Il confronto tra Commercialisti e Consulenti del lavoro sulla riforma dell’ordinamento professionale si intensifica. Il presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, Elbano de Nuccio, in difesa della categoria respinge le osservazioni dei Consulenti del lavoro, definendole “inaccettabili” e contrarie ai principi di legalità e concorrenza.
La posizione dei commercialisti
Secondo de Nuccio, la riforma deve tutelare e valorizzare la consulenza del lavoro come specializzazione storica della categoria. Il Consiglio Nazionale annuncia iniziative per contrastare ogni tentativo di escludere i Commercialisti da attività che fanno parte del loro patrimonio professionale. Il Presidente afferma che 30.000 Commercialisti svolgono regolarmente attività di consulenza del lavoro, un numero superiore a quello dei Cdl secondo i dati INPS.
La lettura della legge 12/1979
Il consigliere nazionale Aldo Campo chiarisce che la legge 12/1979 non distingue tra “abilitati” e “autorizzati”: anche Commercialisti ed Avvocati sono abilitati a svolgere tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale. Interpretazioni diverse, sostiene Campo, sono in contrasto con il testo normativo e con l’intenzione del Legislatore, orientata alla collaborazione tra Professioni.
Formazione e competenze: la difesa di de Nuccio e Campo parte dalla formazione
Campo evidenzia, inoltre, che il percorso formativo dei Commercialisti è più ampio e articolato rispetto a quello dei Consulenti del lavoro. Fino al 2013, il tirocinio per diventare Consulente del lavoro poteva essere svolto negli Studi dei Commercialisti, segno della solidità delle competenze maturate nella categoria.
In conclusione
Il Consiglio Nazionale ribadisce la volontà di difendere il ruolo dei Commercialisti nella consulenza del lavoro e di garantire un mercato professionale basato su legalità, concorrenza e pari opportunità. Il confronto con i Consulenti del lavoro resta aperto, ma la posizione della categoria è netta.
Redazione redigo.info