Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge n. 33 del 18 marzo 2026, contenente disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi legati alle crisi dei mercati internazionali. Il provvedimento ridetermina, dal 19 marzo 2026 fino al ventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente decreto, le aliquote di accisa nelle seguenti misure:
- benzina: 472,90 euro per 1000 litri;
- oli da gas o gasolio usato come carburante: 472,90 euro per 1000 litri;
- gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 167,77 euro per mille chilogrammi.
Il decreto contiene inoltre alcune misure di prevenzione contro i fenomeni speculativi. I prezzi dei carburanti, infatti, verranno monitorati costantemente da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In questo modo, se il Garante dovesse rilevare un anomalo e repentino aumento dei prezzi rispetto alle quotazioni internazionali di riferimento, dovrà comunicare alla Guardia di finanza il dettaglio degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere.
L’articolo 3 del decreto, inoltre, riconosce un contributo straordinario per il settore dell’autotrasporto. Il contributo è concesso sotto forma di credito d’imposta per la maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, nel limite massimo di 100 milioni di euro per l’anno 2026.
Per quanto concerne il settore della pesca, invece, l’articolo 4 riconosce un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettuato nei mesi di marzo, aprile e maggio dell’anno 2026. Il limite stabilito è di 10 milioni di euro.
Redazione redigo.info