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La Regione prenda posizione sull’annuncio, da parte della Città Metropolitana di Bologna, di utilizzare le risorse derivanti dal proprio avanzo di bilancio per finanziare integralmente e coprire le spese del trasporto pubblico in favore dei cittadini migranti ospitati nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS).
A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (FdI) per la quale “questa iniziativa è stata confermata da fonti ufficiali di Palazzo Malvezzi e si inserisce in un quadro di aperta contestazione politica locale verso i provvedimenti normativi nazionali, configurandosi di fatto come un tentativo di controbilanciare e neutralizzare la legittima revisione e i tagli dei finanziamenti governativi centrali destinati alle strutture di accoglienza straordinaria”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere “a quanto ammonti l’esatto stanziamento economico complessivo che l’ente metropolitano intende attingere dal proprio avanzo di bilancio per sostenere tale iniziativa e quali siano i capitoli di spesa originari da cui tali somme derivano e se l’amministrazione regionale ritenga legittimo e coerente con la normativa contabile l’utilizzo dell’avanzo di bilancio da parte di un ente locale per coprire capitoli assistenziali specifici legati all’accoglienza straordinaria, in parziale deroga e in esplicito contrasto con la programmazione dei tagli finanziari decisi dal Governo centrale”.
Per Evangelisti “questa corsia preferenziale automatica crea una palese e ingiustificata discriminazione a danno dei cittadini dell’Emilia-Romagna, dei lavoratori e delle famiglie vulnerabili che, a parità di disagio economico, non hanno diritto alla gratuità totale ma sono costretti a farsi carico dei recenti rincari sui titoli di viaggio e sugli abbonamenti del TPL: bisogna sapere quali azioni di controllo la Regione intende intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze di indirizzo sul sistema dei trasporti regionali, per verificare che queste misure unilaterali di Bologna non vadano a impattare negativamente sugli equilibri del fondo regionale per il trasporto pubblico locale o sull’efficienza delle corse e della rete destinate alla cittadinanza generale”.
FdI chiede, inoltre, che l’amministrazione regionale intervenga su enti locali e aziende di trasporto “per garantire che l’erogazione di qualsiasi forma di gratuità o agevolazione tariffaria sia tassativamente subordinata al pieno rispetto delle regole civiche e delle condizioni di viaggio, intensificando contestualmente i controlli di sicurezza a bordo dei mezzi per tutelare il personale e i passeggeri paganti da episodi di degrado o microcriminalità e che la Giunta consideri doveroso istituire un tavolo di monitoraggio regionale per verificare che i fondi pubblici dei cittadini emiliano-romagnoli vengano destinati prioritariamente a residenti, famiglie numerose, studenti e lavoratori pendolari che dimostrino un regolare percorso di contribuzione fiscale e sociale sul territorio, anziché finanziare misure assistenziali a pioggia basate unicamente sullo status di richiedente asilo”.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 13-07-2026, 13:38