Michele Zaffarano
Quattro testi da L’eloquenza naturale
Ci sentiamo stimolati, motivati, dobbiamo fare, c’è il ruolo, le cose da fare, facciamo le cose da fare ogni giorno, le responsabilità, facciamo il peso delle decisioni, ogni giorno, le cose da fare, dobbiamo fare, non ci dimentichiamo il problema, affrontiamo il problema, dobbiamo affrontare tutti il problema, ancora una volta.
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Facciamo festa a chi va via, chi parte, finisce le cose da fare, porta a termine il percorso, poi sono tutti tristi, sono commossi, sono emozionati, il giorno non arriva mai, non lo viviamo mai, noi ci pensiamo, è un momento lontano, prima o poi arriva, arriva il giorno, non ce ne rendiamo conto, è triste, quanto è difficile, non ce lo aspettiamo, è doloroso.
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Adesso è cambiato tutto, il mondo è diverso, un mondo diverso, non esiste più, è scomparso, siamo consapevoli, ci adattiamo, ci possiamo organizzare, le cose però, le persone si aspettano, le pensiamo, se l’aspettano tutti, tutti quanti ci aspettiamo, arriva la fine, la fine delle cose, c’è qualcosa di speciale dopo, l’unico, qualcosa di irripetibile, non si dimentica, tutti vogliono vivere, vedere, tutti vogliono fare le cose da fare.
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Le cose da fare le fanno, le vedono, qualcosa possono sempre fare, lo sanno, lo sentono, hanno un contributo da dare, si sentono utili, tutti importanti, hanno qualcosa da offrire, la loro parte, il loro ruolo, non li dobbiamo sfruttare, troppe cose, non è giusto, poi aiutano, danno una mano, il contributo, non li dobbiamo sfruttare, caricare, le responsabilità, non lo sopportano.