28 Gennaio 2026 Luigi Esposito
In questi anni l’intelligenza artificiale (AI) ha superato la fase dell’AI generativa in cui analizzava i dati inseriti e rispondeva ai vari comandi con cui la si testava – tutti abbiamo usato sinora i chatbot – per giungere all’AI Agentica, una fase più avanzata in cui siamo in presenza di una autonomia più ampia, una vera e propria autonomia decisionale. E l’impatto dell’AI Agentica modifica profondamente l’incisività e la modalità di sviluppo nei contesti aziendali e specificatamente nella Comunicazione perchè l’attenzione si sposta dal contenuto all’azione. L’agente non si limita a conversare e a fare delle scelte ma le organizza. Gli agenti dell’Agentic AI sono modelli avanzati di machine learning che replicano il processo umano e risolvono i problemi, anche complessi. Ogni agente ha un suo ruolo e solo attraverso l’orchestrazione dell’AI, cioè attraverso funzionalità di ragionamento avanzato e capacità decisionali autonome, si raggiunge l’obiettivo prefissato, proprio come il direttore d’orchestra. Ma tutto ciò vuol dire che al pari delle altre funzioni aziendali – finanza, ricerca, formazione, vendite, HR, IT, logistica, ecc. – anche nella Comunicazione si avranno delle conseguenze. In primis i Comunicatori Corporate e di Brand tra i target da raggiungere dovranno inserire anche gli Agenti AI, utilizzando dati e logiche proprie del mondo dell’AI Agentica al fine di essere presenti in tutte le scelte soprattutto degli stakeholder.
In quest’ottica occorrerà rafforzare sempre più un flusso continuo e qualitativamente significativo di informazioni alle fonti, alle sorgenti a cui si alimenta l’Agentic AI e la Comunicazione d’impresa dovrà lavorare molto sulla validazione e sulla trasparenza per migliorare la qualità dell’orchestrazione. Anche se non mancano criticità e debolezze, basti pensare alla questione della privacy, gli studi e le ricerche concordano nel sostenere che l’AI Agentica sarà il nostro futuro.
Per ultimo l’Osservatorio Digitale 2025 presentato a dicembre da Bain & Company rileva come tre persone su quattro si sentono a loro agio nell’interagire con un agente digitale, il 48% lascerebbe all’AI la scelta di acquisto e il 37% gli affiderebbe addirittura la gestione del proprio budget. In questa ricerca condotta su 4100 partecipanti di sei paesi – Spagna, Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti – gli italiani con il 39% si mostrano tradizionali preferendo ancora gli acquisti fisici – in Italia a gennaio 2025 l’età media era pari a 46,8 anni ma cresce di alcuni mesi ogni anno (Fonte: Istat) – ma con il 45% è il paese più avanzato nell’uso di WhatsApp. Gli italiani utilizzano WhatsApp anche per comunicare con i brand apprezzando, in generale, le piattaforme digitali per relazionarsi alla marca. L’AI Agentica in tal senso è una prospettiva di marcia.