Via libera al nuovo modello per la dichiarazione della Global Minimum Tax - redigo.info

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L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 6 febbraio 2026, ha approvato il nuovo modello di dichiarazione annuale dell’imposizione integrativa, che recepisce in Italia le regole internazionali sulla Global Minimum Tax. Il modello riguarda l’imposta integrativa, l’imposta minima suppletiva e l’imposta minima nazionale, strumenti chiave per garantire un livello minimo di tassazione ai grandi gruppi d’impresa.

Com’è fatto il nuovo modello

Il modello approvato si compone di:

  • un frontespizio, con i dati del soggetto che presenta la dichiarazione, del rappresentante firmatario e l’informativa sul trattamento dei dati personali;
  • sei quadri (A,B,C,D,E, e F), dedicati alla determinazione delle diverse componenti dell’imposizione integrativa.

Gli importi devono essere espressi in unità di euro, applicando le regole ordinarie di arrotondamento per eccesso se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi, per difetto se inferiore.

La dichiarazione dovrà essere trasmessa solo per via telematica, direttamente dal contribuente oppure tramite un intermediario abilitato. Gli intermediari sono tenuti a rilasciare copia della dichiarazione inviata e della ricevuta di avvenuta presentazione, che costituisce prova dell’adempimento.

L’invio seguirà le consuete modalità dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, a partire da una data che sarà comunicata con un apposito avviso. Il file potrà essere predisposto anche utilizzando il software gratuito “DichiarazioneGlobe”, messo a disposizione dall’Amministrazione finanziaria.

Il contesto della Global Minimum Tax

La nuova dichiarazione si inserisce nel quadro delle regole OCSE approvate il 14 dicembre 2021 e della direttiva UE 2022/2523, con l’obiettivo di contrastare la concorrenza fiscale aggressiva e garantire un livello minimo di tassazione effettiva ai gruppi multinazionali e nazionali di grandi dimensioni.

In particolare, l’imposizione integrativa opera attraverso:

  • l’imposta minima integrativa, a carico delle controllanti italiane;
  • l’imposta minima suppletiva, nei casi in cui altri Paesi non abbiano applicato un’imposta equivalente;
  • l’imposta minima nazionale, per le imprese a bassa imposizione localizzate in Italia.

Con l’approvazione del modello e delle istruzioni, il sistema entra ora nella sua fase operativa, segnando un passaggio decisivo nell’attuazione italiana della Global Minimum Tax.

Redazione redigo.info

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