Fondi europei: senza europrogettisti il rischio è perdere impatto, qualità e trasparenza
ASSOEURO avvia una Mobilitazione Nazionale: “Difendere la Professione significa difendere le Risorse Pubbliche”
Roma — In un momento storico in cui l’Europa affida ai programmi di finanziamento gran parte delle politiche di innovazione, coesione sociale e sviluppo territoriale, si apre una questione destinata a diventare centrale anche nel dibattito pubblico italiano: chi garantisce davvero la qualità dei progetti finanziati con risorse europee?
A sollevare il tema è Fabrizio Cannetto, presidente di ASSOEURO – Associazione Italiana Europrogettisti – che lancia un Appello Nazionale per il Riconoscimento Professionale della Figura dell’europrogettista e per la tutela della qualità nell’utilizzo dei fondi comunitari.
La mobilitazione nasce anche a seguito delle recenti linee guida europee che, nel tentativo di evitare intermediazioni improprie, suggeriscono agli enti beneficiari di non avvalersi di professionisti esterni per la scrittura dei progetti. Un’indicazione che, secondo ASSOEURO, rischia di produrre un effetto opposto: indebolire l’efficacia degli interventi finanziati.
Il Punto: un Progetto Europeo non è una Domanda di Finanziamento
Nel dibattito pubblico la progettazione europea viene spesso percepita come una semplice attività amministrativa. La realtà è radicalmente diversa.
Un progetto finanziato dall’Unione Europea è un processo tecnico complesso che comprende analisi strategica delle call, costruzione del partenariato internazionale, coerenza con le priorità politiche UE, architettura tecnica e finanziaria, monitoraggio e valutazione dell’impatto, rendicontazione e trasparenza.
«La tutela e la valorizzazione della progettazione europea non sono una rivendicazione corporativa, ma una condizione necessaria per garantire qualità, efficacia e trasparenza nell’utilizzo delle risorse dell’Unione», afferma Cannetto.
Un lavoro invisibile che sostiene i fondi europei
Dietro ogni progetto europeo approvato non c’è solo un modulo compilato, ma un lavoro complesso svolto da professionisti specializzati. In Italia sono migliaia: consulenti indipendenti, project designer, piccoli studi di progettazione che affiancano Comuni, scuole, università, associazioni e imprese nell’accesso ai finanziamenti dell’Unione.
Negli ultimi quindici anni, con l’aumento dei programmi europei, si è costruita una vera filiera di competenze che aiuta i territori a trasformare un’idea in un intervento concreto: servizi sociali, innovazione, formazione, inclusione, ricerca.
Le recenti indicazioni comunitarie rischiano ora di creare un cortocircuito: scoraggiare il ricorso a queste figure potrebbe significare rendere più difficile non solo il loro lavoro, ma anche l’utilizzo stesso dei fondi.
«Quando un ente rinuncia a competenze tecniche adeguate — osserva Cannetto — non si elimina un intermediario: si rinuncia a progettare bene. E un progetto scritto male non danneggia il professionista, ma il territorio che non riceverà quel servizio»
Perché il professionista è decisivo
La differenza tra un progetto finanziato e un progetto impattante non sta nella compilazione del formulario, ma nella capacità di trasformare un bisogno in una soluzione europea replicabile.
Secondo ASSOEURO, l’assenza di professionisti specializzati comporta aumento dei progetti formalmente corretti ma strategicamente deboli, partenariati fragili, difficoltà nella gestione finanziaria e rischio di restituzione dei fondi.
Le Richieste di ASSOEURO
L’associazione propone l’apertura di un confronto istituzionale europeo e nazionale per introdurre standard di riferimento sui costi di progettazione, riconoscimento professionale dell’europrogettista, certificazione delle competenze, budget dedicati alla progettazione e formazione continua.
Una questione che riguarda tutti
Ogni progetto europeo finanziato male non è solo un errore tecnico: è un servizio che non arriva ai cittadini, un’innovazione che non parte, un territorio che perde sviluppo.
Per questo la battaglia di ASSOEURO supera il perimetro professionale e diventa un tema di interesse nazionale: la qualità della progettazione determina la qualità delle politiche pubbliche.
In questo contesto l’Associazione ha lanciato una consultazione pubblica sulle priorità 2016 rivolta a tutti i colleghi e stakeholders interessati volta raccogliere le istanze più pregnanti di un’intera filiera professionale.