527mila contratti programmati dalle imprese a gennaio | Unioncamere - Format Research

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9 gennaio 2026

Domanda di lavoro stabile, segnali divergenti tra i settori

Per il mese di gennaio, le imprese prevedono di stipulare circa 527mila contratti di lavoro, cifra che sale a oltre 1,4 milioni considerando l’intero primo trimestre dell’anno (gennaio-marzo). La domanda complessiva di lavoro risulta sostanzialmente invariata rispetto a gennaio 2025 (-0,6%), pur evidenziando dinamiche differenti tra i comparti economici.

Industria prudente, servizi stabili e primario in recupero

Le prospettive appaiono incoraggianti nel settore primario, dove si registra un incremento del 6,5%, mentre il comparto dei servizi mantiene una sostanziale stabilità (+0,1%). Di segno opposto le previsioni dell’industria, caratterizzata da maggiore cautela (-3,5%), con un calo più marcato nel manifatturiero (-4,6%) e più contenuto nelle costruzioni(-1,3%). In diminuzione di oltre tre punti percentuali la difficoltà di reperimento, che scende al 45,8% dal 49,1% di gennaio 2025.
Lo scenario è delineato dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nell’ambito del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.

Assunzioni programmate a gennaio

Nel settore industriale sono programmate complessivamente 155mila entrate: 104mila nel manifatturiero e nelle public utilities e 51mila nell’edilizia. All’interno del manifatturiero, le maggiori opportunità riguardano il settore meccanico ed elettronico (oltre 27mila contratti), la metallurgia e produzione di articoli in metallo (21mila) e l’industria alimentare e delle bevande (15mila).

Il terziario programma circa 337mila entrate, trainate da turismo (70mila contratti), servizi alle persone (69mila) e commercio (67mila). Nel settore primario sono previste circa 35mila entrate, concentrate nelle coltivazioni ad albero (13mila), nelle coltivazioni di campo (10mila) e nei servizi connessi all’agricoltura (4mila).

Contratti a termine prevalenti e squilibrio domanda-offerta

La modalità contrattuale più diffusa è il tempo determinato, con 252mila posizioni pari al 47,8% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (111mila, 21,0%) e i contratti di somministrazione (63mila, 11,9%).
A gennaio si conferma uno squilibrio tra domanda e offerta di lavoro che coinvolge 241mila delle 527mila entrate previste (45,8%). Le principali cause sono l’assenza di candidature (28,6%), la formazione insufficiente dei candidati (13,6%) e altre motivazioni (3,6%). Le criticità maggiori si registrano nelle costruzioni (oltre il 60% delle posizioni difficili da coprire), nel legno-arredo (59,8%) e nella metallurgia (55,6%).

Profili difficili da reperire

Secondo il Borsino delle Professioni del Sistema Excelsior, tra le figure intellettuali e scientifiche risultano difficili da reperire gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (62,7%) e gli ingegneri (51,8%). Tra i profili tecnici emergono i tecnici sanitari (64,4%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (63,7%) e i tecnici dell’ingegneria(60,7%). Tra le professioni qualificate nei servizi si segnalano gli operatori dell’estetica (56,6%) e gli addetti ai servizi socio-sanitari (55,0%), mentre tra gli operai specializzati spiccano rifinitori edili (75,0%), meccanici e manutentori(69,6%) e fabbri e costruttori di utensili (66,9%).

Nel settore primario risultano particolarmente critici il reperimento dei tecnici dei rapporti con i mercati (78,1%), del personale non qualificato per foreste, cura degli animali, pesca e caccia (68,2%), degli allevatori e operai specializzati della zootecnia (59,8%) e degli addetti alla ristorazione (58,2%).

Lavoratori stranieri

Le imprese prevedono di ricorrere a lavoratori stranieri nel 22,2% dei contratti, pari a circa 117mila posizioni, soprattutto nel primario (43,3%), nel tessile-abbigliamento-calzature (34,8%) e nell’edilizia (30,7%). Per i giovani under 30 sono previste quasi 143mila opportunità (27,1% del totale), concentrate nei servizi finanziari e assicurativi, nei servizi informatici e nelle telecomunicazioni, oltre che nel commercio.

A livello territoriale, il Nord-Ovest e il Sud e Isole programmano il maggior numero di entrate, seguiti da Nord-Est e Centro. In testa la Lombardia con 110mila posizioni, seguita da Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Campania.

(foto da Unsplash)
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