Il Bollette. Analisi tecnica del provvedimento approvato - redigo.info

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di Redigo.info

Il c.d. decreto bollette è legge dello Stato. Con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il provvedimento che introduce misure per il contrasto al caro energia e per sostenere famiglie, imprese e settori energivori. Da un’analisi tecnica deriva quanto sia realmente strutturale questo nuovo intervento e quali effetti possa produrre sul sistema energetico italiano.

L’esame schematizzato individua tre aree chiave che sono il bonus sociale, gli oneri di sistema, i sostegni alle imprese, le cui corrispondenti misure sono pensate per offrire un sollievo immediato, non modificando l’architettura del mercato energetico.

L’analisi del decreto che sarà legge

Bonus sociale

L’area chiave “bonus sociale” risulta potenziata: valore fino a 315 euro; platea ampliata fino a ISEE 9.796 euro (20.000 euro per famiglie numerose); benefici aggiuntivi tra 90 e 115 euro sulla componente elettrica.

Riduzione degli oneri generali di sistema

Il taglio, altra chiave del dl, riguarda oltre 4 milioni di imprese, con un impatto diretto sulla bolletta elettrica. Questa vale come misura di natura parafiscale, utile nel breve periodo come da necessità, non risolutiva rispetto ai costi di approvvigionamento.

Crediti d’imposta e contratti di lungo periodo

Con la terza area di intervento il decreto conferma: i crediti d’imposta per energivori e gasivori; gli strumenti a favore di PPA (Power Purchase Agreements) e contratti di lungo periodo sulle rinnovabili. Strumenti governativi che potranno stabilizzare i costi, richiedendo in ogni caso un quadro regolatorio più maturo per esprimere il loro potenziale.

Il nodo strutturale. Una strategia energetica non completa

Il “decreto bollette”, urgente, interviene sui sintomi non sulle cause. Le criticità strutturali del sistema energetico italiano che restano aperte sono: una lenta transizione energetica (la mancata piena attuazione degli investimenti del PNRR energia rallenta lo sviluppo delle rinnovabili, il potenziamento delle reti, la realizzazione degli accumuli e infrastrutture di flessibilità); la dipendenza dal gas e la volatilità dei mercati (senza un’accelerazione sulle rinnovabili e sulla diversificazione delle fonti, si resta esposti alle oscillazioni del mercato internazionale del gas); una governance frammentata (occorrerà affrontare la complessità autorizzativa, la mancanza di coordinamento tra Stato e Regioni, l’integrazione tra PNRR, PNIEC e politiche fiscali).

Non una riforma ma un sollievo immediato

Va detto: il provvedimento garantisce un alleggerimento economico concreto, specie per i nuclei fragili e le imprese più esposte, non modificando la traiettoria del sistema energetico nazionale. E’ utile, s’è detto, non anche risolutivo. Rappresenta un passo se non sufficiente, doveroso. Per ridurre il costo dell’energia serviranno riforme strutturali, investimenti rapidi e l’integrazione di politiche industriali, ambientali, sociali.

dir. Alessia Lupoi
Recapiti
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