Garantire sicurezza e’ un dovere per un carabiniere le risorse per la sicurezza sono un dovere per la politica di governo | CISAL

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Siamo in difficoltà a dover rispondere alle esigenza di sicurezza delle comunità sul territorio nazionale. La carenza organica ci stà comprimendo nell’impegno che non è piu’ una risposta di sicurezza alla crescita di criminalità e violenza. 18mila uomini e donne che mancano sul territorio nazionale sono il dato della mancanza del servizio di sicurezza ai cittadini, ovunque essi abbiano dimora. I Carabinieri rispondono al 73% delel richieste di sicurezza dei cittadini su tutto il territorio nazionale. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri non riesce a poter dare impulso alle attenzioni di Governo per stanziare i fondi sulle risorse umane e sanare la mancanza di risorse umane che hanno messo in forte sofferenza i Carabinieri dell’Arma nel servizio istituzionale di tutti i giorni. Le scelte del vertice dell’Arma dei Carabinieri sono state messe in campo e si concretizzeranno nel togliere Carabinieri dalle periferie dove, secondo i dati, ci sono meno richieste di intervento. La prevenzione e la garanzia dell’ordine e della sicurezza è un diritto che i cittadini meritano, le scelte della politica di Governo stanno creando questa discriminazione tra chi puo’ avere la sicurezza e chi dovrà avere 2 carabinieri che non riusciranno né a dare un servizio di prevenzione e né ad essere presidio di riferimento. Tutto con una pressione di responsabilità dove i diritti per i tempi di recupero e la sicurezza di quei Carabinieri sarà a rischio quotidiano. Pagine strappate dalla storia di una istituzione che ha dato riferimento in ogni angolo del nostro paese. Queste manovre sono giustificate dall’alimentare la presenza sul territorio alimentando i nuclei radiomobili. La matematica non è una strategia di vertice, ma è un dato certo. Non sarà un recupero di risorse da impiegare sul territorio. Senza uomini e donne non si possono fare strategie, è solo un movimento di personale che vuole dare risposte ai vertici politici ma non ai cittadini che meritano il nostro servizio quotidiano. La responsabilità dei Carabinieri fa si che si alzi la voce con il grido di aiuto che deve unirsi a quello dei cittadini italiani. La sicurezza non puo’ essere un servizio garantito per chi è in città quando nelle periferie la criminalità cresce a dismisura e opera indisturbata. Il Carabiniere non merita investimenti sul precariato che il Comandante Generale ha annunciato nell’audizione alle commissioni parlamentari. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che si opera per contrastare il precariato e nella sicurezza si fa nascere uno strumento di precari che non daranno sicurezza e funzionalità, minando la stabilità interna delle organizzazioni dell’Arma che vive di equilibri fragili retti dalle sole responsabilità dei singoli Carabinieri che non mollano mai e amano la propria istituzione nella consapevolezza di essere l’unica speranza di ordine e sicurezza pubblica per i cittadini nelle comunità a loro affidate nel servizio quotidiano. Operiamo in grande sofferenza e con tempi di recupero energie non garantiti, mentre dal vertice di Governo si chiedono piu’ pattuglie che non sono compatibili con una condizione di ulteriore stress di chi sa che tutto questo non è realizzabile. Siamo stanchi di assistere a scelte di propaganda e strategie non corrispondenti a quella che è l’esigenza di chi opera per la sicurezza e non ne stabilisce strategie lontano dalle reali condizioni delle realtà sul territorio. Carabinieri che assistono a scelte quotidiane, consapevoli che non sono interventi migliorativi per quello che devono mettere in opera tutti i giorni. Assistere a scelte che vanno in direzioni diverse da quelle che avverte il Carabiniere. La necessità di riforme vere che diano stimolo ai giovani ad avvicinarsi ad arruolarsi e vivere la passione del Carabiniere in quel ruolo sociale che è fatto da gratificazioni che arrivano tutti i giorni dall’apprezzamento della nostra gente e non dalle dinamiche interne dell’organizzazione. Riforme sull’impiego che sono ignorate a fronte di riforme volute dal vertice e subite dal personale che muteranno il ruolo della sanità militare che non sarà piu’ il supporto per il personale che doveva migliorare. Il Governo non puo’ parlare di sicurezza ai cittadini quando non investe sulle risorse umane, non ascolta gli operatori e le parti sociali, investe in direzioni non comprensibili per chi è su strada tra la gente e avverte la diminuzione delle garanzie di sicurezza. Scelte che vogliono stravolgere l’Arma dei Carabinieri con il precariato di giovani che avranno uno stipendio basso per pochi anni e faranno calare sempre piu’ quella professionalità e competenza che è fatta di uomini e donne stanchi che sono in difficoltà nel non far mancare efficienza nelle attività di polizia giudiziaria, investigazione e repressione dei reati, sempre piu’ deboli avvertendo la lontananza del vertice che opera in simbiosi delle politiche di Governo e non a dare voce alle esigenze di chi, come il Carabiniere, non perde il senso del dovere per rappresentare quello Stato da cui tutti si aspettano garanzie, quelle che oggi si aspettano anche i Carabinieri. No al precariato e no ai tagli del personale alle stazioni carabinieri. Vogliamo risposte su investimenti seri sulle risorse umane e non su strategie ad effetto. La gente è stanca delle parole, i Carabinieri sono stanchi di restare in silenzio affidandosi solo alla fiducia che è rimasta una piccola componente della nostra quotidianità.

Vincenzo Romeo Segretario Generale PSC Assieme Romeo Vincenzo

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