Alcol e cancro: il messaggio è chiaro (anche durante le feste)
Manca poco alle vacanze pasquali. E insieme alle pubblicità di uova di cioccolato e di colombe, stanno comparendo anche quelle sul vino. In alcuni casi, anche con l’indicazione a “bere consapevolmente”. Una raccomandazione, questa, che non ha senso mai, per chi è sano e per chi ha una malattia oncologica, compreso il tumore al seno.
L’alcol è un agente cancerogeno di tipo 1, come da classificazione della IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. I meccanismi che collegano il consumo di alcol allo sviluppo di alcuni tumori non sono ancora del tutto chiariti, ma le evidenze epidemiologiche sono ormai solide. I dati indicano infatti che le bevande alcoliche rappresentano un fattore di rischio per diverse forme di cancro, indipendentemente dalla tipologia, principalmente a causa dell’etanolo contenuto. Un numero vale per tutti. Di tutti i nuovi casi di cancro in Europa nel 2020, si stima che il 4,5% sia attribuibile al consumo di alcol. I tumori più frequenti che sono stati registrati? In ordine di incidenza, all’esofago, al fegato e al seno.
Certo, il rischio non è uguale per tutti: incide la quantità assunta, la frequenza e anche il modo in cui si beve, ad esempio durante o lontano dai pasti. Va inoltre considerato che un consumo elevato di alcol si associa spesso ad altri comportamenti poco salutari, come il fumo o una dieta squilibrata, contribuendo ad aumentare ulteriormente il rischio non solo oncologico, ma anche di malattie cardiovascolari e metaboliche, quali obesità e diabete.
E quindi? La quinta edizione del Codice Europeo contro il cancro, un’iniziativa della IARC, appena pubblicata, indica chiaramente: “Se consumate alcolici di qualsiasi tipo, limitatene l’assunzione. Non bere alcolici è meglio per la prevenzione del cancro”.
Sì, dunque, a un bicchiere di vino oppure di spumante durante le Feste, le ricorrenze, con un consumo saltuario e ridotto facciamo un regalo alla salute, soprattutto se viene inserito in uno stile di vita sano. E in caso di malattia, l’avvertenza è sempre di parlarne con il proprio oncologo, soprattutto se ci sono terapie in corso.