Rialzo marginale dell’attività economica grazie ai nuovi ordini che si sono avvicinati alla stabilità
Punti chiave:
HCOB Flash PMI Composito della Produzione nella zona Euro(1) a 50.2 (maggio: 50.2). Valore di crescita invariato.
HCOB Flash PMI delle Attività Terziarie nella zona Euro(2) a 50.0 (maggio: 49.7). Valore massimo in 2 mesi.
HCOB Flash PMI della Produzione Manifatturiera nella zona Euro(4) a 51.0 (maggio: 51.5). Valore minimo in 3 mesi.
HCOB Flash PMI del Manifatturiero nella zona Euro(3) a 49.4 (maggio: 49.4). Valore di deterioramento invariato.
Dati raccolti dal 12 al 19 giugno
La prima metà del 2025 è terminata con il settore privato dell’eurozona che è riuscito a segnare una crescita della produzione, come segnalato dai dati previsionali dell’indagine PMI® di giugno. Il forte incremento della produzione manifatturiera ha eguagliato la stabilizzazione dell’attività economica terziaria.
I nuovi ordini hanno di nuovo registrato una diminuzione ma rallentata ai minimi in più di un anno, mentre la fiducia è salita al valore più alto da inizio 2025. In linea con quanto osservato per la produzione, le aziende hanno marginalmente aumentato gli organici.
Nel frattempo, il tasso di inflazione dei prezzi di acquisto ha continuato a rallentare, mentre i prezzi di vendita sono aumentati più velocemente rispetto a maggio.
Produzione e domanda
Dopo le dovute destagionalizzazioni, l’Indice HCOB Flash PMI Composito della Produzione dell’eurozona, redatto da S&P Global e basato circa sull’85% delle consuete risposte finali dell’indagine, con il valore di 50.2 di giugno, invariato da maggio, si è posizionato al di sopra alla soglia di non cambiamento di 50.0 per il sesto mese consecutivo, prolungando però una tendenza di crescita solo marginale dell’attività economica che osserviamo per gran parte dell’anno in corso.
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Commento
Analizzando I dati PMI flash Dr. Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato:
“L’economia dell’eurozona sta faticando a prendere vigore, infatti da sei mesi la crescita è minima, con un’attività stagnante nel settore dei servizi e un aumento della produzione manifatturiera solo moderato. In Germania ci sono segnali di un cauto miglioramento della situazione, ma la Francia continua a restare indietro. È improbabile che l’evidente slancio nel dato ufficiale di crescita dello 0,6% del primo trimestre si protragga anche nel secondo, soprattutto alla luce di fattori straordinari come l’insolito balzo di crescita in Irlanda che ne ha gonfiato la portata. Non bisogna tuttavia rassegnarsi, secondo l’indagine infatti le prospettive sono migliorate e le aziende mantengono l’occupazione più o meno costante.
A giugno, i tempi di consegna si sono allungati. Considerata la debolezza dei nuovi ordini ed una crescita solo moderata della produzione, lo si può collegare, tra l’altro, alle nuove crisi geopolitiche e alla politica tariffaria degli Stati Uniti in continuo cambiamento.
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