6 settembre 2026
Nel 2025 le gioiellerie italiane hanno venduto ai visitatori internazionali preziosi per circa 910 milioni di euro. L’84,8% degli acquirenti si dichiara propenso a scegliere nuovamente un gioiello italiano. Nel 2026 il settore conta 11.705 imprese, oltre 30.300 addetti e un fatturato stimato in 7 miliardi di euro.
Le gioiellerie italiane si confermano un canale strategico per la diffusione e la valorizzazione del gioiello Made in Italy nel mondo. Secondo l’Osservatorio Federpreziosi 2026, nel 2025 le vendite di gioielli e preziosi ai turisti stranieri hanno raggiunto un valore stimato di 910 milioni di euro: circa il 13% dei ricavi annui delle gioiellerie e l’11% degli 8,6 miliardi spesi complessivamente dai visitatori internazionali per l’acquisto di beni nel nostro Paese.
Federpreziosi Confcommercio in collaborazione con Format Research
È quanto emerge dall’indagine “I preziosi e i gioielli Made in Italy nel mondo: il contributo delle gioiellerie italiane”, realizzata da Federpreziosi Confcommercio in collaborazione con Format Research. Sui dati presentati da Pierluigi Ascani, presidente dell’Istituto di ricerca, si sono confrontati nel Retail Talk organizzato a Vicenzaoro il 6 settembre scorso con il coordinamento del direttore di Federpreziosi Steven Tranquilli: Stefano Andreis, presidente Federpreziosi; Vincenzo Aucella, presidente Assocoral e vicepresidente Federpreziosi, e i gioiellieri Rossella Aquilino, presidente di AssoOro Confcommercio Bari nonché coordinatrice del Gruppo Donne Imprenditrici Federpreziosi, e Gianluca Versace. All’incontro è intervenuto il direttore centrale per i settori dell’export di ICE Maurizio Forte.
I dati presentati da Pierluigi Ascani
Il 75% delle gioiellerie italiane annovera turisti stranieri tra la propria clientela e, per un esercizio su cinque, questi rappresentano almeno il 10% dei clienti.
Le provenienze principali sono l’Europa occidentale, indicata dal 48,5% degli operatori, gli Stati Uniti e il Canada, con il 36,8%, e l’Europa orientale, con il 29,4%.
L’oreficeria è la categoria più richiesta dai visitatori internazionali, con il 54,4% delle preferenze, seguita dalla gioielleria firmata, al 44,1%, e da quella non firmata, al 25%.
La clientela straniera evidenzia inoltre una capacità di spesa generalmente più elevata: il 45,6% degli operatori registra uno scontrino medio superiore rispetto a quello della clientela italiana.
A orientare la scelta sono soprattutto il valore attribuito all’artigianalità e alla provenienza italiana, determinanti nel 58,8% dei casi, e la qualità percepita del prodotto, indicata dal 47,1%.
Un ruolo rilevante è svolto anche dalla fiducia nella gioielleria e nella competenza del personale, decisiva per il 32,4% degli acquirenti.
Nell’immaginario internazionale, il Made in Italy è associato principalmente allo stile e al design, per l’86,5% degli intervistati, alla qualità e all’affidabilità, per l’85%, e all’artigianalità, per il 77,5%.
La gioielleria non rappresenta quindi soltanto un punto vendita, ma un luogo nel quale autenticità, origine e cultura del prodotto vengono spiegate e rese riconoscibili.
Lo confermano anche le risposte dei turisti: prima dell’acquisto, gli elementi maggiormente rassicuranti sono la qualità garantita del prodotto italiano, indicata dal 74,2%, la professionalità del gioielliere, con il 67,7%, e la chiarezza delle informazioni ricevute, con il 41,9%.
Una volta rientrati nel proprio Paese, il fattore ritenuto più efficace per valorizzare ulteriormente il gioiello italiano è una certificazione chiara dell’origine, seguita dalla garanzia internazionale, dall’assistenza post-vendita e dal racconto della storia e del luogo di produzione.
Per quasi il 48% dei turisti, l’acquisto di un gioiello era già contemplato prima della partenza per l’Italia; il 18% lo aveva programmato espressamente.
L’esperienza, inoltre, non si conclude necessariamente con il viaggio: il 58,8% delle gioiellerie mantiene rapporti con la clientela internazionale dopo il primo acquisto, il 60% circa registra ritorni in occasione di soggiorni successivi e il 45% realizza anche vendite a distanza. Soprattutto, l’84,8% degli acquirenti stranieri si dichiara favorevole ad acquistare nuovamente gioielli Made in Italy.
