Parma, 21 settembre 2026 – Ci sono battaglie che non si possono archiviare. E ci sono diritti che, soprattutto quando una persona diventa fragile, devono essere difesi con ancora maggiore determinazione.
Nel giorno della Giornata Internazionale dell’Alzheimer, Confconsumatori torna a ricordare il proprio impegno al fianco delle persone con Alzheimer, delle loro famiglie e di tutti coloro che ogni giorno affrontano le conseguenze sanitarie, assistenziali, economiche e sociali delle demenze.
Alzheimer: una questione sanitaria, sociale e di diritti
Secondo il Ministero della Salute, in Italia sono circa 1,2 milioni le persone che convivono con una forma di demenza, oltre la metà delle quali con malattia di Alzheimer. Considerando anche i familiari coinvolti nell’assistenza, le persone direttamente interessate arrivano a circa 6 milioni.
Un fenomeno che rende evidente come la demenza non sia soltanto una questione sanitaria, ma una grande questione sociale e di tutela dei diritti.
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la demenza una delle principali cause di disabilità e dipendenza nella popolazione anziana: nel mondo le persone che convivono con una forma di demenza erano 57 milioni nel 2021, con quasi 10 milioni di nuovi casi ogni anno. L’Alzheimer rappresenta la forma più comune e può contribuire al 60-70% dei casi di demenza.
Una battaglia che Confconsumatori porta avanti da anni
Per Confconsumatori, parlare di Alzheimer significa parlare anche di accesso alle cure, non autosufficienza, sostenibilità dell’assistenza, rette delle RSA e tutela delle famiglie.
Sono temi sui quali l’associazione è intervenuta concretamente negli anni, assistendo cittadini e familiari e portando all’attenzione delle istituzioni una questione spesso drammatica: il peso economico dell’assistenza a una persona non autosufficiente.
Nel 2015 Confconsumatori scrisse ai Presidenti di tutte le Regioni chiedendo di affrontare il problema delle rette per il ricovero dei malati di Alzheimer, dopo che numerose famiglie si erano rivolte agli sportelli dell’associazione perché non riuscivano più a sostenere i costi dell’assistenza.
Confconsumatori, inoltre, è stata a fianco dei malati e dei loro familiari in diverse controversie relative alle rette RSA, rispondendo alla loro richiesta di tutela e richiamando l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione sulla natura sanitaria dell’assistenza prestata alle persone affette da Alzheimer.
Negli anni sono stati promossi diversi incontri e convegni in varie città italiane. A Milano, Confconsumatori organizzò il convegno “Emergenza Alzheimer? I malati e i loro familiari”, mettendo allo stesso tavolo istituzioni, professionisti, associazioni e familiari e ponendo al centro una domanda ancora attuale: come costruire una risposta socio-sanitaria capace di accompagnare la persona malata e, insieme, sostenere chi se ne prende cura?
Oggi quella domanda conserva tutta la sua urgenza. E proprio il 21 settembre 2026 il Ministero della Salute dedica un appuntamento istituzionale alle prospettive di sanità pubblica per le persone con demenza e al nuovo Piano Nazionale Demenze.
Il ricordo di Francesca Arnaboldi
Questa Giornata Internazionale dell’Alzheimer ha per Confconsumatori anche un significato particolare perché è la prima dopo la scomparsa di Francesca Arnaboldi, avvenuta nel gennaio 2026, figura storica dell’associazione, già presidente di Confconsumatori Lombardia e per anni impegnata nella difesa dei cittadini più fragili.
Francesca ha fatto della tutela delle persone e della giustizia sociale una parte essenziale del proprio impegno civile. E proprio sul tema dell’Alzheimer ha dato un contributo importante, portando all’interno dell’associazione la voce delle famiglie e la consapevolezza che dietro ogni controversia su una retta, una prestazione o un servizio c’è prima di tutto una persona.
Rinnovare l’impegno per le persone e le famiglie
La Giornata Internazionale dell’Alzheimer è dunque, per Confconsumatori, una giornata di sensibilizzazione ma anche di rinnovato impegno.
Perché accanto alla ricerca scientifica e alle politiche sanitarie devono esserci servizi accessibili, sostegno alla non autosufficienza, informazione, assistenza e strumenti efficaci per difendere i diritti delle persone e delle loro famiglie.
«L’Alzheimer può cancellare ricordi, parole e autonomie. Non può cancellare i diritti della persona. Confconsumatori continuerà a stare dalla parte dei cittadini, anche nelle situazioni più difficili, perché la tutela dei consumatori non riguarda soltanto contratti e controversie: riguarda la possibilità di vivere con dignità, soprattutto quando la vita diventa più fragile», ha dichiarato l’avvocato Carmelo Cali, presidente Nazionale di Confconsumatori.