Un'interrogazione presentata dalla Deputata Ghirra chiede al Ministero della Salute conto del ritardo: la norma che dovrebbe evitare i rinnovi periodici delle prescrizioni resta inapplicata sul territorio
A distanza di sei mesi dall'entrata in vigore della legge che doveva semplificare l'accesso ai farmaci per i pazienti cronici e rari, il decreto necessario a renderla operativa non è ancora stato adottato. Lo segnala un'interrogazione a risposta scritta presentata il 16 giugno 2026 alla Camera dei deputati dall'onorevole Francesca Ghirra (Alleanza Verdi e Sinistra), che chiede al Ministro della Salute Orazio Schillaci di chiarire i tempi di attuazione della misura e di fornire una stima dei pazienti coinvolti.
LA NORMA E IL RITARDO ATTUATIVO
Al centro dell'interrogazione c'è l'articolo 62 della legge 2 dicembre 2025, n. 182, la cosiddetta "legge semplificazioni". La disposizione consente al medico prescrittore di indicare, nella ricetta dematerializzata, la posologia e il numero di confezioni necessarie per un periodo fino a 12 mesi, evitando così il rinnovo periodico delle prescrizioni per le terapie già stabilizzate e non soggette a modifiche.
Come ricorda il testo dell'interrogazione, la misura punta a ridurre gli adempimenti burocratici a carico dei cittadini, garantire continuità terapeutica, alleggerire il carico di lavoro dei medici di medicina generale e rendere più efficiente l'organizzazione del Servizio sanitario nazionale. Si tratterebbe di un beneficio particolarmente significativo per le persone anziane e per i pazienti cronici, spesso costretti a recarsi in ambulatorio solo per ottenere il rinnovo di terapie che non cambiano nel tempo.
La piena applicazione della norma è però subordinata, secondo quanto si legge nel testo, a un decreto attuativo che deve definire criteri, modalità operative e procedure tecniche per garantirne un'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale. Il comma 4 dell'articolo 62 fissava in 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, avvenuta il 18 dicembre 2025, il termine per l'adozione di tale decreto, secondo quanto riportato dalle organizzazioni professionali del settore citate nell'interrogazione.
LE SEGNALAZIONI DEI CITTADINI
Nell'interrogazione si evidenzia che, a distanza di mesi dall'approvazione della norma, numerosi cittadini segnalano che la possibilità prevista dall'articolo 62 non risulta ancora concretamente applicata. Continuano a essere richiesti i periodici rinnovi delle prescrizioni, con conseguenti disagi per i pazienti e un aggravio di attività burocratiche per i medici.
L'onorevole Ghirra sottolinea inoltre come la semplificazione degli adempimenti amministrativi costituisca uno degli obiettivi dichiarati del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e delle più recenti riforme del sistema sanitario. Il mancato completamento dell'iter attuativo, si legge ancora nel testo, rischia di privare milioni di pazienti dei benefici previsti dal legislatore e di vanificare una misura concepita per rafforzare la continuità assistenziale.
LE RICHIESTE AL MINISTRO
Sulla base di queste premesse, l'interrogazione chiede al Ministro della Salute di sapere se il decreto attuativo previsto dal comma 4 dell'articolo 62 sia stato adottato e, in caso negativo, quali siano i tempi previsti per la sua approvazione e le modalità per la piena applicazione sul territorio nazionale.
Si chiede inoltre se il Ministero disponga di una stima del numero di pazienti cronici e affetti da malattie rare che potrebbero beneficiare della misura, e quali iniziative intenda adottare affinché le disposizioni trovino un'applicazione uniforme in tutte le regioni, evitando disparità territoriali nell'accesso a questo strumento di semplificazione.
L'interrogazione, depositata con il numero 4-08220, attende ora la risposta scritta del Ministero della Salute.