Undici anni fa sembrava un sogno troppo grande: permettere a una persona con SLA e disabilità complesse di tornare a vivere il mare in piena libertà. Oggi quella visione è diventata una realtà capace di cambiare il modo di pensare l’accessibilità e il diritto alla vacanza.
È questa la storia di IO POSSO, il progetto nato dall’esperienza di Giorgia Rollo e di Gaetano Fuso, che nel tempo è diventato un punto di riferimento per tante persone con disabilità, famiglie e caregiver. A undici anni dalla nascita della prima terrazza “Tutti al mare!” a San Foca, nel Salento, il progetto continua a crescere, ma soprattutto continua a interrogarsi su come rendere concreta una parola spesso usata ma ancora difficile da realizzare: inclusione.
«Quando abbiamo iniziato non avevamo la consapevolezza di quanto lontano sarebbe potuta arrivare questa idea», racconta Giorgia Rollo, oggi presidente dell’Associazione 2HE – IO POSSO. «Gaetano aveva immaginato un luogo dove poter stare al mare senza dover rinunciare alla propria autonomia e alla propria dignità. Quel desiderio personale è diventato una possibilità per tante altre persone».
Un percorso che si è intrecciato fin dall’inizio anche con quello di AISLA. Nel 2015, durante il Simposio annuale sulla SLA a Napoli, il progetto venne presentato alla comunità scientifica e associativa nazionale. AISLA ne comprese immediatamente il valore innovativo e scelse di sostenerlo, contribuendo alla sua crescita.
«Per Gaetano fu un momento molto importante. Sentire che un’associazione nazionale come AISLA credeva in quello che stavamo costruendo significava avere accanto una comunità che comprendeva il valore di quella battaglia», ricorda Giorgia. «Quella collaborazione è proseguita negli anni ed è stata fondamentale».
Oggi IO POSSO guarda avanti con nuovi obiettivi: migliorare i servizi, sostenere le famiglie nell’organizzazione delle vacanze accessibili e rendere sempre più semplice vivere il mare e il tempo libero senza ostacoli. Accanto all’attività delle spiagge, l’associazione ha sviluppato una rete di servizi e iniziative che comprendono la disponibilità di ausili, il supporto logistico per gli ospiti e percorsi di sensibilizzazione rivolti anche alle nuove generazioni.
«La sfida più grande oggi è garantire continuità», spiega Giorgia Rollo. «Riaprire le spiagge ogni estate può sembrare normale, ma per una realtà come la nostra richiede un grande lavoro organizzativo ed economico. Ogni stagione è una conquista».
Tra le novità 2026, c’è il potenziamento del servizio di trasporto e consegna ausili direttamente nelle strutture dove soggiornano gli ospiti. “Quando una persona prenota può richiedere, ad esempio, un letto motorizzato, un sollevatore, una sedia doccia o altri ausili necessari. Grazie al nostro mezzo attrezzato con pedana li consegniamo direttamente negli alberghi o negli appartamenti”
Un servizio è nato proprio dall’esperienza diretta di Gaetano e Giorgia: “Organizzare una vacanza accessibile significava affrontare ogni volta una complessa ricerca di ausili sul territorio. Abbiamo quindi deciso di creare una nostra dotazione, anche grazie alle donazioni ricevute negli anni da privati e ASL. Oggi disponiamo di numerosi ausili che mettiamo a disposizione degli ospiti già al momento della prenotazione. Naturalmente è un’attività che richiede molto impegno organizzativo e abbiamo una persona dedicata sia alla gestione degli ausili sia al supporto delle altre spiagge.”
IO POSSO continua a essere anche un laboratorio di partecipazione e cittadinanza attiva. Il coinvolgimento dei giovani, attraverso il volontariato e i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), rappresenta uno degli investimenti più importanti dell’associazione.
«Abbiamo bisogno di costruire una comunità sempre più ampia intorno al progetto. Nel nostro territorio il volontariato non è ancora molto diffuso, per questo da due anni stiamo investendo nel reclutamento di nuovi volontari. Quest’anno abbiamo avuto una maggiore partecipazione di studenti impegnati nei percorsi PCTO e stiamo cercando di sviluppare progetti che permettano di accogliere volontari anche da altre regioni, offrendo loro alloggio e formazione. L’obiettivo è creare un gruppo stabile che, nel tempo, possa aiutarci a ridurre il costo del personale, che rappresenta la voce di spesa più significativa dell’associazione.”
I risultati confermano il valore del progetto. Le presenze nelle spiagge IO POSSO continuano infatti ad aumentare. Dal 2015 fino alla stagione 2025 sono state accolte più di 2000 famiglie e sono state registrate 21 mila presenze e il trend resta in costante crescita. “Abbiamo registrato un vero boom di presenze già dal mese di giugno e, se il trend continuerà, potremmo chiudere con la stagione migliore di sempre. Anche San Foca, che in passato registrava numeri inferiori rispetto alla costa ionica, sta crescendo molto. Oltre alla balneazione, le persone riconoscono sempre di più le nostre spiagge come luoghi di incontro, relazione e socialità. Questo per noi rappresenta un valore fondamentale.”
Ma il Salento non è la casa della maggior parte degli ospiti. Anzi, circa il 60% delle persone che scelgono IO POSSO arriva da fuori regione. Affrontare lunghi spostamenti in presenza di gravissime disabilità può trasformarsi in un ostacolo insormontabile. Da questa esigenza nasce “Tutti in Camper!”, un progetto che rappresenta una vera rivoluzione culturale. Il servizio mette a disposizione la prima casa su ruote completamente attrezzata per consentire alle persone con gravissime disabilità motorie di viaggiare in sicurezza superando l’isolamento imposto dalla malattia. Il servizio, gratuito, è rivolto a persone immobilizzate o dipendenti da macchinari salvavita e prevede la pianificazione personalizzata del viaggio. Il camper può ospitare fino a quattro persone oltre a due autisti ed è dotato di pedana idraulica, letto ortopedico, sollevatore a binario, concentratore di ossigeno, sterilizzatore, defibrillatore e tutti i comfort necessari per garantire autonomia, sicurezza e assistenza durante il viaggio.
E quali sono i vostri sogni per il futuro?
“Il principale è riuscire a realizzare una struttura ricettiva completamente accessibile, soprattutto sul versante ionico, dove è ancora difficile trovare alloggi adeguati. Disporre di una struttura gestita direttamente da noi permetterebbe di concentrare gli ausili in un unico luogo, ottimizzare le risorse e offrire servizi durante tutto l’anno, non solo nella stagione balneare. Sarebbe un passo decisivo per rendere il diritto alla vacanza davvero accessibile a tutti”
Un traguardo che continua a essere guidato dalla stessa visione che ha dato origine a tutto.
«Gaetano diceva che dovevamo costruire un posto dove essere liberi di essere felici», conclude Giorgia. «Ed è ancora questa la direzione che continuiamo a seguire».