genio ha un’ampia scelta: la Casa Vicens, la Casa Calvet, la Torre Bellesguard e il Col·legi de les Teresianes sono le altre perle di questa splendida collana firmata Gaudí.
In tutta Catalunya dalla Colònia Güell a Sitges
Cripta Gaudí nella Colònia Güell © Agència Catalana de Turisme
Se Gaudí e Barcellona hanno un legame indissolubile, c’è da dire che in tante altre città catalane è presente la mano dell’artista. Uscendo da Barcellona merita una visita la cripta della chiesa della Colònia Güell, la settima opera di Gaudí inserita dall’UNESCO nei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Fu commissionata da Eusebi Güell e costruita tra il 1908 e il 1917 secondo lo stile modernista catalano. Mosaici e vetrate si rincorrono in una delle tappe imperdibili per gli amanti dell’architettura. È interessante anche passeggiare per il piccolo villaggio operaio che abbraccia la chiesa perché sono ancora ben conservati le piccole case colorate, le piazze fiorite e i ristoranti tradizionali.
Nella regione dei Pirenei, a La Pobla de Lillet, i Giardini Artigas riportano ancora una volta alla stretta connessione dell’artista con la natura. Pare infatti che qui, tra la rigogliosa vegetazione, i ponti e le grotte artificiali, Gaudí si sentisse davvero a casa.
Facciata del Gaudí Centre a Reus © Agència Catalana de Turisme
A Reus si scoprono le origini dell’architetto e si può seguire una Ruta del Modernismo che porta ad ammirare capolavori incredibili. Se la casa dove nacque Gaudì è privata e non visitabile, nel centro storico della città si trova il Gaudí Center, uno spazio espositivo nel quale, attraverso video, audio e modelli interattivi si scopre molto della sua vita privata e artistica. Nella vicina Chiesa Prioral de Sant Pere, per esempio, il piccolo Gaudí fu battezzato, mentre nel convento francescano IES Salvador Vilaseca seguì alcuni corsi di formazione. In più, il 26 giugno debutta al Teatre Fortuny di Reus lo spettacolo Gaudí, el despertar del geni, un’opera che mescola realtà e finzione per raccontare il lato umano dell’architetto.
Il monastero del Montserrat custodisce la Santa Cova, la “grotta santa”, un importantissimo sito di pellegrinaggio perché si dice che qui sia apparsa la Vergine Maria. A Gaudí fu commissionato il gruppo scultoreo Primer Misteri de la Glòria dedicato alla Risurrezione di Gesù. È un’opera posta lungo il sentiero del Rosario Monumentale che conduce al Monastero di Montserrat ed è accompagnata da sculture di altri artisti catalani come Josep Llimona, Jeroni Martorell e Dionís Renart. Chi arriva fin qui può percorrere uno dei tanti sentieri che circondano il monastero ai piedi di rocce che assumono forme particolari a seconda del punto di osservazione.
Infine, non si possono dimenticare la costa e il mare. A Sitges, nel 1901, vennero completate le Cantine Güell. Pare che proprio durante questo incarico nacque la profonda amicizia tra Güell e Gaudí che segnò l’inizio di una fruttuosa collaborazione.
La novità inaspettata tra i boschi dei Pirenei
Xalet del Catllaràs di Antoni Gaudí © Angela Llop
A 100 anni dalla morte dell’architetto catalano, di recente una nuova operaè stata riconosciuta ufficialmente e attribuita a Gaudí. Si chiama Xalet del Catllaràs, si trova sui Pirenei ed è rimasta nascosta nei boschi del Catllaràs, vicino a La Pobla de Lillet, per anni. L’indagine portata avanti dalla Universitat Politècnica de Catalunya e basata su documenti d’archivio e su un confronto accurato tra forme e soluzioni costruttive ha ricostruito con precisione la paternità dello chalet, confermando che il progetto appartiene alla mano di Gaudí.
Per vedere questa novità, vivere in prima persona l’inaugurazione della Torre di Gesù, ammirare le rose rosse di Sant Jordi sulla facciata di Casa Batlló o passeggiare nel villaggio operaio della Colonia Güell basta programmare un viaggio in Catalunya. Gli appuntamenti di questo 2026 sono tantissimi e, oltre a dare accesso a tutte le opere del Modernismo, prevedono mostre, concerti e feste di strada.