L’inclusione a scuola nasce dalla didattica quotidiana. PariPasso è il nuovo progetto di Rizzoli Education dedicato all’inclusione a scuola e alle pratiche di didattica inclusiva, pensate per supportare insegnanti e studenti in percorsi di apprendimento equi e accessibili. Il progetto promuove una scuola inclusiva che valorizza le differenze e sostiene la crescita cognitiva, emotiva e digitale di tutte e tutti.
Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), secondo il DSM-5, è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale, associate a comportamenti e interessi ristretti e ripetitivi. In ambito scolastico, queste caratteristiche possono tradursi in ostacoli alla partecipazione, alla comprensione dei contenuti e alla costruzione di relazioni significative con i pari. La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) rappresenta una risposta concreta a queste barriere. Non è un semplice insieme di simboli, ma un approccio globale che integra strategie, strumenti e tecniche per consentire alle persone con Bisogni Comunicativi Complessi (BCC) di comunicare, apprendere e partecipare attivamente alla vita scolastica.
Perché la CAA è fondamentale negli apprendimenti?
Parlando di accesso all’apprendimento, quindi della possibilità reale per ogni studente di entrare in contatto con i contenuti di studio e comprenderli a prescindere dalle difficoltà o caratteristiche cognitive, molti studenti con ASD privilegiano canali di apprendimento visivi e non verbali. Se l’accesso ai contenuti avviene solo attraverso la lettura fonologica o la produzione orale tradizionale, il rischio è:
- sovraccarico della memoria di lavoro;
- difficoltà nelle verifiche;
- dipendenza continua dall’adulto;
- impoverimento cognitivo e relazionale;
- disagio emotivo.
La CAA interviene per compensare le difficoltà strumentali, garantire accesso significativo ai contenuti, sostenere autonomia e partecipazione e prevenire isolamento e frustrazione.
Strumenti della CAA mirati agli apprendimenti
La didattica in simboli sostiene l’accesso agli apprendimenti per tutti quei bambini e ragazzi che presentano difficoltà nel sostenere il programma di classe così come presentato, nei contenuti o nella forma, e bisogni comunicativi complessi. In una prospettiva di didattica inclusiva, le barriere all’accesso all’apprendimento dovrebbero essere eliminate fin dalla fase progettuale, intervenendo sul contesto e sul curriculum prima che diventino ostacoli (Rose, Meyer, Hitchcock, 2005; Hall, Meyer, Rose, 2012).
Perché se ne veda l’efficacia è necessaria dunque un’attenta progettazione, che include:
- scelta mirata degli argomenti;
- semplificazione linguistica calibrata;
- attenzione al layout grafico;
- definizione di modalità di verifica accessibili.
Nell’ottica di una didattica inclusiva, tra gli strumenti utili da portare in classe al fine di potenziare e sostenere gli apprendimenti curricolari possiamo annoverare:
- La lettura in simboli
La lettura in simboli rappresenta uno strumento potente per l’accesso alla literacy.
Tra i benefici si individuano:
-
- accesso ai contenuti anche senza piena competenza fonologica;
- associazione parola–significato;
- partecipazione al programma di classe;
- sviluppo del linguaggio e della narrazione.
La lettura in simboli sfrutta processi cognitivi che sottostanno anche al metodo globale, privilegiando il riconoscimento immediato del significato. Tale metodologia di apprendimento della lettura, che parte dal significato prima che dalla decodifica, può affiancare o precedere l’approccio fonologico, riducendo frustrazione e carico cognitivo.
- Scrittura in simboli e produzione autonoma
La scrittura in simboli può essere una valida alternativa per i bambini e ragazzi con ASD che non hanno immediato accesso ad una letto-scrittura “tradizionale”.
Lo studente può essere accompagnato gradualmente ad una scrittura in simboli, sia perché possa adottarla come strategia per la comunicazione e gli apprendimenti, sia per un passaggio eventuale alla scrittura di testi. Per il suo sviluppo è necessaria una strutturazione in fasi, che può passare da una scelta binaria tra simboli, alla possibilità di risposta multipla, alla costruzione di frasi con supporto fino alla produzione autonoma. Non è solo uno strumento compensativo: sviluppa competenze comunicative, autonomia espressiva e partecipazione reale alla vita di classe.
Strumenti digitali e App
Le tecnologie ampliano le possibilità di apprendimento per i bambini e ragazzi con BCC. Molte di esse rientrano all’interno del mondo della CAA e integrano differenti modalità:
- software per testi simbolizzati;
- piattaforme di storytelling inclusivo;
- unità didattiche digitali autonome, progettate per far apprendere uno specifico contenuto quali il Learning Object.
Questi strumenti favoriscono inclusione, memoria, organizzazione delle informazioni e motivazione.
Tra gli strumenti high-tech più conosciuti nel panorama italiano per la didattica inclusiva in CAA troviamo:
- SimCAA: ideale per scrivere testi simbolizzati direttamente dal browser e impaginarli.
- Symwriter: associa automaticamente il simbolo alla parola e adatta la grafica in base alla grammatica (genere, numero, tempi verbali).
- Widgit: consente allo stesso tempo sia di scrivere testi in simboli che di creare tabelle, agende visive o altri strumenti.
- Boardmaker: perfetto per chi usa simboli PCS, permette di creare tabelle di comunicazione complesse e attività didattiche interattive a video.
- ARAWord: completamente gratuito, ideale per chi inizia a creare didascalie e brevi comunicazioni scolastiche.
- Tadà: un’applicazione che offre libri digitali animati e simbolizzati, pensati per rendere la lettura accessibile e condivisibile da tutti gli studenti.
Una scuola realmente inclusiva
Integrare la CAA significa ripensare l’accesso all’apprendimento fin dalla progettazione, eliminando barriere nel curriculum e nel contesto.
L’obiettivo non è semplificare “in meno”, ma rendere significativo e accessibile l’apprendimento.
Quando la CAA diventa patrimonio della classe infatti aumenta la partecipazione, migliora le relazioni, sostiene l’autonomia e previene impoverimento cognitivo ed emotivo.
La Comunicazione Aumentativa e Alternativa non è una soluzione speciale per pochi, ma una leva pedagogica potente per costruire una scuola capace di includere davvero tutti.
Bibliografia
- American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.). Washington, DC: APA.
- Janice C. Light, David McNaughton (2012). The changing face of augmentative and alternative communication: Past, present, and future challenges. Augmentative and Alternative Communication.
- David R. Beukelman, Pat Mirenda (2013). Augmentative and Alternative Communication: Supporting Children and Adults with Complex Communication Needs. Baltimore: Paul H. Brookes.
- David H. Rose, Anne Meyer, Chuck Hitchcock (2005). The Universally Designed Classroom: Accessible Curriculum and Digital Technologies. Cambridge, MA: Harvard Education Press.
- David H. Rose, Anne Meyer, David Gordon (2014). Universal Design for Learning: Theory and Practice. Wakefield, MA: CAST Professional Publishing.
- Giacomo Stella (2011). La dislessia e i disturbi specifici di apprendimento. Bologna: Il Mulino.
- ISAAC – International Society for Augmentative and Alternative Communication (2018). AAC and Communication Rights.