L’indagine fotografa un comparto interessato da un processo di progressiva concentrazione e rafforzamento organizzativo.
Nel 2026 si contano in Italia 11.705 gioiellerie, rispetto alle 11.842 del 2025 e alle oltre 17.000 del 2013. Gli occupati superano quota 30.300.
Nonostante la riduzione del numero delle imprese, il fatturato è cresciuto dai 4,8 miliardi di euro del 2013 ai 6,8 miliardi del 2025, con una previsione di circa 7 miliardi per il 2026.
I dati delineano così un ruolo che va oltre la dimensione commerciale: attraverso competenza, relazione e capacità di raccontare il prodotto, le gioiellerie italiane costituiscono un presidio essenziale per trasformare l’acquisto del gioiello in un’esperienza di fiducia e in un legame durevole con il Made in Italy.
“Tra i dati più rilevanti della ricerca vi è senza dubbio quello relativo ai turisti disposti a comprare nuovamente un gioiello italiano dopo il primo acquisto (85%): un valore che lascia notevoli speranze per la crescita del settore all’estero” ha dichiarato Maurizio Forte di Agenzia ICE.
Per non sprecare questa opportunità è fondamentale la formazione degli operatori non solo linguistica, ma anche culturale. Saper spiegare il prodotto adattandosi alla cultura e alle modalità di vendita del Paese da cui proviene il turista è fondamentale.
Il comparto ci avrà senz’altro al suo fianco con un supporto concreto alle attività di formazione: strumento essenziale per consentire anche alle piccole attività di contribuire allo sviluppo dell’export anche in questa forma indiretta.”
Stefano Andreis, presidente Federpreziosi Confcommercio
“Due i risultati particolarmente significativi: i 910 milioni che misurano ciò che accade durante il viaggio ma soprattutto quell’84,8% di acquirenti che ci dice ciò che può accadere dopo.
Ed è proprio su questo dato che si apre la prospettiva più interessante: fare in modo che chi entra nelle nostre gioiellerie come turista possa uscirne non soltanto con un gioiello, ma con un legame con l’Italia destinato a continuare nel tempo.
Per tradurre questa opportunità in una strategia concreta è però indispensabile il sostegno delle istituzioni con interventi di supporto e incentivi che favoriscano anche l’inserimento dei giovani in azienda con una preparazione adeguata a far sì che non siano solo addetti alla vendita ma un vero e proprio punto di connessione con il turista.”
Vincenzo Aucella, presidente Assocoral e vicepresidente Federpreziosi
“I numeri confermano il forte legame tra turismo e mondo orafo. Le vetrine delle gioiellerie promuovono il “bello e ben fatto” italiano, generando acquisti sul territorio ma anche a distanza, grazie al ricordo del viaggio.
Torre del Greco ne è l’emblema: da oltre 200 anni i suoi gioielli in corallo e cammeo raccontano un territorio e una tradizione unica al mondo.
Da Venezia a Firenze, fino a Capri, il turista incontra questi gioielli e porta con sé un ricordo dell’Italia che può trasformarsi, oggi o domani, in un acquisto.”
Rossella Aquilino, contitolare della Gioielleria Aquilino, presidente di AssoOro Confcommercio Bari e coordinatrice del Gruppo Donne Imprenditrici Federpreziosi
“La fiducia è la base dell’esperienza d’acquisto per la clientela estera.
Quando un turista entra in una gioielleria italiana, non cerca soltanto un oggetto prezioso, ma un’esperienza autentica e personalizzata, legata al Made in Italy.
La qualità garantita del prodotto e la professionalità del gioielliere risultano i principali fattori di rassicurazione; consolidati da informazioni complete.
È proprio questa relazione, fondata sulla competenza e sulla comunicazione chiara, a rendere il gioielliere un vero ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo.
Tutto il settore beneficerà di questo rapporto dedicato tra il turista e il gioielliere, che sarà la base di acquisti futuri.”
Gianluca Versace, contitolare della Gioielleria Fratelli Versace
“Un gioiello ricorda un viaggio. Una relazione lo fa durare nel tempo.La gioielleria può sviluppare il rapporto con il turista trasformando l’acquisto in una relazione che continua oltre il viaggio.
L’obiettivo è accompagnare il cliente anche a distanza, attraverso attenzione personale, strumenti digitali, comunicazione dedicata e assistenza post-vendita. Il gioiello diventa così non solo il ricordo di un luogo e di un momento, ma l’inizio di un legame destinato a durare nel tempo, ovunque il cliente si trovi.”