Poca istruzione, meno soldi. E più malattie - A.I.D.O.

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Nel nostro Paese c’è un dato più preoccupante e riguarda chi viene colpito da un tumore. Spesso ha un reddito basso e una scolarizzazione non elevata. Che cosa dovrebbero fare governi e istituzioni per invertire la tendenza

di Vita e Salute

In genere, chi ha un portafoglio più “leggero” è anche meno istruito ed è costretto a seguire stili di vita poco appropriati, tra i quali c’è proprio il mangiare male. Il cibo spazzatura e ultra processato domina soprattutto in chi ha scarsa cultura, anche alimentare, e finisce per mettere nel piatto una overdose di grassi saturi, ingredienti di scarsa qualità e poi additivi, coloranti, conservanti, pesticidi, ecc. Non a caso nella scorsa Giornata mondiale contro i tumori si è detto che nel nostro Paese un quarto delle morti – il 25% – per tumore è collegato a bassa istruzione. “Tutto ciò è anche indice che le disparità sono in aumento e chi è ancora più povero per le difficoltà economiche, accentuate ai tempi del post Covid e delle guerre che il mondo sta conoscendo in questo sciagurato periodo, ha minori possibilità di guarire; inoltre un grado di istruzione inferiore gioca un ruolo non indifferente”, sottolinea il professor Carlo Foresta, endocrinologo dell’Università di Padova.
Un altro contributo negativo è rappresentato dalle carenze, dovute sempre a difficoltà economiche, del Servizio sanitario nazionale, che pur essendo un sistema aperto, pubblico, non riesce ad arrivare a tutti. E allora ecco il ricorso alla sanità privata – che non tutti possono permettersi -, le spese per farmaci supplementari o trattamenti e i viaggi per raggiungere i Centri specialistici che intaccano pesantemente le capacità economiche dei malati e dei familiari.

Puntare sulla medicina territoriale

Ci è voluto il fumettista Zerocalcare nel suo libro Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia per puntare il dito contro, oltre alla situazione delle carceri, l’abbandono, in Italia, della sanità territoriale.
Ma che cos’è la medicina territoriale? È l’insieme di servizi sanitari erogati al di fuori delle strutture ospedaliere, direttamente nella comunità: se tornasse a essere operativa sarebbe un punto di svolta significativo verso un approccio più integrato e coeso alla cura del paziente. Sarebbe capace di raggiungere, curare e informare tutti i cittadini in modo trasversale. Con questa riscoperta, si potrebbe fornire la risposta più ovvia a quanti soffrono di neoplasie e altre patologie, evitando il quadro che fornisce uno studio pubblicato sul Journal of Public Health. E torniamo quindi all’inizio.
Come abbiamo visto, in Italia circa un quarto delle morti per cancro è riconducibile a bassi livelli di istruzione. Andando più nello specifico: quasi 30mila (29.727) decessi oncologici nel 2019 nel nostro Paese, nella popolazione fra 30 e 84 anni, sono da mettere in relazione alla scarsa scolarità (22.271 morti negli uomini e 7.456 fra le donne).
Una diagnosi di cancro, inoltre, può causare ulteriori difficoltà economiche nei pazienti. Dunque, parlare di tumori e disuguaglianze è più che appropriato; in sintesi: è dimostrato che muoiono i pazienti meno istruiti, uno su quattro si impoverisce e frequentemente rinuncia a curarsi. Cifre preoccupanti, e non a caso l’Ocse suggerisce come gli interventi per ridurre le disuguaglianze socioeconomiche nella mortalità per cancro “dovrebbero concentrarsi sulle persone con livelli di istruzione più bassi, poiché questo gruppo di popolazione ha tassi di mortalità per cancro più elevati nella maggior parte dei Paesi Ocse”. In definitiva, è più che mai è necessario uno sforzo per superare queste disuguaglianze.

Agire su sedentarietà e fumo

Lo dimostra anche il messaggio lanciato per il triennio 2022-2024 in occasione dell’evento “Close the Care Gap”, ovvero eliminare le disparità nelle cure, indetto dall’Istituto superiore di sanità, Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e fondazione Fiom in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. “Le persone con un alto livello di istruzione dispongono di più strumenti per comprendere l’importanza della prevenzione, per interpretare le informazioni utili sui sintomi della malattia e per adottare comportamenti che possono influire sull’efficacia delle terapie”, sostiene Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom.
Che fare? Si è detto che è imperativo potenziare le azioni volte a diffondere l’adozione consapevole di uno stile di vita sano e attivo in tutte le età, promuovendo campagne mirate. Tutte le statistiche in circolazione indicano in modo inoppugnabile che sedentarietà, fumo, obesità, fattori di rischio per l’insorgenza del cancro sono più diffusi fra chi ha un livello d’istruzione inferiore”.
La sedentarietà è da prendere in seria considerazione visto che è a svantaggio delle persone con maggiori problemi economici o bassa istruzione, fra le quali raggiunge il 43% rispetto al 25% di quanti sono costretti a vivere in questa condizione. E l’obesità? Un altro dato mostra che ammonta al 17% fra gli individui con svantaggio sociale rispetto al 9% di chi non ne riferisce.
Eppoi il fumo. La sua presenza fra le persone con molte difficoltà economiche, si parla di dati del 2022, corrispondeva al 37% e analoga a quanto si osservava nel 2008; mentre fra chi non ha problemi finanziari la quota di fumatori è scesa dal 27% al 22% fra il 2008 e il 2022”, fanno presente alla Fondazione Veronesi.

Perché le giornate mondiali contro il cancro

L’obiettivo delle giornate mondiali dedicate alla lotta contro il cancro è proprio quello di veder crescere la consapevolezza e la conoscenza sul tumore, le azioni efficaci per prevenirlo, individuarlo e curare. Serve anche per stimolare i governi ad adottare strategie per ridurre le disuguaglianze e investire risorse per evitare che si muoia a causa di una patologia talvolta prevenibile e curabile. Anche in questo caso è tutta questione di soldi. E Mauro Biffoni, Direttore dipartimento oncologia e medicina molecolare dell’Iss, conferma che l’Oncologia italiana, se adeguatamente supportata, può affermarsi come un motore di sviluppo in ambito non solo scientifico, ma anche economico e sociale.

Vademecum antitumori

Ecco infine le regole diffuse nella Giornata mondiale contro il cancro:

  • Non fumare. Non consumare nessuna forma di tabacco
  • Adottare un’alimentazione sana ed equilibrata
  • Ricordare che l’allattamento al seno riduce il rischio di tumore per la mamma
  • Vaccinare i propri figli contro l’HPV e l’epatite B
  • Evitare un’eccessiva esposizione al sole e usare protezioni solari
  • Seguire scrupolosamente le istruzioni in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro per proteggersi dall’esposizione ad agenti cancerogeni
  • Praticare attività fisica regolarmente
  • Limitare il consumo di alcolici
  • Aderire ai programmi di screening oncologici
Recapiti
alessandra@romboliassociati.com