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Poste Italiane dedica a Carolina Picchio una cartolina e un annullo filatelico speciali come iniziativa di sensibilizzazione sul tema dell’educazione digitale e del benessere dei minori online. Il progetto nasce dalla collaborazione con Fondazione Carolina e rappresenta un gesto simbolico e concreto per tenere vivo il messaggio di Caro sul valore e sul peso delle parole.

L’iniziativa è stata presentata in anteprima a Palermo, presso la Sala Mattarella del Palazzo dei Normanni, alla presenza di Paolo Picchio, Presidente onorario di Fondazione Carolina, e di Cetty Mannino, referente della sede siciliana della Fondazione.

La cartolina dedicata a Carolina

La cartolina, realizzata in tiratura limitata di 500 copie, è disponibile presso la filiale di Poste Italiane di Palermo in via Leonardo Da Vinci 44. Le immagini sono state create dagli studenti del Liceo artistico statale “Vincenzo Ragusa – Otama Kiyohara – Parlatore”, nell’ambito del concorso Le parole fanno più male delle botte. Insieme contro il cyberbullismo.

Alla presentazione hanno partecipato il Dirigente scolastico Sergio Picciurro, il docente referente per il cyberbullismo Alberto Cipolla e il Dirigente dell’Ufficio II dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Salvatore Iacono.

L’annullo filatelico speciale e l’esposizione a Roma

L’annullo filatelico speciale (il timbro utilizzato sui francobolli in occasione di eventi significativi) sarà esposto a partire da febbraio 2026 presso il Museo storico della Comunicazione di Roma, in viale Europa. Il periodo non è casuale: febbraio è tradizionalmente dedicato alla tutela dei minori sul web, tema al centro dell’impegno quotidiano di Fondazione Carolina.

Un messaggio che continua a viaggiare

“Un omaggio che conferma l’affetto e l’amicizia che il territorio siciliano nutre nei riguardi di mia figlia. Ringrazio di cuore Poste Italiane e tutti gli attori locali coinvolti per un’iniziativa non solo simbolica, ma anche di testimonianza rispetto al messaggio di Carolina”, ha dichiarato Paolo Picchio.

Un messaggio che Carolina aveva affidato alle parole della sua ultima lettera, rivolta ai coetanei, per richiamare tutti a una maggiore sensibilità nell’uso del linguaggio, indipendentemente dai mezzi e dai canali utilizzati.

“A tal proposito – ha aggiunto Ivano Zoppi, Segretario generale di Fondazione Carolina – la cartolina diventa un’occasione originale per riscoprire una prassi quasi dimenticata, affidando un pensiero alla parola scritta, imbucata e finalmente recapitata al destinatario”.

Un invito a recuperare il valore dell’attesa, del tempo necessario per riflettere su ciò che si scrive e sull’impatto che le parole possono avere su chi le riceve. Un gesto semplice ma profondamente educativo, che continua a far viaggiare il messaggio di Carolina.

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