Veronese: “Nei dati Istat, la quantità non è qualità”

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10/09/2026  Sindacato.

�Secondo i dati Istat, l�occupazione cresce e la disoccupazione diminuisce. � un dato positivo, ma non � abbastanza per dire che il nostro mercato del lavoro ha superato le proprie criticit� strutturali. La quantit� non � detto sia qualit��.

� quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.

�Una parte rilevante della crescita occupazionale � connessa ai cambiamenti demografici e all�innalzamento dell'et� pensionabile. L'aumento di occupati, infatti, tra il 2021e il 2026 - ha spiegato la segretaria della Uil - �ha interessato in particolare la fascia tra i 50 e i 64 anni (+7,8%), mentre tra i giovani di 15-24 anni, il tasso di occupazione � diminuito dell'1,2 % e l'inattivit� � aumentata del 4,1%. � ora di riflettere sulla sostenibilit� di un sistema nel quale si lavora pi� a lungo, mentre le nuove generazioni entrano pi� tardi e con difficolt� nel mercato del lavoro, affrontando spesso lunghi periodi di transizione tra studio, formazione e lavoro precario. Non conta, solo quanti giovani lavorano, ma anche e soprattutto a quali condizioni. Altro nodo irrisolto, poi - ha aggiunto Veronese - � il divario occupazionale di genere aggravato dalle difficolt� di conciliazione vita-lavoro, dalla carenza di servizi per l'infanzia e la cura, dalla maggiore diffusione del part-time e dalle penalizzazioni che possono accompagnare maternit� e percorsi professionali�.

�L'Italia non ha bisogno soltanto di pi� occupati: ha bisogno di lavoro stabile, dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito. La quantit� dell'occupazione - ha concluso Veronese - deve tradursi in qualit� del lavoro e in un miglioramento concreto delle condizioni sociali di tutti e tutte�.

Roma, 10 settembre 2026

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