Dicono che è normale: la necessità di non accontentarsi mai

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Esce il videoclip di Dicono che è normale da Quello che resta, il nuovo album omonimo di Carla Magnoni

Esce il 13 febbraio 2026 il videoclip – per la regia di Emiliano Migliorucci – di Dicono che è normale, la traccia che apre Quello che resta, il nuovo album di Carla Magnoni: un invito a non accontentarsi e, soprattutto, ad aver cura dei sentimenti più cari, prima di tutto dell’Amore, per non lasciare che la vita, con le sue dinamiche, lo soffochi e lo spenga nell’inedia.

Il videoclip esce, non a caso, il giorno prima di San Valentino per oltrepassare la stucchevolezza dei sentimenti scontati e lanciare un monito nei confronti della responsabilità a cui l’amore appunto ci chiama.

Il singolo incarna perfettamente i temi di questo nuovo album – Quello che resta: un lavoro intimo ed intenso che indaga ciò che rimane dopo che tutto sembra finito, le emozioni, gli insegnamenti, i segni che il tempo non riesce a cancellare. Undici brani che compongono un percorso musicale ed emotivo tra memoria, cambiamento e consapevolezza, in un equilibrio costante tra la dimensione personale e quella collettiva.

Ricordiamo che testi e musiche di questo album sono di Carla Magnoni, che insieme a Valter Sacripanti firma anche gli arrangiamenti. La produzione artistica è curata da Sacripanti, mentre i pianoforti, i synth, l’elettronica e i cori portano la firma diretta della cantautrice. Alle chitarre e al basso c’è David Pieralisi, la programmazione delle batterie è di Valter Sacripanti. Il mixing è stato realizzato da Carla Magnoni, e il mastering da Fabrizio De Carolis presso Reference Mastering Studio (Roma).

Dicono che è normale parla dell’amore che cambia con il passare del tempo e dell’innamoramento che, inevitabilmente, finisce. La quotidianità è un nemico silenzioso che lavora instancabilmente, si dice che sia normale… ma è solo una banale giustificazione per rendere più dolce il fatto che alla fine ci accontentiamo, per pigrizia, per abitudine, per comodità. Una scelta, quella di accontentarsi, che non va giudicata, ma di cui è giusto essere consapevoli. Dicono che è normale può essere inteso anche nel senso di “mal comune mezzo gaudio”, ovvero se una cosa diventa della massa, anche se non si tratta di una cosa piacevole o desiderata, viene sopportata e vissuta come inevitabile. Ma esiste un modo per non entrare a far parte della massa o della normalità con questa accezione?

La canzone esprime un bilancio in itinere che si trasforma in una protesta, esprime un profondo bisogno di autenticità e di restituzione di significato a ciò che sembra averlo perso, dà voce all’impulso profondo a chiedere di più, a non accontentarsi di un presente in cui da tempo non ci si riconosce.

Nel videoclip è rappresentato il divenire di una coppia “normale” in una forma molto semplice e diretta. La quotidianità, non più appagante, scorre per inerzia nell’attesa di un atto di coraggio o di follia.

Carla Magnoni. La musica entra nella sua vita fin dalla più tenera età, prima con la musica classica e il tradizionale studio del pianoforte, poi con lo studio del pianoforte moderno e all’armonia. Suona anche la chitarra ritmica e il sassofono contralto, e da sempre compone e arrangia i propri brani. È laureata in ingegneria e ha conseguito tre diplomi alla Hope Music School tra il 1998 e il 2001, formandosi con maestri come Maurizio Fabrizio, Oscar Prudente, Sergio Bardotti, Oscar Avogadro, Giuseppe Barbera e Mario Lavezzi. Ha inoltre studiato Teoria e tecniche di Mixaggio e Mastering moderni al Fuseroom Studio di Firenze. Per circa dieci anni è stata pianista e voce del quartetto No Smoking Band, esibendosi in teatri e locali. Tra le esperienze più significative figurano il concerto di Capodanno 1999 in Piazza San Pietro (trasmesso in Eurovisione da RAIUNO) e la partecipazione alla GMG di Tor Vergata nel 2000, dove ha presentato un proprio brano davanti a oltre due milioni di persone. Dal 2009 al 2018 ha diretto e arrangiato il gruppo vocale pop a cappella SetteOttavi, realizzando due CD e curandone registrazione e mixaggio. Dopo una pausa per motivi familiari, nel 2018 è tornata all’attività cantautorale. Nel 2020 pubblica il suo primo album, Cento passi avanti, prodotto da Valter Sacripanti, anticipato dai singoli Notte insonne e Quello che non sai fare. Il disco, composto da nove brani suonati e arrangiati in gran parte da lei, ha ricevuto ottime recensioni. Collabora inoltre come arrangiatrice e tecnico del suono con altri artisti, tra cui la cantautrice Lara Molino, per la quale ha curato l’EP Amoremé (2022) e i singoli 8 agosto 1956 (2023) e Mataléne (2024).

Recapiti
Lorenza Somogyi Bianchi