Un nuovo ecosistema energetico: flessibilità nella fornitura e condivisione dell'energia - TTEP Italia

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La Delibera ARERA 223/2026 apre un nuovo percorso regolatorio che potrebbe modificare significativamente l’interazione tra i clienti finali e gli operatori.

I temi in discussione: contratti multi-punto, multi-vendor e nuove modalità di condivisione dell’energia nell’ambito delle configurazioni per l’autoconsumo diffuso. Ma cosa cambierebbe concretamente? E quali opportunità potrebbero nascere per imprese e operatori di settore?

ARERA apre a una possibile evoluzione del modello di approvvigionamento: Oggi: un punto di prelievo → un contratto → un fornitore

Domani: consentire ai clienti finali di stipulare più contratti di fornitura per la stessa unità di consumo, secondo un approccio multi-vendor e/o multi-punto.

La delibera avvia il procedimento: le regole operative saranno definite successivamente.

Cosa significa “multi-vendor”? Oggi, per ogni POD, il cliente ha un unico contratto di fornitura. Altri soggetti possono erogare servizi, ma solo il venditore fornisce l’energia ai fini della regolazione retail. Con il modello multi-vendor, lo stesso POD potrebbe avere più contratti, ciascuno riferito a una quota dell’approvvigionamento?

Ad esempio:

  • fornitura tradizionale
  • PPA
  • servizi di flessibilità

Cosa si intende per “multi-punto”? L’approccio multi-punto potrebbe prevedere più punti di misurazione e fatturazione per distinguere diverse porzioni della stessa unità di consumo. Per un gruppo industriale con più stabilimenti, questo potrebbe permettere di adattare l’approvvigionamento alle caratteristiche di ciascun sito. Più flessibilità, efficienza e personalizzazione.

La delibera 223/2026 affronta anche la condivisione dell’energia elettrica nell’ambito dell’autoconsumo diffuso. Il D.Lgs. 3/2026 introduce infatti il diritto dei clienti all’energy sharing. Oggi la condivisione è legata a configurazioni specifiche, come CER e gruppi di autoconsumatori collettivi, e a specifici requisiti di prossimità. Il nuovo quadro potrebbe aprire a modelli di condivisione con meno vincoli. Un esempio concreto: un’impresa dispone di un impianto fotovoltaico e più siti produttivi.

L’energia prodotta potrebbe essere:

  • destinata prioritariamente all’autoconsumo;
  • condivisa tra diversi siti e utenze;
  • integrata con l’energia acquistata dal mercato per coprire il fabbisogno residuo.

Produzione, autoconsumo e approvvigionamento potrebbero essere gestiti in modo sempre più integrato.

Per un’impresa energivora, maggiore flessibilità potrebbe significare:

  • Diversificare le fonti di approvvigionamento
  • Integrare produzione rinnovabile e consumi
  • Combinare fornitura tradizionale e PPA
  • Valorizzare accumuli e flessibilità
  • Ottimizzare costi e gestione del rischio

Per gli operatori, nuove opportunità per sviluppare offerte e servizi modulari, costruiti sulle esigenze del cliente. Dalla gestione del singolo contratto a un portfolio energetico integrato.

Per informazioni di carattere regolatorio puoi contattare il nostro Regulatory Officer Marcello Di Lonardo all’indirizzo regulatoryaffairs@ttep.it

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