XVII Legislatura
Ufficio Stampa
Nota stampa della seduta n. 138
Martedì 4 agosto 2026
Variazioni di bilancio (Dl. 203 – Giunta), conclusa la discussione generale sull’articolo 1
Il Consiglio regionale è stato convocato per domani, mercoledì 5 agosto, alle 10
Cagliari, 4 agosto 2026 – La seduta del consiglio è stata aperta dal presidente Piero Comandini alle 17,32. All’ordine del giorno la prosecuzione dell’esame del Disegno di legge 203 “Variazione di bilancio 2026/2028” sospeso venerdì scorso dopo il voto sul passaggio agli articoli.
Prima di dare la parola al primo degli iscritti a parlare, il presidente ha comunicato all’aula la trasmissione al Consiglio delle sentenze della Corte Costituzionale n.144 e n.148 di fine luglio. La prima dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art.1, comma 1, della legge regionale n.6 sulle aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. La seconda dichiara invece l’illegittimità costituzionale dell’art 2, commi 1 e 2, art.4, commi 1,2,3,5 e 10 della legge regionale n.26 sul suicidio assistito mentre respinge, perché infondate, le questioni di illegittimità costituzionale dell’intera legge n.26 sollevate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il presidente Comandini ha quindi letto un messaggio di solidarietà rivolto ai due scienziati dell’Einstein Telescope di Lula vittime nei giorni scorsi di un grave atto intimidatorio. «Esprimiamo una ferma condanna per il vile gesto rivolto ai due ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica – ha detto il presidente – è un fatto grave su cui occorre fare chiarezza al più presto. La nostra solidarietà è rivolta non solo ai due professionisti ma all’intera comunità di Lula. Questo atto lede sicurezza di tutti E’ un fatto che ci colpisce come sardi e come istituzioni impegnate nella difesa della democrazia e della legalità. Grazie alle forze dell’ordine che si stanno muovendo per garantire la sicurezza di tutti»
Il presidente ha quindi aperto la discussione sull’articolo 1 “Disposizioni in materia sanitaria e di politiche sociali” del Disegno di legge n.203. Acquisito il parere sugli emendamenti da parte di Commissione e Giunta, ha preso la parola il consigliere Fausto Piga (FdI) per il primo intervento: «Si entra nel vivo dell’analisi dell’articolato iniziando dalla sanità – ha detto Piga – nel comparto sanitario non era tutto rose e fiori nemmeno quando governava il centrodestra ma se prima la situazione era complicata ora è diventata disperata. Non bastava il caos nei pronto soccorso, le liste d’attesa fuori controllo e la sanità territoriale che non funziona, ora spunta anche la mala gestione finanziaria. La voragine è cresciuta di 100 milioni di euro. Si spende di più e tanto e non si risolvono i problemi. Dove li mettete i soldi? Di questo passo la sanità sarda farà la fine del superbonus in edilizia». Piga ha poi posto una questione politica: «Dopo sette mesi di gestione dell’assessorato ad interim da parte della presidente Todde siamo arrivati al punto di rimpiangere l’assessore Bartolazzi». Piga ha quindi concluso il suo intervento chiedendo la votazione dell’art.1 per parti separate.
Sulla stessa linea il consigliere Corrado Meloni (FdI) ì: «Questa legge certifica la totale assenza di visione da parte della Giunta. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti al testo. In materia sanitaria non vengono presentate soluzioni per risolvere le tante emergenze (liste d’attesa, sanità territoriale, collasso dei pronto soccorso, medici di base e guardie mediche). Come ricordava il collega Piga non ci sogniamo di dare a voi tutte le responsabilità, tuttavia registriamo l’incapacità del governo del Campo Largo. Siete riusciti nell’impresa di peggiorare la situazione».
Critica anche la consigliera Alice Aroni (Misto): «Il primo problema della presidente Todde è la sanità. Visto che è l’assessore ad interim il problema della Todde è la Todde stessa. E’ giunta l’ora di individuare un assessore, una persona del mestiere in grado di governare la sanità se non si vuole rovinare definitivamente la Sardegna». Aroni ha poi criticato gli interventi finanziari decisi dalla Giunta: «Tutte le strutture sono state trattate alla stessa maniere utilizzando i fondi del Pnrr. Alcune non sono state ultimate e, per questo, in variazione si prevedono altre risorse. Si caricano sui sardi i costi dell’incapacità di portare a termine i lavori che avevano ottenuto un finanziamento statale. Chi si occupa di sanità sembra non conoscere la materia». Aroni, infine, ha criticato il proliferare di nuove strutture sanitarie: «E’ ora di finirla con questa prassi di creazione di poltrone e poltroncine per legge. Voi continuate a creare una casta di privilegiati. era davvero necessario creare 27 nuove strutture per una semplice attività di coordinamento?»
