18 e 19 settembre 2025
ore 10-13
DEEP LISTENING
Workshop di Dario Calderone
Nell’ambito del progetto S.A.M.B.A. (Salute, Attività Motoria e Benessere in Accademia) finanziato con il contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca
Il Deep Listening è una pratica creata dalla compositrice americana Pauline Oliveros a partire dagli anni ‘70 negli Stati Uniti. Il suo scopo è di espandere la consapevolezza globale attraverso l’ascolto di ogni tipo di manifestazione del suono, nell’udito, nel corpo e nei nostri sogni.
Il workshop fornirà degli strumenti per praticare diverse prospettive di ascolto attivo, attraverso esercizi, meditazioni, pratiche tratte dal tai-chi, esplorazioni oniriche e condivisione in gruppo. Queste pratiche condurranno all’esecuzione da parte dei partecipanti di uno o più brani scelti tra i classici della letteratura di Pauline Oliveros.
L’intenzione del workshop è quella di sperimentare un’esperienza sonora, o un concerto, totalmente nuova, in cui la divisione tra pubblico ed esecutore è annullata, sviluppando un senso attivo di comunità e di democrazia profonda.
22 settembre 2025
ore 18
Pietra Tonale & SMET Lab – Labirinto-Panopticon
Labirinto-Panopticon** – laboratorio sperimentale di composizione elettroacustica collettiva
Pietra Tonale & SMET Lab con Michele Anelli, contrabbasso; Michele Bussone, batteria; Simone Farò, chitarra elettrica; Giulia Impache, voce; Carlo Barbagallo, Gregorio Demaria, Dario Gatto, Danilo Gervasoni, Roberto Laterza, Piero Poli – composizione ed elettronica
Nell’ambito del progetto S.A.M.B.A. (Salute, Attività Motoria e Benessere in Accademia) finanziato con il contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca
Labirinto–Panopticon nasce dalla collaborazione tra il Laboratorio Sperimentale di Composizione Collettiva Elettroacustica di SMET e il collettivo Pietra Tonale.
Il progetto si propone di indagare ai margini della tensione tra individuo e collettività, adottando come strutture portanti del processo creativo e performativo diversi modelli sociali di aggregazione. Questi modelli vengono interpretati come schemi spaziali ambivalenti, capaci di coniugare la dimensione della società di massa con quella della sfera privata, offrendo possibilità di espressione sia individuale che collettiva. Ne scaturisce un gioco di limitazioni e aperture, in grado di generare un corpus sonoro in costante trasformazione, rinnovato a ogni sua manifestazione performativa.
In questa occasione, il lavoro sarà presentato come una confluenza tra concerto e conversazione, incentrata sulle tematiche dell’opera. Nella corte interna del PAV, il pubblico sarà accolto in uno spazio di azione musicale concentrico, dove si instaurerà un dialogo continuo tra ascolto e performatività, tra strumenti elettroacustici e corpi risonanti. In sintonia con la filosofia del PAV, il luogo della performance si configura come un piano di intersezione tra esplorazione sonora e spazio pubblico, favorendo l’incontro tra arte e ‘natura’.
Al termine del concerto è previsto un momento di confronto e dialogo aperto a chiunque desideri partecipare.
** prima esecuzione assoluta / commissione TLT