REFERENDUM: QUANDO GLI ITALIANI TORNANO A DECIDERE

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Negli ultimi anni ci siamo abituati a raccontare un’Italia sempre più distante dalle urne. Astensionismo crescente, disaffezione politica, sfiducia nei partiti.

E invece, questo referendum ha raccontato una storia diversa. Una storia che, per molti versi, è stata sorprendente.

UN’AFFLUENZA CHE CAMBIA LA NARRAZIONE

Partiamo dai numeri.

Alle ultime elezioni politiche l’affluenza si è attestata intorno al 63% degli aventi diritto. Un dato già considerato basso rispetto alla storia repubblicana.

Ebbene, questo referendum ha fatto registrare una partecipazione molto simile, sempre intorno al 60% e oltre.

Un risultato nettamente superiore alle ultime elezioni europee, ferme intorno al 49%, e soprattutto ai precedenti referendum, spesso caratterizzati da affluenze ben più basse.

Tradotto: quando si entra nel merito delle questioni, gli italiani rispondono.

UNA VITTORIA DEL NO TUTT’ALTRO CHE SCONTATA

Altro dato rilevante: la vittoria del NO.

Un esito che, alla vigilia, non era affatto scontato. Non si è trattato solo di un voto tecnico, ma di un voto consapevole.

IL RUOLO DECISIVO DEI GIOVANI

C’è un elemento centrale: il voto dei giovani.

I giovani oggi votano in modo diverso. Non sono legati alle bandiere. Votano sulle idee, sui progetti.

Alle politiche e alle europee molti non hanno votato. Al referendum invece sono tornati alle urne.

Perché qui si votava nel merito.

MA NON SOLO: È STATO ANCHE UN VOTO DI PROTESTA

Una parte del voto giovanile è stata anche una protesta chiara.

Una protesta contro un governo percepito come distante dal loro futuro. Un governo colpevole, agli occhi di molti giovani, di ostacolare la transizione ecologica, di negare o minimizzare gli effetti dei cambiamenti climatici e di schierarsi con i guerrafondai del mondo, dentro logiche e scenari internazionali sempre più conflittuali e pericolosi.

In altre parole: un governo percepito come allineato con dinamiche che mettono a rischio il futuro prossimo e remoto delle nuove generazioni.

E questo, per chi si occupa di transizione ecologica come NOI GREEN, è un punto centrale.

UN REFERENDUM DIVENTATO POLITICO

Questo referendum è diventato politico.

Le discese in campo della Premier e di vari esponenti di governo, con toni spesso da scontro e slogan semplificati, non hanno aiutato il fronte del SÌ.

Anzi, hanno contribuito a rafforzare il fronte del NO.

LA VERA LEZIONE

Gli italiani non sono disinteressati. Votano quando conta. Quando possono incidere davvero.

CONCLUSIONE

Questo referendum è stato un segnale forte.

La partecipazione esiste. La consapevolezza cresce.

E soprattutto: il futuro, per i giovani, non è negoziabile.

by sdm

Recapiti
Salvatore De Martino