L’affido familiare, specialmente quando riguarda gli adolescenti, è una sfida che richiede consapevolezza, preparazione e, soprattutto, una rete di supporto costante. CIAI, in collaborazione con l’Associazione Kairòs, promuove un modello innovativo di affido residenziale per offrire ai ragazzi e alle ragazze più grandi non solo una casa, ma un legame che duri per sempre. Ne abbiamo parlato con la psicologa Giovanna Riva, che si occupa da molti anni di adozione e di affido, sia nella formazione delle famiglie che nel sostegno dopo l’arrivo dei minori in famiglia.
Quali sono le famiglie che possono intraprendere il percorso dell’affido?
L’affido è un’esperienza che, da un certo punto di vista, presenta criteri meno vincolanti rispetto all’adozione. Possono candidarsi coppie con o senza figli anche conviventi, persone singole e persone separate. Rispetto alle famiglie o persone candidate, l’attenzione non verte quindi sulla struttura del nucleo familiare, ma sulla capacità di accoglienza. Naturalmente, se ci sono già dei minori in famiglia, il loro benessere è prioritario e viene valutato attentamente, quindi saranno consultati e coinvolti nel progetto.
Quali sono le diverse possibilità di accoglienza e tipologie di affido?
Esistono diverse tipologie di affido, dai sostegni limitati ai fine settimana fino all’affido residenziale. Tuttavia il progetto CIAI e Kairòs si concentra su quest’ultimo per minorenni in adolescenza. Spesso si pensa che per un adolescente sia ‘troppo tardi’ proporre una soluzione in famiglia con l’affido ma è l’esatto opposto: questi adolescenti hanno vissuto gran parte della loro infanzia facendo a meno degli adulti oppure dovendo rinunciare a molte relazioni fondanti con loro. Hanno bisogno di una famiglia che li accompagni nelle sfide della crescita, e questo ruolo, lo sappiamo, non si esaurisce con il compimento del diciottesimo anno.
Alle persone affidatarie si chiede quindi un impegno di lungo periodo…
Senz’altro possiamo affermare che l’affido familiare per ragazzi e ragazze più grandicelli è un progetto per la vita: si chiede quindi alle famiglie la disponibilità a diventare un punto di riferimento emotivo e relazionale che nessun educatore, per quanto eccellente, può sostituire. Una famiglia di appoggio competente può davvero prevenire derive difficili e offrire una reale autonomia per il futuro.
Perché l’affido, specialmente quello di un adolescente, spaventa così tanto?
La paura principale delle famiglie è quella di ricevere un ‘pacchetto’ di problemi e di essere poi lasciate sole a gestirli tra le mura domestiche. L’adolescenza è già di per sé una fase di rielaborazione dell’identità; se a questo aggiungiamo un passato di esperienze infantili negative, la complessità aumenta. Tuttavia, ragazze e ragazzi più grandi hanno spesso una maggiore consapevolezza: capiscono i limiti degli adulti e sono motivati al cambiamento.
In che modo il metodo Kairòs risponde a questi timori?
Il modello Kairòs nasce proprio per non lasciare mai sola la famiglia affidataria. La proposta si basa su un metodo studiato e brevettato, che include sempre questi tre pilastri:
- una formazione solida: si preparano le famiglie a comprendere cosa significhi aver subito traumi nell’infanzia, affinché non patologizzino i comportamenti dell’adolescente ma sappiano leggerli come richieste di aiuto
- un supporto H24: è offerta una reperibilità costante. La famiglia deve sapere che, per qualsiasi emergenza quotidiana o educativa, c’è un professionista pronto a intervenire o a dare un consiglio telefonico immediato, per valutarlo e decidere insieme come affrontarlo.
- la forza della rete: l’assistente sociale territoriale e gli operatori non devono essere percepiti come un ‘ingombro’ burocratico, ma come parte di una squadra. E’ importante fare rete per gestire anche alcune inevitabili incoerenze del sistema che spesso scoraggiano gli affidatari.
L’affetto e la presenza della famiglia affidataria, in qualsiasi modo sia composta, offre però la marcia in più…
In comunità le emozioni e i timori restano spesso ‘sepolti’ mentre nel legame familiare affidatario si riattivano, perché è proprio nella loro famiglia di origine che sono stati delusi. Noi siamo lì per aiutare la famiglia affidataria a fare la differenza, trasformando quei timori in nuove basi solide per il futuro.
Partecipa ai nostri webinar
Se vuoi approfondire come diventare un punto di riferimento per un adolescente e conoscere meglio il metodo Kairòs, ti invitiamo ai prossimi incontri informativi online. Un passo alla volta, insieme, possiamo cambiare la vita di un o una adolescente.