Italia - Canada: una collaborazione strategica - WIP Consulting | Consulenza strategica

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I rapporti tra Italia e Canada sono da sempre ottimi, grazie anche alla presenza di 1,5 milioni di cittadini canadesi di origine italiana, che svolgono un ruolo importante in alcuni settori produttivi locali, in particolare quello delle costruzioni e dell’agroindustria. L’Italia è fra i Paesi che maggiormente hanno avuto una ricaduta positiva dal trattato CETA e attualmente si posiziona come ottavo fornitore del Canada e tredicesimo Paese cliente, per una quota dell’1,6% del mercato locale di importazione, classificandosi al secondo posto, dopo la Germania, tra i Paesi UE partner del Canada.
L’Italia potrebbe ulteriormente rafforzare la sua collaborazione — non solo commerciale — con il Canada in seguito al rafforzamento dei legami tra Ottawa e l’Unione Europea. Nel corso di una missione commerciale di 80 imprese canadesi a Roma e Milano, lo scorso ottobre, e in occasione della riunione G7 Energia a Montreal, il Ministro canadese del Commercio Internazionale, Maninder Sidhu, ha confermato l’importanza della collaborazione tra i due Paesi alla luce della diversificazione dei mercati e delle potenzialità di una più stretta cooperazione in alcuni settori quali la difesa (Leonardo vanta una presenza pluridecennale in Canada), la ricerca per i veicoli elettrici (batterie) e, più in generale, il settore automobilistico, quello delle energie rinnovabili e dell’aerospazio.
La collaborazione in campo scientifico è un’opportunità da sviluppare ulteriormente e, nell’occasione, è stato ricordato come siano presenti nelle università canadesi 700 ricercatori italiani, grazie agli accordi bilaterali tra atenei e all’allargamento al Canada del programma europeo Horizon.
Nel corso degli ultimi cinque anni è proseguita la crescita dell’interscambio, con una bilancia commerciale tradizionalmente a favore dell’Italia. Accanto ai settori tradizionali del nostro export (alimentari, macchinari, moda) sono in crescita gli scambi nel settore farmaceutico e dei componenti elettronici finalizzati all’industria dei computer, dell’automotive e dell’aerospazio.
I dati confermano che la “rivoluzione” innescata dai dazi di Trump nei confronti del Canada, così come della UE, sia un’opportunità per i due Paesi per diversificare i mercati e sviluppare le relazioni bilaterali sia dal punto di vista strettamente commerciale sia per gli investimenti bilaterali e la collaborazione scientifica, essendo il Canada all’avanguardia in molti settori: IA, tecnologie pulite, quantistica.

Interscambio Italia-Canada

(dati in mld euro – fonte MAECI)

Voce 2024 2025 (10 mesi)
Esportazioni 6,13 5,24
Importazioni 3,02 2,08


Confrontando solo i primi dieci mesi del 2024 con lo stesso periodo del 2025, le esportazioni sono cresciute del 2,1% e le importazioni stazionarie (-0,2%).

Settori principali (% sul valore totale)

Esportazioni italiane verso il Canada

  • Alimentari: 24%
  • Macchinari: 18%
  • Tessile e abbigliamento: 8%
  • Farmaceutici: 8%
  • Altri: 9%


Importazioni dal Canada

  • Prodotti agricoli: 23%
  • Farmaci: 16%
  • Metalli: 10%
  • Componenti elettrici: 10%
Le aziende italiane in Canda

Di seguito un elenco parziale delle 250 imprese italiane con filiali o impianti attivi in Canada.

ALIMENTARI: Ferrero, Barilla
AUTOMOTIVE: Stellantis, Pirelli Tire
MECCANICA: Biesse, Danieli, Bonfiglioli, Sicim, Bonatti
MODA: Luxottica
ENERGIA: Saipem, Snam, Enel Green Power, Eni, Tenaris

Esportare in Canda

Il CETA ha azzerato o drasticamente ridotto i dazi all’import. Per poter superare le dogane canadesi occorre presentare la seguente documentazione:

  • Fattura commerciale in lingua inglese o francese (entrambe sono lingue ufficiali, anche se l’inglese è più diffuso);
  • Polizza di carico (Bill of Lading);
  • Dichiarazione di origine (consente le agevolazioni previste dal CETA per i produttori UE);
  • Certificati di analisi o di certificazione, che variano a seconda dei codici doganali delle merci e devono rispettare le specifiche canadesi, regolate dai rispettivi enti certificatori, come la Canadian Food Inspection Agency per i prodotti alimentari.


Il sistema canadese prevede due livelli di tassazione sulle vendite (IVA): federale (GST) e provinciale (PST). Per semplificare il sistema, alcune province — come l’Ontario — applicano la Harmonized Sales Tax (HST), che raggruppa entrambe e varia dal 13 al 15% a seconda della provincia.

La tassazione sulle persone fisiche e sulle imprese si attesta mediamente fra il 15% e il 30%, secondo gli scaglioni di reddito. I possessori di un reddito inferiore a 15.700 dollari canadesi sono esenti.
A livello aziendale, le PMI sono tassate soltanto al 9% se l’utile è inferiore ai 500.000 dollari canadesi.

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