Per Stefano Schirru (Misto): «Il problema non è legato solo alla sanità ma all’assenza di un’organizzazione, alla mancanza di un progetto per la Sardegna. In sanità manca un dialogo tra le diverse strutture. Bisogna avere il coraggio di fare una riforma vera eliminando alcune strutture in modo che un assessorato forte possa mettere a sistema l’intero comparto. La sanità riguarda tutti i sardi e tutti i territori». Schirru ha poi parlato delle difficoltà del sistema di emergenza-urgenza lodando il servizio effettuato dai volontari che ancora operano senza certezze organizzative e finanziare: «Bisogna andare nei territori e parlare con chi materialmente si occupa di sanità». L’esponente della minoranza ha poi affrontato il tema delle liste d’attesa: «E’ possibile che con 4,6 miliardi di euro in bilancio non si riesca ad abbattere le liste d’attesa. Perché non vengono erogate le prestazioni? Sono situazioni ormai insostenibili. Se non risolviamo questi problemi ci ritroveremo nella stessa situazione anche il prossimo anno. Il nostro auspicio è che l’assessorato alla sanità possa essere guidato da una persona forte ed autorevole».
Giudizio negativo anche da parte di Alessandro Sorgia (Fratelli d’Italia): «In sanità spendiamo tantissimo ma otteniamo servizi inefficienti. La responsabilità è tutta della Todde. Tenere per sé l’assessorato ad interim significa condannare la Sardegna alla decadenza. State portando la sanità allo sfacelo. Il tasso di rinuncia alle cure è salito al 17 per cento mentre nel 2022 era al 12,5 per cento. I sardi sono costretti a mettere mano al portafoglio per pagare di tasca propria le prestazioni. Chi non può permetterselo rinuncia alle cure. Questo certifica la resa delle istituzioni. Non c’è traccia in sanità del cambio di passo promesso in campagna elettorale. Siamo di fronte a una paralisi burocratica e amministrativa».
Per Gianni Chessa (Forza Italia): «La sanità è alle prese con una lunga agonia. Da una parte la presidente Todde ha avuto il coraggio di prendersi la responsabilità dell’assessorato dall’altra, però, non vuole ascoltare nessuno, nemmeno la sua stessa maggioranza. Ci dia almeno una visione di sanità, per ora aumentano le spese ma non c’è niente di nuovo. Ci sono strutture chiuse come nel settore dei trapianti. A che cosa servono? Avete portato esperti dal continente che poi avete cacciato. La sanità sarda ha bisogno di una regia unica, di guardare oltre e di avere il coraggio di osare». (Psp)
Per il consigliere Stefano Tunis (Sardegna 20/Venti) “l’Aula si confronta su una norma che ha ingenti quantità di fondi, una montagna di danaro sulla quale siede la maggioranza. Dispiace non riuscire a scorgere il vostro progetto politico tra gli articoli e gli emendamenti. Nella Sanità territoriale c’è una enorme difficoltà e così sulle liste d’attesa e sui pronto soccorso: come intendete risolvere questi problemi?”.
A seguire l’on. Franco Mula (FdI), che ha detto: “In questa manovra le risorse sono tantissime, mai viste. Ma per risolvere i problemi servono anche testa e cuore e noi siamo pronti a dare il nostro contributo. Voglio vedere tutti gli emendamenti della Giunta sulla Sanità per capire se davvero avete messo mano al riequilibrio territoriale, vedi il Nuorese che ha bisogno di attenzioni diverse. La Sanità merita un assessore a tempo pieno, visto che è il settore più problematico. Sarebbe stato interessante riascoltare le parole dei consiglieri di opposizione della scorsa legislatura come l’assessora Desirè Manca. Sarebbe stato interessante vederla oggi all’opera come assessora alla Sanità”.
