COMUNICATO STAMPA
Acciaierie D’Italia in AS – EX ILVA
I COMMISSARI ROMPONO IL SILENZIO DI PALAZZO CHIGI SU EX ILVA CHIEDENDO LA PROROGA DELLA CIGS
A rompere il silenzio del Governo che da troppo tempo avvolge la vertenza ex Ilva, oggi, ci hanno pensato i Commissari alla naturale scadenza della CIGS.
L’Azienda avvia il rinnovo dell’ammortizzatore sociale per 4450 unità in tutto il gruppo, per ulteriori 12 mesi, e chiede, come previsto dalle normative, l’avvio dell’esame congiunto presso il Ministero del Lavoro.
Nulla è cambiato, almeno nelle comunicazioni ufficiali, dalle ultime richieste dei Segretari Generali di Fim Fiom Uilm in cui si chiedeva la riconvocazione del tavolo presso Palazzo Chigi, che manca dallo scorso 18 novembre 2025, per conoscere e discutere lo stato di avanzamento della vertenza e per denunciare, anche in quella sede, la grave condizione di insicurezza negli stabilimenti.
Unica recente novità è stata la nota del MiMIT con la quale si rendeva noto l’avvio di una trattativa esclusiva, fra commissari di ILVA AS e ADI AS ed il fondo d’investimento Flacks Group, senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e senza fornire alcun elemento di trasparenza, a partire dal piano industriale, ambientale ed occupazionale.
Contestiamo sia il metodo utilizzato, ribadendo che il sindacato non può essere “l’ente certificatore” di scelte che ricadono su 20.000 lavoratori, che il merito.
Chiediamo da tempo che la CIGS sia funzionale ad un percorso di rilancio, con gli addetti alle manutenzioni a lavoro e gli stabilimenti in funzione, esattamente come è stato definito nella condivisione del piano di Ripartenza, unico piano a noi noto e condiviso da tutti i soggetti coinvolti nella vertenza.
Chiediamo, ancora una volta, al Governo che ricerchi il confronto con i rappresentanti dei lavoratori e non lo scontro e non continui con le scelte unilaterali come successo nella precedente concessione della CIGS e con i bandi di gara.
Si riapra il tavolo a Palazzo Chigi, unica sede in cui una vertenza così complessa può trovare la sua soluzione condivisa e socialmente sostenibile, con la consapevolezza che il Governo deve decidere la partecipazione pubblica nella guida dell’azienda.
Fim Fiom Uilm non accettano e rigettano questa impostazione: basta parlare solo di cassa integrazione, i lavoratori voglio decisioni su prospettive industriali, ambientali ed occupazionali.
Uffici Stampa Fim Fiom Uilm Nazionali
Roma, 3 febbraio 2026