I dati diffusi oggi dall’ISTAT sulle vendite al dettaglio di gennaio 2026, che registrano una crescita del +2,3% in valore ma solo dello 0,9% in volume su base annua, confermano una tendenza che ci preoccupa profondamente: i cittadini spendono di più per portare a casa meno prodotti. A trainare questa dinamica sono soprattutto i beni alimentari con +3,9% in valore a fronte di un +1,5% in volume, segno evidente che l’inflazione continua a mordere il potere d’acquisto dei consumatori.

Questi numeri sono il preludio di una situazione che rischia di degenerare a causa dell’impennata dei costi energetici.
Domani saremo ai tavoli della Commissione di allerta rapida convocati dal Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione del Ministro Adolfo Urso.
La doppia convocazione sui mercati energetici e sul carrello della spesa e il settore agroalimentare è fondamentale: le tensioni internazionali in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz non devono diventare il paravento per manovre speculative a danno dei consumatori. È quanto sta già avvenendo alla pompa: i rincari record non hanno una giustificazione economica immediata. Assistere a rialzi fino a 10 centesimi in una notte è inaccettabile. Se aumenta il gasolio, domani aumenteranno pane, latte e pasta.

Importante l’immediata convocazione della Commissione Allerta Prezzi, ma subito dopo occorre che si intensifichino con le autorità e la guardia di finanza azione di controllo sulle speculazioni in atto e soprattutto serve che il governo immediatamente intervenga sul caro vita e sul basso potere d’acquisto. Abbiamo già da tempo con tutte le Associazioni dei Consumatori richiesti azioni immediate che possono dare ossigeno alla maggioranza delle famiglie sempre più in povertà assoluta e relativa a partire dalla sterilizzazione delle accise per compensare l’extra-gettito IVA e varare misure strutturali, non più semplici bonus temporanei.

Serve intensificare e rafforzare la vigilanza contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti e dei beni di prima necessità, interventi strutturali sulla tassazione energetica, trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare per evitare che la crisi diventi il pretesto per rimpinguare i profitti delle grandi compagnie a scapito dei consumatori.