Nella sede della XXX edizione del Seminario di Venezia per la stampa britannica interviene il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricordando il ruolo e il valore del giornalismo.
Il discorso di Mattarella si inserisce in un contesto ricco culturalmente, politicamente ed economicamente. Il Seminario di Venezia, infatti, raccoglie l’eredità e la storia del Regno Unito e dell’Italia. “La sua trentennale attività ne manifesta l’efficacia quale spazio di dialogo privilegiato, che pone a confronto due scuole e due esperienze di giornalismo”.
Ed è proprio il Regno Unito, ricorda il Presidente, che “ha ricoperto un ruolo fondamentale nella nascita del giornalismo moderno, rappresentando, sovente, un esempio di professionalità, di indipendenza, di imparzialità”. Ricordando le radici del giornalismo moderno e creando un collegamento tra le due Nazioni, così Mattarella introduce il suo discorso.
“Il giornalismo libero è antidoto contro gli abusi, contro manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne, consentendo la possibilità di formarsi un’opinione indipendente, basata su rigorosa rappresentazione dei fatti”.
Repressione è sinonimo di regime
La libertà di parola, di espressione e di stampa è baluardo e garanzia di democrazia. Non a caso Mattarella nella parte iniziale del suo intervento precisa che “ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti”.
Da questa affermazione nasce una riflessione sul valore del lavoro giornalistico e sull’importanza di preservare la libertà. Negli ultimi anni, infatti, si vede sempre più vacillare queste colonne portanti e il settore che per primo paga un prezzo molto alto è il giornalismo. Non solo un prezzo che si paga con la vita, specialmente in zone di conflitto, ma anche un prezzo più subdolo e silenzioso come ingerenze politiche ed economiche, minacce e violenze contro i lavoratori dell’informazione.
Il Presidente riporta a questo punto dei dati. “Nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti”.
La repressione è “la prima preoccupazione di un regime”, che come primo obiettivo ha sempre il blocco dell’accesso alle fonti di informazione e alla diffusione delle notizie.
I giornalisti devono dunque combattere “l’oscurantismo dei fatti” e soprattutto “sono chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche”.
Libertà e norme: binomio fondamentale
“A questo riguardo è, certamente, di grande valore che l’Unione Europea abbia voluto definire – con il Regolamento europeo sulla libertà dei media (EMFA) – un importante contributo in questa direzione”. Perché “i temi della libertà di informazione si nutrono anche delle regole con cui la comunità internazionale definisce i suoi profili”.
L’articolo Mattarella, giornalismo è “antidoto contro opacità e menzogne” proviene da Notiziario USPI.