Per Maria Francesca Masala (FdI) “perché migliaia di sardi sono costretti a pagare visite private o rinunciano a curarsi? Questa è la vera distanza tra quello che i cittadini percepiscono e quel che voi scrivere in queste norme. Va difesa la sanità pubblica e non con la medicina itinerante, che non può essere il modello delle zone interne. La medicina territoriale deve mettere radici nei paesi, non apparire e scomparire”. L’oratrice ha espresso un plauso per l’impegno nella materia dei trapianti”.
Per il capogruppo dei Riformatori. Umberto Ticca, “nel corso del dibattitto si capirà meglio il contenuto degli emendamenti. E spero anche che si inizi a parlare di futuro e non ancora una volta parlare delle macerie del passato. Noi oggi non vediamo prospettive di miglioramento dei servizi resi dalla Sanità pubblica sarda né una migliore condizione per i lavoratori del settore. Abbiamo in Sardegna il triste primato della rinuncia alle cure, di cui dobbiamo liberarci entro la fine della legislatura. La Giunta ha la grande colpa di non aver ancora offerto una speranza di cambiamento: questa è l’occasione per farlo”.
Di nuovo per FdI la consigliera Cristina Usai ha esaminato gli stanziamenti previsti nell’articolo 1: “Sono tutti interventi innegabilmente importanti ma il punto politico è un altro, racchiuso in una domanda: le risorse stanziate finanzieranno contenitori senza contenuto oppure ci saranno dentro i professionisti che faranno lavorare le case di comunità? Il cittadino vuole sapere se può fare una visita nei tempi compatibili con il suo problema sanitario e con il diritto alla salute che gli va riconosciuto”. La consigliera ha chiesto un impegno anche per i pazienti affetti da malattie rare e per le comunità che ospitano minori: “Non bisogna parlare solo di stanziamenti ma chiedersi se daranno davvero risposte”.
Per il capogruppo Paolo Truzzu (FdI) “la presidente Todde disse cacciando l’assessore Bartolazzi: <assumo l’interim e ci metto la faccia>. A distanza di qualche mese mi chiedo chi sia oggi davvero l’assessore alla Sanità. Sono passati otto mesi e c’è un miliardo di risorse: se leggiamo il testo dell’articolo 1 c’è da chiedersi chi l’abbia davvero scritto. Ho sperato negli emendamenti ma nulla, non mi pare ci sia traccia di un disegno politico complessivo. Non riuscite nemmeno a risolvere piccole cose particolari come gli oss precari da stabilizzare né la situazione dei pronto soccorso che in alcuni casi è come se fossero chiusi e vivono situazioni allucinanti. Ecco perché mi chiedo ancora chi stia facendo davvero l’assessore alla Sanità”.
Per Forza Italia è intervenuto il capogruppo Angelo Cocciu: “Mai visti tanti soldi in una manovra di bilancio e non è facile il presidente della Regione e insieme l’assessore alla Sanità ed è per questo che i risultati non arrivano, non soltanto in Gallura. Stiamo addirittura rimpiangendo l’assessore Bartolazzi mentre l’assessora Desirè Manca crea cantieri per l’assunzione a straforo degli Oss”. L’oratore ha stigmatizzato l’operato dell’assessora al Lavoro e ha chiesto alla presidente Todde di considerare le graduatorie concorsuali e farle scorrere”. Per Cocciu “è necessario davvero mettere mano al comparto unico, ormai i soldi ci sono e pure la legge”. Giuseppe Talanas (FI) ha contestato la manovra perché non vede un disegno complessivo sulla sanità e ha sottolineato la difficile situazione in cui si trovano soprattutto le aree interne. (C.C.)
Il dibattito sull’articolo 1 si è concluso con l’intervento dell’assessora della Sanità e presidente della Regione, Alessandra Todde.
La presidente ha sottolineato che la variazione “non nasce dal nulla”, ma arriva dopo una serie di provvedimenti già adottati, tra cui l’assestamento di bilancio e diverse delibere di Giunta.
Todde ha ricordato gli interventi introdotti per rafforzare il sistema sanitario regionale, a partire dal fondo destinato alle assunzioni: tra queste, 500 medici, 1.000 infermieri e 50 tecnici di laboratorio. Le assunzioni – ha affermato – sono state avviate, pur in un quadro in cui la carenza di medici e infermieri resta un problema noto. La presidente ha inoltre evidenziato l’arrivo di 100 medici di medicina generale in più.
Un passaggio è stato dedicato anche alla medicina penitenziaria. Todde ha affermato che, nonostante le difficoltà e la mancanza di supporto da parte del ministro Nordio, la Regione è riuscita a coprire 32 posti su 50.
