Al cuore del processo di animazione, che sia 2D o 3D, c’è una regola fondamentale: la padronanza del movimento. Che tu stia creando la camminata di un personaggio, un salto dinamico o movimenti complessi per un videogioco, capire cosa rende credibile un’animazione è un passaggio essenziale. È qui che entrano in gioco i 12 principi dell’animazione Disney formulati da Ollie Johnston e Frank Thomas; una guida che ancora oggi rimane alla base di ogni grande animazione!
La collaborazione tra Johnston e Thomas è stata definita “l’amicizia che ha cambiato il volto dell’animazione” e la sua influenza è stata immensa anche nel mondo del 3D. Basti pensare a John Lasseter (direttore del capolavoro Pixar del 1995 Toy Story) che affermò che gli appunti di Ollie Johnston sono stati per lui fonte di ispirazione per molto tempo e, anche se erano pensati per l’animazione tradizionale a mano, credeva che i loro principi fossero validi e applicabili anche all’animazione digitale al computer.
Che cosa sono i 12 principi dell’animazione Disney?
I “12 principi dell’animazione Disney” sono così chiamati perché vennero formalizzati dai leggendari animatori e artisti Disney Ollie Johnston e Frank Thomas nel libro The Illusion of Life. Queste regole sono state sviluppate per dare vita a personaggi credibili, espressivi e coinvolgenti e sono state il motivo dietro il successo di moltissimi film Disney, da Biancaneve e i Sette Nani a Red e Toby nemiciamici.
Tutti i personaggi devono veicolare l’impressione di rispettare le leggi fondamentali della fisica per risultare credibili, allo stesso tempo, questi consigli risultano preziosi anche per tutti gli aspetti più sottili legati all’espressione delle emozioni e alla definizione della personalità dei personaggi.
Nei 12 concetti chiave dell’animazione troviamo:
Squash & Stretch: questo principio permette di dare l’illusione di peso, volume e flessibilità a un personaggio in movimento. È essenziale anche per animare dialoghi, espressioni facciali e dettagli del corpo. L’intensità con cui viene applicato varia a seconda dello stile dell’animazione.
Messa in scena (Staging): consiste nel presentare chiaramente pose, azioni e movimenti in modo che il pubblico comprenda immediatamente atteggiamento, umore, reazione o intenzione di un personaggio all’interno della narrazione. Ogni gesto o espressione deve essere pensato in relazione alla storia e alla continuità della sequenza.
Anticipazione: serve a preparare lo spettatore a ciò che sta per accadere. Ogni azione viene preceduta da un segnale, altrimenti risulterebbe innaturale o goffa. Per esempio, prima di effettuare un gran salto, un personaggio si piega sulle gambe per prendere lo slancio.
Azione diretta e posa (straight ahead e pose to pose): l’animazione Straight Ahead parte dal primo disegno e procede disegno dopo disegno fino alla fine della scena. Il metodo Pose to Pose è più pianificato: vengono creati disegni chiave a intervalli strategici lungo la scena, e l’azione viene costruita collegando questi punti chiave. Molte scene moderne combinano entrambi i metodi
Azioni a seguire e sovrapposte (Follow Through & Overlapping Action): Nel movimento di un personaggio, non tutte le parti si fermano contemporaneamente. Quando il corpo principale si arresta, elementi come braccia, capelli, vestiti, orecchie o code continuano a muoversi seguendo la traiettoria dell’azione; questo principio è chiamato follow through.
L’overlapping action, invece, si verifica quando il personaggio cambia direzione, ma i vestiti, i capelli o altri elementi continuano a muoversi nella direzione precedente per alcuni fotogrammi prima di seguire il nuovo movimento.
Accelerazione e rallentamento (slow in e slow out): quando un’azione inizia o termina, la distribuzione dei disegni influenza direttamente la percezione del movimento. Più disegni sono concentrati vicino alla posa iniziale e finale, con uno o due disegni intermedi, più l’azione risulta fluida e controllata. Al contrario, meno disegni rendono l’azione più veloce e decisa.
Archi: ogni gesto, dai movimenti delle braccia alle rotazioni della testa, fino ai movimenti degli occhi, viene eseguito seguendo un arco. Un modo semplice per visualizzarli è pensare a un pendolo che oscilla: ogni movimento segue una traiettoria curva.
Azione Secondaria: serve ad arricchire e dare maggiore profondità all’azione principale di un personaggio, rafforzandola o integrandola senza mai distogliere l’attenzione dello spettatore. Questi movimenti aggiuntivi contribuiscono a rendere l’animazione più ricca e a dare più personalità e carattere al personaggio.
Timing: controllare ritmo e velocità, alternare ritmi lenti e veloci all’interno di una stessa scena crea variazioni e interesse visivo, rendendo l’animazione più viva. Sapere quando e come muovere un personaggio determina non solo la fluidità dell’azione, ma anche l’impatto emotivo, l’interpretazione del personaggio e la leggibilità della scena.
Esagerazione: applicare un effetto simile alla caricatura, enfatizzando tratti del viso, espressioni, pose, atteggiamenti e movimenti per renderli più chiari e incisivi.
Volume dei corpi (Solid drawing): I principi fondamentali del disegno, forma, peso, volume, solidità e l’illusione della tridimensionalità, si applicano all’animazione così come al disegno.
Attrattiva (appeal): ogni personaggio deve riuscire a catturare e coinvolgere lo spettatore in base alle sue unicità. L’attrattiva si costruisce attraverso un design leggibile e chiaro che rende il personaggio memorabile e interessante
Perché i 12 principi sono importanti anche per l’animazione 3D?
Anche nell’animazione 3D, dove strumenti come Autodesk Maya e Unreal Engine permettono di trasformare modelli digitali in personaggi animati, la teoria classica dell’animazione rimane fondamentale per rendere i movimenti credibili e coinvolgenti. Nel workflow professionale, i principi guidano ogni fase: nel blocking si definiscono pose chiare e leggibili, poi si lavora su timing, spacing e archi fino ad arrivare al polishing dove si lavora su azioni secondarie e micromovimenti per dare naturalezza al movimento.
Comprendere questi principi significa migliorare la qualità visiva delle animazioni e creare movimenti che sono anche funzionali e non soltanto belli da vedere. Non importa se si sta animando un soggetto per cinema, serie o videogiochi: i 12 principi sono le fondamenta di un’animazione che trasmette emozioni, comunica una storia e rende più immersiva e credibile l’esperienza.
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