Usine Baug & Fratelli Maniglio: “Ilva Football Club” all’Astra di Vicenza | News | Piccionaia

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La storia della più grande acciaieria d’Europa s’intreccia alla leggenda di una piccola squadra di calcio nata proprio sotto le ciminiere dell’Ilva, per dare voce alle tante storie vissute a Taranto. Storie di lotta tra salute e lavoro, tra speranza e disillusione, tra sogno e realtà.

ILVA FOOTBALL CLUB, creazione di Usine Baug & Fratelli Maniglio, arriva sul palcoscenico del Teatro Astra di Vicenza venerdì 13 marzo alle ore 21.00. 

Cinque attori per uno spettacolo corale, in cui teatro fisico fisico, sport e lavoro d’inchiesta si fondono all’interno della rassegna Terrestri 25.26, ideata e curata da La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza, con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Veneto e Comune di Vicenza.

Lo spettacolo Ilva Football Club

Nel 2022 un rapporto delle Nazioni Unite inserisce Taranto tra le “zone di sacrificio”: territori ritenuti sacrificabili in nome del progresso o della produzione di beni di consumo, luoghi che rappresentano – come si legge nel documento – “la peggiore negligenza immaginabile dell’obbligo di uno Stato di rispettare, proteggere e realizzare il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile”. I più vulnerabili sono i bambini, esposti agli effetti dell’inquinamento e delle sostanze tossiche.

Da qui parte la ricerca che ha dato vita a ILVA FOOTBALL CLUB.

«C’era una volta un campo da calcio in mezzo al quartiere…».

Uno di quei campi di periferia che segnano le ginocchia e i sogni. Qui nasce la leggenda di una squadra di operai che, tra fortuna e talento, arriva incredibilmente fino alla finale di Coppa Italia. Una cavalcata epica, un gol impossibile all’ultimo minuto, un sogno grande quanto una città.

Ma la storia della squadra si intreccia con quella dell’ex Ilva, l’acciaieria più grande e più inquinante d’Europa: la promessa di progresso e prosperità che, in oltre sessant’anni di attività, si trasforma lentamente in disillusione, rabbia, prigionia e ricatto. Il dramma si condensa in un dilemma che attraversa generazioni: salute o lavoro?

Lo spettacolo utilizza la narrazione calcistica – accattivante anche per chi non ama il calcio – come lente d’ingrandimento morale. La telecronaca diventa coscienza civile, il campo da gioco si trasforma in paesaggio industriale, e la domanda resta sospesa: quanto siamo disposti a sacrificare in nome del progresso?

Attraverso immagini poetiche e testimonianze reali, ILVA FOOTBALL CLUB racconta Taranto come simbolo di una condizione universale: oggi è lì, domani potrebbe essere altrove. Ciò che accade ci riguarda molto più di quanto immaginiamo.

La ricerca, la regia e gli attori

ILVA FOOTBALL CLUB è una creazione di Usine Baug & Fratelli Maniglio, interpretata da Fabio Maniglio, Luca Maniglio, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco e Claudia Russo, con luci e tecnica a cura di Emanuele Cavalcanti.

Il testo nasce da un dettagliato lavoro su archivi storici, documentari e interviste raccolte direttamente a Taranto. La compagnia ha lavorato sul territorio grazie alla collaborazione con la Cooperativa Teatrale Crest nel quartiere Tamburi e con il contributo di Pietro Pingitore, documentarista e antropologo visuale. L’indagine sul campo costituisce l’ossatura drammaturgica dello spettacolo: i fatti realmente accaduti si intrecciano con l’invenzione scenica.

La regia sviluppa due piste narrative che si rivelano progressivamente connesse. Da un lato la telecronaca sportiva di un presentatore che abbatte la quarta parete e racconta l’epopea della fantomatica Sidercalcio – alias Ilva Football Club – trascinando il pubblico in una narrazione epica e coinvolgente. Dall’altro, monologhi e momenti corali compongono la storia più intima di una “famiglia Ilva”, cresciuta ai piedi del mostro industriale, una delle tante colpite dal mostro. Una storia che è insieme personale e collettiva, locale e universale.

I due piani narrativi si ricongiungono in un finale spiazzante: la leggenda calcistica si rivela un’invenzione, una pantomima messa in scena in una stanza d’ospedale, una fiaba della buonanotte raccontata a un bambino che ha chiuso gli occhi e non si sa se li riaprirà.

In scena

La composizione scenica si costruisce attraverso colori, materiali, luci e suoni dell’Ilva e del quartiere Tamburi: l’acciaio, il rosso delle polveri, il nero lucido delle cozze che non si possono più mangiare, le maglie da calcio che brillano di minerali dopo il turno in fabbrica o una partita sul terreno contaminato. I suoni incessanti degli altiforni, le sirene, le luci notturne e i fumi grigi che coprono il paesaggio creano un universo visivo e sonoro potente.

Cinque attori si palleggiano le narrazioni tra racconti corali e coreografie, monologhi, immagini, telecronache, pubblicità e moviole. L’estetica calcistica si traduce in quadri fisici in movimento che, sovrapposti alle testimonianze audio reali, generano doppi livelli di significato. La realtà delle voci raccolte a Taranto incontra così la loro trasposizione teatrale: attori e attrici che a Taranto non hanno vissuto si fanno tramite di una memoria collettiva.

Lo spettacolo è prodotto da Campo Teatrale, con il supporto di IDRA Teatro e TRAC – Centro di residenza pugliese nell’ambito del Progetto CURA 2022.

Terrestri 25.26: il percorso della rassegna

ILVA FOOTBALL CLUB si inserisce nella rassegna Terrestri del Teatro Astra – Stagione 2025/2026, progetto ideato e curato da La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale.

Iniziata con HISTORY OF LOVE di Agrupación Señor Serrano (ven. 7 novembre, prima regionale), la rassegna è proseguita con di CollettivO CineticO (ven. 21 novembre), FORESTO di Babilonia Teatri (ven. 5 dicembre), GHOSTS di Fanny & Alexander (ven. 30 gennaio), LA COSTANZA DELLA MIA VITA di Pietro Giannini (ven. 13 febbraio) e L’ANGELO DEL FOCOLARE (gio. 26 e ven. 27 febbraio).

Dopo ILVA FOOTBALL CLUB, il percorso continuerà con ASHES di Muta Imago (ven. 27 marzo, unica regionale) e METADIETRO di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (ven. 10 aprile, prima regionale).

Accanto agli spettacoli in abbonamento, cinque appuntamenti fuori abbonamento completano la stagione: ILIADE. Il coraggio dei codardi, nuova produzione de La Piccionaia con Francesco Wolf diretta da Tindaro Granata (sab. 15 novembre ore 18.30); CUORE A GAS di Giorgio Fabbris (15–17 gennaio); THAT’S ALL di Davide Tagliavini (sab. 21 marzo); REBECCA, spettacolo al buio di Officine Papage (ven. 8 maggio); e NON È STATA LA MANO DI DIO del Teatro dei Cipis (gio. 21 maggio), in occasione della Giornata della Legalità.

AstraCar: il car sharing degli spettatori

Per chi raggiunge il Teatro Astra in auto, AstraCar invita a condividere un passaggio o a chiederlo, riducendo traffico e impatto ambientale e trasformando l’arrivo a teatro in un gesto di comunità. È possibile partecipare iscrivendosi al canale Telegram dedicato e commentando il messaggio relativo allo spettacolo di interesse.

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