Diritti, dignità e qualità della vita: AISLA in Senato per cure palliative adeguate nella SLA

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Roma, 11 febbraio 2026 – Essere ospite delle società scientifiche organizzatrici della Conferenza stampa intersocietaria “Le cure palliative nel nuovo contesto dei diritti alla salute: un percorso istituzionale difficile e l’impegno tecnico-professionale delle Neuroscienze” ha permesso ad AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica di riportare nel dibattito pubblico un tema cruciale per la qualità della vita delle persone con SLA e una battaglia portata avanti da oltre 15 anni. L’evento, tenutosi in Senato presso la Sala Caduti di Nassyria, è stato promosso dalle Società delle Scienze Neurologiche Ospedaliere (SNO), dalla Società Italiana di Neurologia (SIN), dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e dall’Associazione Italiana Neurologi Ambulatoriali Territoriali (AINAT).

Da sempre in prima linea nella tutela dei diritti delle persone con SLA, AISLA ribadisce che l’accesso alle cure palliative adeguate rappresenta un diritto fondamentale, che deve essere garantito sin dalla diagnosi e lungo tutto il decorso della malattia. La Legge 38/2010, che sancisce il diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, costituisce un pilastro del nostro ordinamento sebbene, a quindici anni dalla sua approvazione, la sua applicazione resta ancora disomogenea sul territorio nazionale, in particolare nell’ambito delle patologie neurologiche gravi.

«La SLA è una patologia complessa e soltanto le cure palliative possano dare risposta a questa complessità, delineando percorsi personalizzati orientati al benessere globale della persona. – ha sottolineato Stefania Bastianello, bioeticista e Direttore Tecnico di AISLA – Fondamentale è investire nella formazione a tutti i livelli: da quelli istituzionali a quelli sanitari e civici»  

AISLA sostiene con forza che la presa in carico della persona con SLA debba iniziare sin dalla diagnosi, integrando precocemente le cure palliative nel percorso assistenziale. Un approccio globale e multidisciplinare, che includa il supporto farmacologico per la gestione dei sintomi difficili, psicologico, sociale e spirituale, è essenziale per garantire la migliore qualità di vita possibile e la tutela delle scelte e quindi l’autodeterminazione della persona.

«La SLA è una malattia inguaribile, ma curabile», ha confermato Bastianello.  Le cure palliative nella SLA mirano ad di alleviare qualsiasi tipo di sofferenza, promuovendo la dignità della persona, come sancito dagli articoli 2 e 32 della Costituzione e dalla Legge 219/2017.

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Recapiti
Elisa Longo