Il percorso verso una reale protezione delle donne dalla violenza in Italia è oggetto di una profonda analisi grazie all’attività del GREVIO (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence), l’organismo indipendente del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare l’attuazione della Convenzione di Istanbul (la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del 2011 e ratificata dall’Italia nel 2013 ndr) da parte degli Stati che l’hanno ratificata. Questo comitato di esperti non si limita a un controllo burocratico, ma valuta nel profondo se le leggi e le politiche adottate garantiscano davvero supporto, protezione e giustizia alle vittime, pubblicando rapporti periodici che evidenziano progressi e aree critiche. Per l’Italia, l’ultimo rapporto tematico è stato pubblicato il 2 dicembre 2025 e copre gli sviluppi avvenuti fino a ottobre 2025.
L’associazione D.i.Re, assieme alle associazioni che hanno redatto il primo rapporto tematico GREVIO per l’Italia (tra cui la Rete Educare alle Differenze di cui COSPE fa parte), organizza su questo tema il webinair “Convenzione di Istanbul: a che punto siamo? Nuove raccomandazioni dal GREVIO e dal Consiglio d’Europa per la corretta applicazione in Italia”. L’evento si svolgerà mercoledì 13 maggio 2026, dalle 17.00 alle 19.00, online. È possibile collegarsi direttamente al webinar attraverso il seguente link: Partecipa al webinar su Zoom
L’ultimo rapporto ha evidenziato come l’Italia abbia compiuto passi avanti significativi sul piano legislativo(potenziamento delle statistiche di genere e introduzione di pubblici ministeri specializzati). Tuttavia, la realtà quotidiana presenta ancora lacune meritevoli di un’azione urgente. Uno dei nodi principali riguarda le risorse finanziarie, spesso insufficienti o soggette a gravi ritardi nell’erogazione verso i centri antiviolenza e le case rifugio, strutture che rappresentano la prima linea di difesa per migliaia di donne. A questo si aggiunge la preoccupazione per gli elevati tassi di archiviazione dei procedimenti per violenza domestica e stalking, e il rischio di vittimizzazione secondaria che le donne subiscono ancora nei tribunali a causa di pregiudizi e stereotipi di genere.