Con la risposta n. 29 del 10 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento rilevante sugli investimenti in start-up e PMI innovative, affrontando il tema dell’accesso al credito d’imposta per i contribuenti che applicano il regime forfetario. Il documento interpreta l’articolo 2 della legge n. 162 del 2024, che consente di trasformare in credito d’imposta l’eccedenza della detrazione IRPEF spettante quando questa risulti superiore all’imposta lorda dovuta.
Il dubbio riguardava le partite IVA in regime forfetario, non soggette all’IRPEF ordinaria ma a un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività. Poiché la norma richiama espressamente l’imposta sul reddito delle persone fisiche, si temeva che i forfetari fossero esclusi dal beneficio.
L’Amministrazione finanziaria ha chiarito che la disposizione non prevede limitazioni soggettive e si applica a tutti gli investitori che soddisfano il requisito dell’incapienza rispetto all’IRPEF lorda. In presenza di tale condizione, l’eccedenza della detrazione non utilizzata si trasforma in credito d’imposta, fruibile nella dichiarazione dei redditi oppure in compensazione tramite modello F24.
Elemento decisivo è la possibilità di utilizzare il credito anche per compensare l’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti forfetari, secondo le regole generali sulla compensazione dei tributi. Il chiarimento amplia così la platea dei potenziali investitori, includendo professionisti, consulenti e piccoli imprenditori, e rafforza gli strumenti fiscali a sostegno dell’innovazione. La decisione garantisce maggiore certezza interpretativa e contribuisce a rendere più attrattivi gli investimenti nel settore delle imprese innovative, favorendo l’afflusso di capitali privati verso progetti ad alto contenuto tecnologico.
In conclusione, il legislatore conferma l’obiettivo di assicurare neutralità fiscale e parità di trattamento tra contribuenti, evitando disparità legate al diverso regime impositivo applicato. La misura rappresenta dunque un incentivo concreto alla partecipazione diffusa al finanziamento dell’ecosistema innovativo nazionale, rafforzando la fiducia degli operatori economici coinvolti nel mercato dell’innovazione, in continua crescita.
Redazione redigo.info