La presidente ha poi richiamato l’accordo con i medici di medicina generale, che ha consentito di garantire la copertura di guardie mediche rimaste chiuse per lungo tempo.
Sui pronto soccorso, Todde ha ringraziato i professionisti che vi lavorano, sottolineando che è anche grazie al loro impegno se il sistema sta resistendo. Ha spiegato che la Regione sta cercando di reggere i pronto soccorso anche attraverso incentivi al personale. Con grande fatica, ha aggiunto, l’unico pronto soccorso ad aver avuto un problema su un turno è stato quello di Isili.
Quanto al pronto soccorso di Sorgono, la presidente ha detto di comprendere le lamentele e ha ricordato che dal primo agosto è arrivata una professionista per contribuire alla copertura dei turni. Ha definito il presidio importante e ha assicurato l’attenzione della Giunta.
Todde ha quindi affrontato il tema della gestione della sanità, affermando che c’è “troppa passione” attorno a chi deve ricoprire il ruolo di assessore, mentre i cittadini interessano soprattutto i risultati. Ha ricordato che ai direttori generali sono stati assegnati obiettivi sulle liste d’attesa e che, sul fronte della trasparenza, la Regione sta inviando i dati alla piattaforma nazionale, cosa che in passato non era stata fatta.
La presidente non ha negato i problemi della sanità sarda, ma ha rivendicato le misure contenute nella manovra. Tra queste, il sostegno a medici e infermieri nelle comunità disagiate, con oltre 33 milioni di euro nel triennio.
Ha poi ricordato l’affidamento fino al 2034 della gara per l’elisoccorso, con 11,5 milioni di euro nel triennio.
Sul Pnrr, Todde ha spiegato che la Regione ha riprogrammato case e ospedali di comunità per poter accedere alle risorse del Governo. Quando la Giunta si è insediata, ha detto, i lavori del Pnrr erano al 4%. L’obiettivo è non lasciare opere incompiute: per completare il programma sono previsti ulteriori 64 milioni di euro. Il piano riguarda 17 ospedali di comunità e 64 case di comunità.
La presidente ha annunciato anche le case di comunità mobili. In una regione con 377 Comuni, ha spiegato, è importante che i cittadini con maggiori difficoltà negli spostamenti possano accedere agli stessi servizi delle case di comunità. Per questa misura sono stanziati 5 milioni di euro.
Todde ha poi rivendicato le misure per le politiche sociali, definite un’eccellenza nazionale. Tra gli interventi citati, l’aver portato fino a 52,4 milioni di euro il finanziamento Reis.
Un altro capitolo riguarda il sostegno agli under 40. La Regione chiede agli imprenditori disponibili a trasferirsi in Sardegna di venire nell’isola; se sardi, avranno una corsia preferenziale. Per questa misura sono previsti 56 milioni di euro nel triennio.
La presidente ha citato anche il piano per i servizi alla persona e il fondo destinato ad aiutare i sindaci nella gestione delle strutture sociosanitarie. La Regione ha finanziato non solo l’integrazione delle rette, con 8 milioni per il 2026, ma anche 53 milioni complessivi per garantire servizi infermieristici fissi all’interno delle strutture. Todde ha inoltre annunciato la stabilizzazione del personale con fondi dell’assessorato.
Tra le altre misure, la presidente ha ricordato 2.350.000 euro per donazioni e trapianti, l’ampliamento di 20.000 beneficiari della platea per i dispositivi diabetici, i fondi per la dermatite bovina e 2 milioni di euro per le farmacie rurali.
In chiusura, Todde ha affermato che fare la presidente non è facile e che la delega alla sanità rappresenta un peso enorme. Ha però sottolineato che ciò che conta è la squadra e che l’obiettivo comune è migliorare la sanità sarda e portare risultati. Risultati, ha concluso, che non possono essere immediati, ma che richiedono massima dedizione e massimo impegno.
Conclusa la discussione generale sull’articolo 1, il capogruppo FdI, Paolo Truzzu, ha chiesto una sospensione dei lavori dell’Aula per consentire una riunione dei gruppi della minoranza.
Il presidente ha accordato ed alla ripresa il presidente del Consiglio ha dichiarato conclusi i lavori e ne ha annunciato la convocazione per domani, mercoledì 5 agosto, alle 10. (A.M.)